Bretelle ai ciclisti anche in città?

“Con riferimento alla proposta di deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Torino n. 2016 00636/002, con cui si propone “la modifica del Regolamento di Polizia Urbana, aggiungendo un articolo 44 ter “Il conducente di velocipede ha l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere.“, si osserva quanto segue:

 

– in disparte ogni valutazione sulla (peraltro indimostrata) efficacia dell’utilizzo di tali dispositivi in contesti urbani, si evidenzia che non rientra nella potestà dell’Amministrazione Comunale dettare “norme di comportamento (…) in tema di circolazione stradale“;

– sul punto, si ricorda che la Corte Costituzionale ha affermato che compete al solo legislatore nazionale l’introduzione di “norme, concernenti l’obbligo dell’uso delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti, ecc., l’uso delle luci di posizione e d’ingombro, dei proiettori anabbaglianti, etc., l’uso dei dispositivi di segnalazione visiva durante la fermata o la sosta, (…) l’obbligo di utilizzare i dispositivi retroriflettenti di protezione individuale (…), l’obbligo di indossare il casco protettivo su ciclomotori e motoveicoli e l’obbligo di circolare con veicoli provvisti di limitatore di velocità e, in certi casi, di cronotachigrafo” (Corte Costituzionale, 29.12.2004, n. 428);

– ebbene, poiché l’art. 182, comma 9-bis, del D.Lgs. n. 285/1992, Nuovo Codice della Strada, impone l’obbligo di utilizzo del “giubbotto o (del)le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162” ai soli ciclisti che circolano “fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere“, nonché “nelle gallerie“, l’Amministrazione Comunale non può imporre analoghi obblighi al ciclista che circoli all’interno dei centri urbani, pena la lesione delle prerogative riservate al legislatore nazionale.

 

Con i migliori saluti

Avv. Jacopo Michi