L’Assemblea Nazionale di Perugia ha deliberato l’adozione del nuovo Codice Etico. Si tratta di un passo molto importante per la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. Come viene espresso nella premessa del documento – scaricabile a questo link in formato PDF – il nuovo Codice Etico «definisce l’insieme dei valori, dei principi e delle regole di condotta che guidano FIAB Italia – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta APS». Si tratta di un testo che «integra e rafforza le norme statutarie e regolamentari vigenti, costituendo un patto fiduciario tra la Federazione e i suoi portatori di interesse. L’adozione di comportamenti etici è indispensabile per garantire l’affidabilità , la reputazione e il corretto funzionamento della Federazione, in linea con la sua natura di Associazione di Promozione Sociale (APS) ed Ente del Terzo Settore (ETS)».
Scarica in PDF il nuovo Codice Etico di FIAB

Codice Etico FIAB: a chi è rivolto?
I destinatari del nuovo Codice Etico sono i membri degli organi sociali nazionali, i presidenti, socie e soci, volontarie e volontari delle associazioni aderenti, dipendenti, persone che collaborano con FIAB, stakeholder e a chiunque agisca in nome e per conto di FIAB. Per quanto riguarda le norme di comportamento il documento esprime quanto segue: «Il volontariato rappresenta il valore fondante di FIAB. I soci mettono a disposizione il loro impegno in modo personale e spontaneo. La varietà delle competenze individuali si trasforma in un bene comune, offerto gratuitamente alla Federazione per il raggiungimento degli obiettivi sociali».
Sempre nel Codice Etico si legge: «Gli incarichi dirigenziali ed elettivi all’interno della Federazione e delle associazioni federate sono incompatibili con eventuali incarichi politici o partitici. Tali incompatibilità dovranno essere di volta in volta affrontate con la necessaria trasparenza e a tutela di FIAB dai relativi organi competenti locali o nazionali (consigli direttivi, CN e collegi dei probiviri) ai quali spetterà il pronunciamento in caso di controversie. I rapporti con gli enti pubblici devono essere improntati alla collaborazione per la promozione della mobilità attiva e sostenibile».
