Buon compleanno #salvaiciclisti
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di Valerio Parigi (Vice-Presidente FIAB)Valerio a senso unico

 

8 febbraio 2012, nasce la campagna #salvaiciclisti. E lo fa quasi a sorpresa, partendo da una quarantina di blogger.

Un anno dopo tutta Fiab fa gli auguri di buon compleanno, cento di questi giorni!

La campagna è stata un bel salto in avanti, mediatico e non solo, nel portare la mobilità in bicicletta e le sue esigenze di sicurezza all'attenzione del grande pubblico, delle istituzioni, di molti soggetti privati. I primi passi della campagna sono stati aiutati ed  ispirati da quella lanciata in quei giorni dal quotidiano londinese Times: "cities fit for cycling".

Il virale passaparola #salvaiciclisiti si è poi mosso con energie proprie, con Fiab dentro, ma un bacino assai più vasto ed impattante. Un ruolo chiave lo hanno avuto i social network, Facebook e Twitter, che hanno fatto rimbalzare i temi della campagna sui media nazionali ed infine portato alla manifestazione nazionale, con molte migliaia di persone ai Fori Imperiali il 28 aprile 2012.sicurezza

 

In questo anno ne abbiamo sentite e lette di tutte sul "fenomeno #salvaiciclisti", e più in generale sulla sempre più evidente presenza di biciclette nelle città italiane, con le loro esigenze di sicurezza e di spazio. Vale la pena di ripercorrerne alcune, sia per ilarità che per una riflessione proficua.

 

Avvoltoi si sono levati nei cieli d'Italia appena partita la campagna: quelli affaristici e commerciali e quelli del ciclismo agonistico e professionistico, dei media e del business ad esso legato. Non sono mancati gli attriti (quasi un eufemismo), il movimento non si è fatto usare come  nutrimento ed ha messo in fuga gli uccellacci ed i loro ampi cerchi sopra le nostre teste. E' rimasto in alcuni casi, anche nel mondo sportivo, un interesse genuino per  la sicurezza dei ciclisti sulle nostre strade.

 

Aggressivi condor (gli avvoltoi del continente americano) si sono librati in volo con gli artigli sfoderati da parte del mondo dell'automobile e dell'editoria ad esso legata. Un noto rotocalco si è lanciato nell'impresa di ribaltare su chi usa la bici l'onere della sicurezza stradale, scrivendo un nuovo capitolo del famoso "uomo morde cane", diventato in questo caso "bicicletta stritola TIR". La lobby dell'auto, invece di assumersi la responsabilità dei 4000 morti l'anno sulle strade italiane, fra cui quelle di molti ciclisti, ha avuto la geniale idea di rivendicare a gran voce l'obbligatorietà del caschetto per i ciclisti. Una vera trappola, in cui si rischiava di cadere. Di grande aiuto sono stati gli esempi internazionali e l'autorevole voce di esperti e della nostra federazione europea ECF. L'insensato obbligo esiste in pochissimi paesi del mondo, con effetti opposti a quelli voluti. In Olanda, Danimarca, Germania etc niente di tutto ciò, senza che ci siano stragi di innocenti, ed anzi un rapporto fra ciclisti in circolazione ed incidenti gravi o mortali decisamente basso. Anche in questo caso gli uccellacci non si sono potuti cibare delle nostre carcasse …

 

Fra le reazioni più bizzarre e fonte di ilarità abbiamo visto giornali teoricamente serissimi lanciare titoli su un "movimento che fa paura ai pedoni". Una fauna fra scribacchini da quattro soldi ed autorevoli giornalisti si è anche lanciata nella lamentazione cosmica sui pirati della strada in bici, a loro detta causa di lutti e disastri: tanto incommensurabili da non trovare nessun riscontro in statistiche, rilevazioni, studi sull'incidentalità stradale. Dettagli irrilevanti per chi usa la penna per spargere veleni e bufale a buon mercato.

 

Anche un Ministero e l'insigne astronomo Galilei sono dovuti scendere in campo durante la campagna #salvaiciclisti: i "sensi unici eccetto bici", diffusissimi in tutta Europa ma sdegnosamente negati da alti funzionari governativi, hanno in quei giorni goduto di una nuova sia pur parziale apertura ufficiale. Giubilo da parte nostra, ed occasione per stormi di corvi nel ruolo di uccelli del malaugurio a profetizzare un Erode in piena attività per sterminare ciclisti che incautamente usufruiscono del doppio senso ciclabile. Corvacci anch'essi smentiti da tutti i fatti, ma irremovibili dai loro gracchiamenti lugubri quanto futili.

Ma che c'entra allora Galilei? Basta ricordarsi le apparenti verità astronomiche strenuamente difese dall'Inquisizione: la terra è piatta, il sole gira intorno alla terra. Apparenti verità che crollano quando le si esaminano con spirito critico. Che manca però agli azzeccagarbugli burocratici ed anche a schiere di chiacchieroni da bar, scribacchini per giornaletti e giornaloni etc.

 

Anche i teorici dei complotti e forse degli extraterrestri non hanno potuto esimersi dall'intervenire sulla campagna a favore della bicicletta: si tratta di una oscura macchinazione per impadronirsi del mondo e privare i cittadini della loro libertà suprema: scorrazzare, inquinare, congestionare in automobile.

Che ci si sia vicini???

 

Dopo tanta allegria una nota un po' triste: mentre la campagna del Times ha dato il via ad interventi concreti, nel paese della dolce lingua del sì amministrazioni locali e centrali hanno dato l'ennesima prova di una loro grande capacità: essere impermeabili a tutto ciò che viene dal loro esterno, cioè dai cittadini.

 


 

Se alcuni dirigenti o presidenti FIAB vogliono far pervenire un loro personale augurio, una riflessione, ecc. inviare a webmaster@fiab-onlus.it; lo pubblicheremo di seguito nelle prossime ore.

Eugenio Galli (Presidente Fiab-Ciclobby di Milano e Responsabile Area Legale FIAB)

Il 2012 che ci siamo lasciati alle spalle verrà ricordato come l'anno in cui la vendita delle biciclette ha superato quella delle auto, forse anche a causa di una crisi economica senza precedenti. Ma non basta vendere bici, se poi non possono circolare o si ha timore ad utilizzarle.
Per questo vogliamo ricordare il 2012 anche come l'anno di una rinnovata attenzione ai temi della mobilità dolce, con la nascita di un movimento diffuso come #salvaiciclisti, con la grande e bellissima manifestazione ai Fori Imperiali a Roma e gli Stati Generali della Bicicletta a Reggio Emilia.
#salvaiciclisti ha avvicinato persone alla ricerca di un protagonismo attivo sui temi della mobilità nuova e riacceso in molti le speranze sopite di un cambiamento possibile nel segno della sostenibilità.
Ma per poter cambiare davvero, in modo non effimero, occorre avere la forza e il coraggio di non smettere l'impegno diffuso e organizzato, di continuare a produrre stimoli e proposte, di non arrendersi davanti alle difficoltà prodotte da una classe politica priva di visione e sorda a giorni alterni, da una burocrazia tecnica ispirata spesso alla conservazione, e da un sistema informativo attratto più dal sensazionalismo che dalla attenzione a cogliere i dettagli.
La speranza ha due bellissimi figli: l'indignazione ed il coraggio. L'indignazione per le cose che non vanno; il coraggio per cercare di cambiarle.
Il cambiamento avverrà, se saremo capaci, tutti insieme, di realizzarlo.
Buon compleanno, #salvaiciclisti!

 

Edoardo Galatola (Responsabile Sicurezza FIAB)

Quando un logo o un nome entrano nel linguaggio comune vuol dire che si è riusciti ad incidere nella cultura e nell’immaginario collettivo. Nel festeggiare l’anniversario si resta pertanto stupiti che #salvaiciclisti abbia solo un anno di vita. Il movimento rappresenta bene il lato “viral” della bicicletta. Ma d’altronde, non è viral la bicicletta stessa?