Bike to school, abbiamo un problema. Secondo il 41% degli italiani per i bambini pedalare non è diventato più sicuro negli ultimi 12 mesi

Bike to school, abbiamo un problema. Secondo il 41% degli italiani per i bambini pedalare non è diventato più sicuro negli ultimi 12 mesi

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«Se non facciamo in modo che i nostri figli pedalino ora, il rischio è che non pedalino da grandi. Stiamo preparando i nostri figli e le nostre figlie a un futuro in cui si muoveranno di meno, saranno più isolati, meno sani e forse infelici». Il presidente di ECF (l’European Cyclists’ Federation di cui FIAB fa parte), Henk Swarttouw, ha rilanciato su LinkedIn dati non incoraggianti rispetto alla situazione europea in termini di mobilità ciclistica. Secondo i dati di The State of the Nation Report, realizzato da Shimano, in Europa il 37% delle persone è convinto che nell’ultimo anno per bambini e bambine sia diventato meno sicuro pedalare. La questione non riguarda soltanto l’Italia, ma anche Paesi più virtuosi a cui spesso ci ispiriamo come la Danimarca e i Paesi Bassi.

Bicibus a Reggio Emilia

La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 25mila persone su 25 Paesi europei e ha un capitolo dedicato proprio alla ciclabilità di bambini e bambine. Come FIAB ricorda spesso, e in particolare durante le iniziative di promozione  del bike to school e delle cosiddette “città amiche dei bambini”, è lo spazio pubblico che deve essere ripensato e migliorato se vogliamo che cittadini e cittadine (del presente, non del futuro) possano pedalare e camminare in sicurezza.

Grafica ripresa da The State of the Nation Report

La città bambina: come costruirla?

Cosa bisognerebbe fare per rendere più sicuri gli spostamenti in sella dei bambini? Gli intervistati hanno le idee chiare: il 65,27% pensa si debbano costruire infrastrutture adatte a loro, child-friendly; il 37,95% cita campagne di sensibilizzazione e sicurezza; il 34,79% farebbe leva su programmi scolastici ed eventi per creare community e massa critica. Con un focus sull’Italia, il 41% non condivide con la percezione che pedalare in Italia sia più sicuro per i bambini.

Come è emerso nel recente webinar “Si può ancora andare a scuola da soli” – disponibile su YouTubeFIAB e Streets for Kids hanno parlato delle buone pratiche in essere: strade scolastiche, zone 30 e in generale un riequilibrio dello spazio pubblico a vantaggio di pedoni e persone in bicicletta rappresentano soluzioni che incentivano il bike to school, migliorano la qualità dell’aria e la sicurezza nei quartieri. 

Bike-to-school-diritto

Per far sì che più persone, a cominciare dai bambini, pedalino occorrono investimenti e visioni sulle città, per far sì che gli utenti attivi della strada non si sentano mai in pericolo. Quest’anno, in occasione della 25esima edizione di BimBimBici tutta FIAB ribadirà questi impegni che la politica a tutti i livelli dovrebbe assumersi per la salute e il benessere della cittadinanza.

Bimbimbici a Cagliari

La voce di FIAB sul bike to school

Davide Paltrinieri, consigliere nazionale FIAB e referente dell’area scuola, ha dichiarato: “È importante ridare spazio ai bambini e alle bambine, per spostarsi, giocare e vivere in quello che è  lo spazio pubblico per eccellenza: la strada. Servono interventi di calmierazione della velocità, fondamentali per garantire la sicurezza di chi si muove a piedi e in bici, soprattutto nei punti di intersezione, come gli attraversamenti ciclabili e pedonali, e dove è necessaria una condivisione tra i diversi utenti della strada. Servono anche progetti educativi per condividere, da un lato, con i genitori, i benefici della mobilità attiva e dello sviluppo dell’autonomia dei più piccoli che deriva da una mobilità non motorizzata. I bambini che raggiungono la scuola a piedi e in bici, per esempio, sviluppano presto un maggiore senso dell’orientamento e sanno ricordare più facilmente la mappa e i punti di riferimento del proprio quartiere”.

“Dall’altro lato – ha commentato sempre Paltrinieri – i progetti educativi servono per condividere con bambini e ragazzi strumenti per imparare a muoversi nel tragitto casa-scuola, o verso i parchi di quartiere, e a osservare ciò che li circonda. I benefici di percorsi sicuri casa-scuola non sono solo per i bambini, ma anche per gli adulti: strade sicure porteranno i ragazzi a muoversi da soli più facilmente e prima, rispetto a una mobilità autocentrica, e questo vuol dire più tempo per genitori. Spazi pubblici più belli e accoglienti sono inoltre a beneficio di tutta la cittadinanza. Per questo insieme alle associazioni locali continueremo ad agire per politiche a favore della mobilità attiva e per chiedere più strade scolastiche, per liberare dalle auto gli ingressi delle scuole”.

“Bisogna mettere al centro delle scelte politiche e delle associazioni i servizi alle famiglie. Momenti di aggregazione, di gioco e di socializzazione in particolare per gli adolescenti – ha aggiunto la consigliera nazionale Monica Fontanive attiva nell’area scuola -. Attività ludiche, libere da competizioni ma promosse per infondere il desiderio di uscire dalle camerette dove i giovani sono spesso soli davanti ad uno schermo per giochi virtuali che li caricano di rabbia e mancanza di voglia di fare.” La bici può diventare strumento di relazione dinamica di interazione tra giovani generazioni.