SEM 2026: dai bambini agli over 65. Per FIAB la mobilità inclusiva parte dalle strade ridisegnate a misura di persona

SEM 2026: dai bambini agli over 65. Per FIAB la mobilità inclusiva parte dalle strade ridisegnate a misura di persona

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L‘88% degli alunni europei vive a meno di 15 minuti di bicicletta dalla scuola. In Italia, però, solo il 2,7% degli studenti la raggiunge pedalando. Non è la distanza a scoraggiare la mobilità attiva, ma la percezione – e troppo spesso la realtà – di strade non abbastanza sicure e di uno spazio urbano ancora progettato prevalentemente per i mezzi motorizzati. Un problema che trova conferma anche nei dati sulle collisioni stradali con vittime: queste ultime nel 2025 sono aumentate del 75% tra i bambini fino a 4 anni, e dell’11,5%  trai ragazzi di 18 e 19 anni.

Perché la SEM?

A offrire uno spunto di riflessione sul problema è la Settimana Europea della Mobilità (SEM), in programma dal 16 al 22 settembre, che la Commissione Europea dedica al tema “Mobility for Everyone”, con un focus intergenerazionale: una visione che invita a progettare città capaci di rispondere alle necessità di bambini, giovani, adulti e anziani, garantendo a tutti il diritto di muoversi in modo sicuro e accessibile. “Diversi sono gli aggettivi che caratterizzano la bicicletta: da “salutare” ad “economica”, da “divertente”a”ecologica”. Quest’ anno con la SEM facciamo scoprire un altro importante ruolo: la bicicletta come strumento di inclusione, non solo nel senso di essere accessibile a tutti, senza distinzione sociale o economica, ma anche – e direi soprattutto – come mezzo efficace per sviluppare rapporti sociali. FIAB ha da sempre assunto un ruolo importante agevolando l’uso della bicicletta in tutti i momenti della vita: dai bambini, come strumento di formazione dei cittadini di domani, fino all’età matura, come valido antidoto a una vita inattiva sia da un punto di vista fisico che sociale”, dichiara Luigi Menna, Presidente Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

La bicicletta può essere una risposta alle esigenze di mobilità in tutte le fasi della vita. Perché il potenziale di questa modalità di spostamento trovi piena applicazione, non basta incentivarne l’uso: occorre ripensare gli ambienti urbani a vantaggio delle persone. Da questa idea nasce la novità FIAB dell’edizione 2026 della SEM: il contest nazionale “Strade Aperte”, con cui la Federazione invita le associazioni locali a prendere parte attivamente alla promozione di nuovi modi di vivere lo spazio pubblico, presentando alle amministrazioni comunali progetti concreti da sperimentare nel corso dell’anno: dalla trasformazione temporanea di strade normalmente destinate al traffico automobilistico in percorsi pedonali e ciclabili, sul modello delle Ciclovías sudamericane, alle strade scolastiche e agli interventi di urbanistica tattica. Saranno premiate le migliori proposte in base ai risultati ottenuti nel corso dell’anno in termini di fattibilità, efficacia e consenso.

Se per i più piccoli la priorità è poter conquistare progressivamente autonomia nel tragitto verso la scuola, è importante al tempo stesso favorire sin dall’infanzia abitudini sane e uno stile di vita attivo, prevenendo la sedentarietà e le conseguenze che ne derivano. Un Paese in cui oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni pone una sfida altrettanto urgente: continuare a spostarsi in città facilmente anche in età avanzata. Creare le condizioni perché camminare e pedalare diventi una scelta immediata significa, infatti, investire anche nella salute pubblica: questa modalità di spostamento migliora il benessere psicofisico e la qualità di vita degli over 65, oltre a contribuire a contrastare l’isolamento sociale.

L’Italia della mobilità attiva

Dove la mobilità attiva viene sostenuta da politiche e infrastrutture adeguate, la bicicletta diventa una soluzione concreta anche negli spostamenti sistematici. Oggi, tuttavia, solo il 10% degli italiani utilizza abitualmente la bici per raggiungere il luogo di studio o di lavoro: una quota che sale al 15% nel Nord Italia ma si ferma al 7% nel Centro-Sud. Un divario che riflette anche la distribuzione delle infrastrutture ciclabili: quasi il 70% della rete nazionale si concentra nel Settentrione del Paese, mentre nel Mezzogiorno la densità si ferma a circa 7 chilometri ogni 100 chilometri quadrati.

Il cambiamento, però, è già iniziato. Sempre più amministrazioni stanno traducendo questi principi in interventi tangibili, adattando l’ambiente urbano secondo il modello delle Città 30. Dopo Olbia, prima città italiana ad adottare questo approccio nel 2021, e Bologna, che ne ha dimostrato l’applicabilità anche in un grande centro, tante altre stanno seguendo la stessa direzione. Roma punta a trasformare in Zona 30 il 70% della propria rete stradale entro la fine della consiliatura, attraverso un piano che comprende 110 strade scolastiche e 69 isole ambientali, mentre Padova ha già introdotto il limite dei 30 km/h in oltre 170 strade, proseguendo l’estensione del modello. Il percorso coinvolge progressivamente anche altre realtà: da Firenze, dove è nata la campagna “Firenze 30”, fino a Torino, segnale di un impegno che attraversa ormai l’intero Paese. 

La visione di città promossa da FIAB si tradurrà durante tutta la SEM in un fitto calendario di iniziative nazionali e locali. Tra gli appuntamenti simbolo tornano il Park(ing) Day, che quest’anno affiancherà alla temporanea trasformazione di parcheggi in spazi pubblici anche attività e percorsi esperienziali per comprendere le difficoltà di spostamento delle persone con mobilità ridotta, e il Bike to Work Day, con iniziative rivolte ad aziende, Mobility Manager e lavoratori per incentivare gli spostamenti casa-lavoro in bicicletta. In tutta Italia, le associazioni FIAB affiancheranno questi appuntamenti con un ricco programma di eventi aperti alla cittadinanza. Il calendario completo è disponibile sul portale Andiamoinbici.it.