Carta della Mobilità delle Donne: tutti i dati del position paper. Il 35% degli spostamenti legato a gestione famigliare

Carta della Mobilità delle Donne: tutti i dati del position paper. Il 35% degli spostamenti legato a gestione famigliare

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A Bologna si è tenuto martedì 20 gennaio il convegno “Donne e Mobilità per discutere di Politiche per la parità, professioni e innovazione”. L’evento è stato promosso da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, TRT, Associazione Sipotra, Associazione FederMobilità, ASSTRA, TPER SPA, con il patrocinio tra gli altri di FIAB, ed è stato occasione per presentare il position paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne” propedeutico al confronto per disegnare un sistema di trasporto più inclusivo, flessibile e sicuro e valorizzare le professioni delle donne nella mobilità. I documenti del convegno e il position paper sono disponibili a questa pagina: https://romamobilita.it/eventi-e-news/convegno-donne-e-mobilita-politiche-per-la-parita-le-professioni-e-linnovazione/ 

Il convegno Donne e Mobilità per discutere di Politiche per la parità, professioni e innovazione

Come si spostano le donne? Tutti i dati

Lo studio evidenzia come la domanda di mobilità delle donne in Italia sia caratterizzata da una maggiore erraticità e flessibilità rispetto a quella degli uomini che segue modelli di “pendolarismo” più rigidi legati alla maggiore presenza degli uomini nel mercato del lavoro nazionale.

Uno sguardo alla mobilità e all’urbanistica in ottica di genere è stato offerto anche dall’articolo “Città, genere maschile” a firma di Elisa Gallo (giornalista e consigliera nazionale FIAB) sull’ultimo numero di Rivista BC, scaricabile a questo link. L’articolo offre anche un’analisi dei dati sulle collisioni stradali.  

Tra i soggetti che hanno promosso l’evento vi è anche Roma Servizi per la Mobilità che da tempo ha avviato misure per superare il gender gap in azienda ed elabora dati sulla mobilità della capitale. Anna Donati, presidente/AD di RSM ha illustrato gli obiettivi e il documento preparatorio. “Sono tre – ha detto – gli obiettivi essenziali dell’evento: il primo è approfondire e agire su come si muovono le donne e su come valorizzare il lavoro delle donne nella mobilità. Il secondo è affermare il valore universale di una mobilità inclusiva e sicura per tutte/i. Il terzo è la creazione di una rete stabile di quante/i lavorano su questi temi perché un passo dopo l’altro con le nostre proposte ridurremo anche in Italia il gender gap”.

I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort, in linea con i trend degli studi a livello internazionale, rivelano che:
– Il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% di quelli degli uomini.
– Le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile (34,5%), ricorrendo più spesso al trasporto pubblico (8,5%) e agli spostamenti a piedi (23%) rispetto agli uomini.
– Resta però marcato il divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1% degli spostamenti delle donne è motivato da ragioni professionali, contro il 31% di quelli degli uomini.
– Secondo i dati ISTAT 2024 sulla incidentalità lungo le strade italiane, sono morte 3.030 persone di cui 80,1% uomini ed il 19,9% donne.

Il Gender Data Gap

Sicurezza e spazio pubblico: superare il “Gender Data Gap” – Uno dei temi centrali del documento è la sicurezza percepita. Secondo i dati ISTAT, le donne hanno una probabilità doppia rispetto agli uomini di sentirsi insicure quando escono da sole la sera (16,4% contro 7,4%). Questa percezione incide profondamente sulle scelte di mobilità, spingendo molte donne ad abbandonare il trasporto pubblico nelle ore notturne a favore dell’auto privata, spesso ritenuta — a torto — l’unica alternativa sicura.

Il Position Paper evidenzia come, per decenni, la pianificazione urbana sia stata improntata a una presunta “neutralità al maschile”, trascurando esigenze fondamentali per le donne in termini di illuminazione, visibilità e accessibilità.

FIAB Verona – conta bici

Il mercato del lavoro: una sfida per le professioni STEM – Il settore dei trasporti e della logistica rimane fortemente a trazione maschile, con una presenza delle donne che si attesta solo al 22% e cala drasticamente nei ruoli apicali e operativi, come la guida dei mezzi. Tuttavia, esperienze come quelle del Gruppo FS (con il progetto Women in Motion) e di TPER (con la rete Capo D) dimostrano che investire in politiche di welfare, certificazione di genere e orientamento verso le carriere STEM può colmare il divario e favorire l’innovazione.

La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro

Tra le esperienze condivise durante il convegno anche Women in cycling, rete di donne che lavorano nel settore della bici nato con l’obiettivo di creare opportunità di networking per le donne, promuovere politiche di inclusività.

Verso una Carta della Mobilità delle Donne – Il convegno punta, pertanto, a promuovere un pacchetto di azioni concrete per una mobilità più equa, con una serie di proposte e azioni rivolte a istituzioni e aziende, tra cui:

  1. Rafforzare la disponibilità di dati disaggregati per genere, per comprendere in modo più accurato i reali modelli di spostamento.
  2. Definire criteri guida per lo spazio pubblico ispirati ai principi della natural surveillance (vedere ed essere viste) e all’eliminazione delle barriere architettoniche, a beneficio di passeggini, persone con carichi e utenti fragili.
  3. Sviluppare servizi innovativi, più flessibili e tariffe dinamiche, come i sistemi pay as you go o le fermate a richiesta nelle ore notturne.
  4. Prevedere incentivi per le aziende che conseguono la certificazione per la parità di genere. Per la valorizzazione del lavoro delle donne nella mobilità.

La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro, ma deve essere riconosciuta come uno strumento di democrazia e di parità. Progettare una città che funzioni per le donne significa, infatti, progettare una città più sicura e accessibile per tutte e tutti: bambine e bambini, persone anziane e per l’intera comunità.