Bananas, automobili e priorità sbagliate per la sicurezza

Bananas, automobili e priorità sbagliate per la sicurezza

Nello stato libero di Bananas da circa un decennio due gravi malattie colpiscono la popolazione, più o meno con la stessa frequenza.
La prima è terrificante. Fa comparire delle pustole sul viso del malato, che sbava, urla e si lamenta per giorni.
Mentre la seconda non da sintomi importanti se non una leggera febbriciattola.

Della prima tutti hanno un profondo terrore, se ne parla al bar e al lavoro, circolano molte voci incontrollate (spesso false o inesatte), della seconda invece si parla poco, con un certo fatalismo, e se ne prende coscienza solo quando colpisce un parente.

Eppure le statistiche ci dicono che dalla prima malattia molti guariscono e causa il decesso soltanto dello 0,1% della popolazione bananense, mentre per la seconda la mortalità è decisamente molto grave, visto che ne muore addirittura l’1% .

Succede però che, per la paura che induce nel popolino, per combattere la prima sono nati innumerevoli comitati, per contribuire alla ricerca o chiedere al Governo provvedimenti. Della seconda invece se ne occupano solo gli scienziati e qualche esiguo comitato. Ogni tanto fanno qualche intervento pubblico e tutti, dopo averli ascoltati, esclamano “Perbacco! Avete ragione”, salvo che poi tutto continua come prima.

Eppure, per questa seconda malattia, le soluzioni sarebbero a portata di mano. Si è scoperto che, migliorando la dieta alimentare e soprattutto diminuendo il consumo di banane, si potrebbe ridurre notevolmente la mortalità..

Però, cosa volete, le banane piacciono troppo alla gente di Bananas, ne vanno letteralmente pazzi (se no, scusatemi, perchè il loro Paese si chiamerebbe così?). Inoltre pesa la preoccupazione di non rovinare chi le produce e commercializza, che poi, a Bananas, rappresenta un vero e proprio potentato economico (che da lavoro e vita agiata a molti bananensi).

Ad una analisi fredda e scientifica emerge chiaramente che entrambe le malattie sono una grave minaccia e vanno combattute, però, nella scala delle priorità, dovrebbe esserci soprattutto la seconda. Pertanto un Ministro della Salute onesto e veramente preoccupato per la sua gente dirotterebbe, in proporzione, più iniziative e risorse per combattere la seconda.

Il Ministro bananense della salute, invece, preoccupato soltanto della sua popolarità (e rielezione) fa esattamente il contrario. Anche perché, andando contro la lobby delle banane, perderebbe subito la sua poltrona.

In Italia, ma forse in tutto il mondo, viviamo in una sorta di Stato di Bananas. Solo che la nostra banana si chiama automobile o, meglio, il “monopolio radicale dell’automobile e della velocità” (come lo definì Ivan Illich), la prima malattia è la violenza (criminalità, guerra, terrorismo, ecc.), la seconda malattia sono gli incidenti stradali.

In un libro divulgativo, molto interessante e ben scritto, che ho letto recentemente ho trovato questo passaggio:

“Nell’anno 2000 le guerre hanno causato la morte di 310.000 individui e i crimini violenti altri 520.000. Ciascuna di queste vittime, naturalmente, rappresenta la distruzione di un mondo e la rovina di una famiglia, ferite che rimangono aperte nella vita di amici e parenti. Tuttavia, da un punto di vista macro, queste 830.000 vittime hanno rappresentato solo l’1,5 per cento dei 56 milioni di individui che sono deceduti nell’anno 2000. In quell’anno 1.260.000 persone sono morte di incidente automobilistico (il 2,25 per cento della mortalità totale) e 815.000 hanno commesso suicidio (l’1,45 per cento)”.  (1)

Insomma viviamo in un mondo giustamente preoccupato per la “sicurezza”, tanto che per la politica parlarne è quasi diventato un mantra, soltanto che la priorità è sempre e soltanto la lotta alla criminalità e alle guerre.

Se per fermare le guerre o per combattere la criminalità (2) si spende 10, se tenessimo veramente alla sicurezza della popolazione, per quella stradale e per la salute psico-fisica dei nostri cittadini dovremmo spendere perlomeno il doppio o il triplo!

E’ chiaro che una politica avveduta deve combattere criminalità e terrorismo ma quel che mi chiedo è perché non si vede altrettanto impegno per la sicurezza stradale e per il benessere psicologico delle persone.

A ben vedere noi di FIAB stiamo lavorando proprio su questo due fronti, chiedendo sicurezza sulle strade (per tutti gli utenti, non solo per i ciclisti) e promuovendo la bicicletta, un mezzo di trasporto che, sia con il bike-to-work, sia con il cicloturismo o l’uso sportivo .. crea molte endorfine, migliora il benessere psico-fisico e l’aspettativa di vita delle persone. (3)

Insomma, se guardiamo ai dati, prendiamo coscienza che ci stiamo occupando del benessere e della sicurezza sul fronte dei due problemi più importanti che affliggono l’umanità contemporanea.

FIAB e tutte le associazioni simili, che si occupano di sicurezza stradale e salute psico-fisica, sono pertanto le associazione umanitarie più importanti che potreste mai sostenere per il bene dell’umanità e dei vostri simili. Pedalate e riflettete, gente!

(1) Yuval Noah Harari “Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità” (2014) L’autore riporta in nota la fonte: World Report on Violence and Health: Summary, Geneva 2002, World Health Organization, dati acquisiti 10/12/ 2010, http://www.who.int/whr/2001/en/whr01_annex_en.pdf. Per i tassi di mortalità in epoche precedenti, vedi, War Before Civilization, cit.

(2) Le politiche di intervento armato che si fanno per “fermare” le guerre e a volte anche quelle contro la criminalità e il terrorismo, dal mio punto di vista, sono assai discutibili e andrebbero codotte con altri mezzi. Ma non è negli scopi di questo articolo parlarne.

(3) Va detto, per amor di verità, che il benessere psico-fisico dipende, oltre che dal movimento, anche da un’alimentazione sana ed equilibrata. A tal proposito è stimolante il passaggio dello stesso autore citato nel suo libro seguente “Homo deus. Breve storia del futuro”:

“Nel 2012 sono morte circa 56 milioni di persone nel mondo intero: 620.000 sono state vittime della violenza umana (le guerre hanno ucciso 120.000 persone, il crimine ne ha colpito un ulteriore mezzo milione); 800.000 persone si sono suicidate e 1,5 milioni di individui sono morti di diabete. Lo zucchero è adesso più pericoloso della polvere da sparo.”

Facciamo "massa critica".

I soci FIAB sono oltre 40 mila ma se fossero 100, 150 mila, ci sarebbero più possibilità di portare a termine i tanti progetti per chi va in bici, da Bicitalia ad AIDA, da Comuni Ciclabili a CIAB. Diventare socio/a FIAB è utile anche a questo, pensaci.

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