Pedalare fa venire voglia di pedalare. Da quando abbiamo cominciato a girare l’Italia con la nostra rubrica “Com’è pedalare a” siamo stati un po’ ovunque, da Torino a Mestre, da Genova a Napoli. Sono occasioni utili per capire quali sono i passi avanti fatti sul territorio in termini di ciclabili, infrastrutture, servizi per la mobilità attiva, i cantieri aperti e i problemi da affrontare. Il viaggio è sempre in buona compagnia: ci fanno strada le persone iscritte a FIAB, quelle che vivono i contesti urbani e li conoscono a fondo. Questa volta ci spostiamo sull’Adriatico, in Abruzzo, per fare tappa a Pescara dove abbiamo pedalato insieme a Francesco Mancini, presidente di FIAB Pescarabici.

Com’è pedalare a Pescara?
Pedalare a Pescara oggi è un’esperienza “a due velocità”: quando sei sui tratti continui e riconoscibili come lungomare e collegamenti principali è piacevole e molto accessibile perché la città è sostanzialmente pianeggiante e le distanze sono brevi. Quando invece entri nella rete quotidiana emergono ancora discontinuità, incroci complessi e tratti dove la sicurezza percepita non è ancora all’altezza: in certe aree la mancanza di infrastrutture, la progettazione non sempre efficace o la necessità di manutenzione rendono la mobilità ciclistica più complessa e, talvolta, meno sicura. Aggiungiamo inoltre che parallelamente allo sviluppo delle infrastrutture ciclabili e dei servizi connessi è fondamentale la riduzione del numero delle auto circolanti, di un piano della sosta a pagamento che disincentivi l’uso delle autovetture, di un piano di trasporto pubblico efficiente e veloce. Comunque, a parte la zona collinare, che oggi è meglio servita anche grazie a interventi recenti, pedalare a Pescara può essere molto piacevole: clima favorevole, distanze ridotte e luoghi di grande attrattività come lungomare, lungofiume e parchi fanno percepire chiaramente le potenzialità di una rete ciclabile che oggi è intorno ai 50 km.
Siete lungo la Ciclovia Adriatica che FIAB ha percorso con la Bicistaffetta di 10 anni fa. Come si inserisce la città nelle rotte cicloturistiche?
Il territorio comunale di Pescara è attraversato dalla ciclovia Adriatica, localmente nota anche come Bike to Coast. Si tratta di un tratto di circa 8 km di pista ciclabile che si snoda sul lungomare. Il tracciato è bidirezionale e ha una larghezza di 2,5 m. È noto, specialmente durante la bella stagione, quanto questo spazio diventi angusto e saturato per l’alto numero di ciclisti che vi transitano. La presenza di contabici, a totem a nord e a bandiera a sud, rileva passaggi consistenti. Pescara è poi un nodo in posizione baricentrica del corridoio della Ciclovia Adriatica (Bicitalia/EuroVelo) e della Bike to Coast Abruzzese (costa Teramana-Pescarese e costa dei Trabocchi in provincia di Chieti). In territorio abruzzese, da Pescara verso Nord la ciclovia è praticamente continua, anche se spesso su marciapiedi in conflitto con pedoni, verso Sud invece ha delle interruzioni in fase avanzata di progettazione o realizzazione. Verso l’interno ha un tratto di direttrice trasversale ciclabile lungo l’asta fluviale del fiume Pescara, che dovrebbe essere oggetto di successivi interventi. A sostegno sia della direttrice adriatica, che su quella verso l’interno, c’è la possibilità dell’utilizzo del servizio ferroviario. Trenitalia, da qualche anno, ha inserito nell’offerta, la possibilità di utilizzo gratuito di un vagone bici dedicato di 64 posti, ma ci sono ancora difficoltà e discrepanze di orari sia nel periodo estivo sia in quello invernale. Dal punto di vista cicloturistico Pescara può diventare una “porta” tra costa, aree interne e servizi di mobilità (stazione, aeroporto, ecc.), facendo da hub cicloturistico della regione Abruzzo.

Quali sono i punti di forza attuali della ciclabilità urbana?
Innanzitutto un clima particolarmente mite in quasi tutto l’anno che spinge i cittadini, soprattutto nei mesi più caldi a fare ampio ricorso alla bici, un’ampia fascia pianeggiante, corrispondente all’intero lungomare, molti chilometri di piste ciclabili protette o corsie riservate e distanze brevi. Rivitalizzare la ciclovia lungo il fiume che spesso resta ignorato, ma che attraversa e taglia il cuore della città, riscoprendone il fascino e lasciandosi conquistare dalla suggestione dell’acqua è una delle missioni che vogliamo realizzare. L’obiettivo è quello di favorire la “riappropriazione del fiume” attraverso la ciclabile esistente per soli 5 km circa e allungarla lungo l’intero percorso del fiume, offrendo a utenti e turisti un’esperienza sensoriale ed emotiva unica, resa possibile dal fascino dell’acqua e dall’ecosistema fluviale pari se non superiore a quella marina.
I nodi invece da affrontare?
Le priorità sono: ricucire i tratti esistenti in una rete continua; migliorare la manutenzione; mettere in sicurezza i punti critici (incroci, attraversamenti, tratti promiscui); aumentare e rendere più sicuri i parcheggi bici. Ma serve anche un salto di qualità sul piano del metodo: l’istituzione di una Commissione/Consulta permanente per la ciclabilità, che garantisca confronto regolare, monitoraggio degli interventi e continuità tra progetti e manutenzione, coinvolgendo tecnici, associazioni e stakeholder.
Il ponte ciclabile che affaccia sul mare è un bel biglietto da visita per la città. Che ruolo hanno queste “grandi opere”?
Nella fattispecie, garantisce un ulteriore ed esclusivo collegamento tra le sponde del fiume, che divide la città, unita solo dopo il 1927 (Castellamare e Pescara), oltre ai diversi ponti carrabili, pochi e trafficati. Il Ponte del mare costituisce poi, per la qualità architettonica, il bell’affaccio panoramico, uno dei simboli della città, moderna, che vuole crescere nella sostenibilità.
Qual è stato a tuo avviso il principale successo di FIAB in questi anni a Pescara?
Fiab Pescarabici ha dato voce ai molti ciclisti urbani, è diventato un interlocutore stimato e riconosciuto sui temi della mobilità sostenibile. Abbiamo contribuito a far crescere consapevolezza e attenzione pubblica. Il passo successivo che auspichiamo è rendere questo dialogo stabile e strutturato proprio attraverso una Commissione/Consulta per la ciclabilità, così da passare da confronti episodici a lavori continui e misurabili.
Una vostra best practice che vorreste vedere replicata altrove da altre associazioni FIAB?
La nostra collaborazione con le scuole è molto attiva e riteniamo particolarmente importante formare le nuove generazioni alla sostenibilità ambientale. Poi, quando richiesto, siamo stati sempre puntuali nel suggerire all’Amministrazione le migliori soluzioni per migliorare ed ampliare la rete ciclabile.
