Andare in bicicletta: quali sono i limiti con il nuovo dpcm?

Andare in bicicletta: quali sono i limiti con il nuovo dpcm?

In questo periodo, dove si susseguono provvedimenti per limitare il diffondersi della pandemia, l’accavallarsi di norme genera confusione, soprattutto per quanto riguarda le varie limitazioni per attività e spostamenti. In particolare chi si sposta in bicicletta, per sport e svago, o anche per le esigenze quotidiane, si chiede come e quando possa utilizzare le due ruote a pedali e quali sono le limitazioni legate alle singole zone individuate dal Governo con gli ultimi provvedimenti.


A questi dubbi ha provato a rispondere l’Ufficio Legale di FIAB, con gli avvocati Simone Morgana e Jacopo Michi, che hanno predisposto le “Prime note in materia di uso della bicicletta nell’ambito dello svolgimento di attività sportiva (non agonistica) e di attività motoria”. Il D.P.C.M. del 3.11.2020 ha classificato il territorio nazionale in tre aree (Gialla, Arancione e Rossa), individuate per livello di gravità rispetto alla diffusione del virus Sars Covid-19, e introdotto nuove limitazioni inerenti la mobilità delle persone e lo svolgimento dell’attività sportiva, distinte per le diverse aree.


In particolare l’art. 1, comma 9, lettera d), del Decreto, consente lo svolgimento di “attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”, distinguendo fra attività sportiva e attività motoria, senza – tuttavia – fornire ulteriori dettagli.


Secondo l’ufficio legale FIAB, seppure con l’inevitabile approssimazione che accompagna l’interpretazione di norme che spesso si accavallano senza soluzione di continuità, le attività svolte in bicicletta con finalità di allenamento personale e/o ciclo-escursionistiche, tenuto conto dell’intensità e della durata delle stesse, rientrano nel novero delle attività sportive di cui all’art. 1, comma 9, lettera d), del D.P.C.M. in data 3.11.2020 e, quindi, lo svolgimento di tali attività incontra limiti differenti rispetto alla classificazione dell’area geografica meglio di seguito specificata.


Zona Gialla

Sarà possibile svolgere attività di allenamento in bicicletta e/o ciclo-escursionistica senza limiti geografici, evitando assembramenti di gruppo e mantenendo la distanza di almeno due metri.


Sul sito web del Governo è ulteriormente specificato “È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.”


Zona Arancione

Sarà possibile svolgere attività di allenamento in bicicletta e/o ciclo-escursionistica entro il limite geografico del proprio comune, evitando assembramenti di gruppo e mantenendo la distanza di almeno due metri.


Sempre il sito web del Governo specifica “È possibile utilizzare la bicicletta per tutti gli spostamenti consentiti, mantenendo la distanza di almeno un metro dalle altre persone. È inoltre consentito utilizzarla dalle 5 alle 22 per svolgere attività motoria all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro, e per svolgere attività sportiva, nel qual caso il distanziamento deve essere di 2 metri.”


Zona Rossa

sarà possibile svolgere attività di allenamento in bicicletta e/o ciclo-escursionistica entro il limite geografico del proprio comune, evitando assembramenti di gruppo e mantenendo la distanza di almeno due metri. E’ prescritto lo svolgimento individuale dell’attività.

 

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Per gli spostamenti generici ci viene in soccorso sempre il sito web del Governo che sottolinea “L’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri.”


In ogni caso rimane fortemente sconsigliata l’organizzazione di gite e/o ciclo-escursioni di gruppo a livello associativo, vista l’estrema difficoltà di garantire il reale distanziamento sociale nell’ambito dello svolgimento delle stesse.


Il Decreto, inoltre, “fortemente raccomanda” “di non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”, e quindi ci si affida al buon senso di ognuno per limitare le occasioni di contatto e la possibilità di contagio. Sì, quindi, all’uso della bicicletta, seguendo le regole ma, soprattutto, la prudenza e il buon senso e, quindi, se non ci sono le condizioni di sicurezza, conviene rinunciare per qualche giorno alle nostre pedalate “sportive” o “di svago” e utilizzare la bicicletta solo per gli spostamenti consentiti.

Facciamo "massa critica".

I soci FIAB sono 20 mila ma se fossero 100, 150 mila, ci sarebbero più possibilità di portare a termine i tanti progetti per chi va in bici, da Bicitalia ad AIDA, da Comuni Ciclabili a CIAB. Diventare socio/a FIAB è utile anche a questo, pensaci.

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