È cominciato il Decennio del Trasporto Sostenibile dell’ONU. E intanto il Governo cosa fa?

È cominciato il Decennio del Trasporto Sostenibile dell’ONU. E intanto il Governo cosa fa?

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Con il 2026 è partito il Decennio del Trasporto Sostenibile 2026-2035, voluto dall’ONU e che vale come iniziativa internazionale per sostenere modelli alternativi all’automobile per migliorare la qualità di vita e la sicurezza nelle città. Purtroppo la situazione resta critica per quanto riguarda i cosiddetti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Come spiegato pochi mesi fa dall’ex ministro Enrico Giovannini, l’Italia lo scorso anno è peggiorata su sei goal, mentre è migliorata su tre. “Come ha notato il presidente Mattarella – ha commentato Giovannini – oggi la sostenibilità sembra quasi un fastidio anziché un investimento sul futuro. Per questo crediamo sia doveroso continuare a battersi per realizzare il mondo che vogliamo”.

Decennio del Trasporto Sostenibile: le azioni

Il Decennio del Trasporto Sostenibile 2026-2035 è strutturato in un documento pubblicato a dicembre scorso e che può essere consultato a questo link. “L’impegno dell’Agenda 2030 – si legge – a non lasciare indietro nessuno richiede sistemi di trasporto inclusivi che colleghino le economie, le comunità e le persone ai posti di lavoro, alle scuole, all’assistenza sanitaria, ai mercati e ad altri servizi e opportunità, indipendentemente dal reddito, dal sesso, dall’età, dalle capacità o dalla posizione geografica”.

Questo è punto di partenza imprescindibile, ma che in molti casi non viene rispettato, costringendo molte persone a non avere alcuna alternativa all’automobile per i propri spostamenti quotidiani. Come FIAB ribadiamo quanto siano importanti gli investimenti sulle infrastrutture. Nello specifico sono sei le azioni prioritarie del Decennio del Trasporto Sostenibilo lanciato dall’ONU: accessibilità universale, transizione ecologica dei mezzi, sicurezza, città per le persone (e non per le auto), innovazione tecnologica e connettività.

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Dopo la delusione delle associazioni – FIAB in testa – rispetto ai contenuti dell’ultima legge di Bilancio, il 2026 è partito senz’altro in salita per il comparto dei trasporti sostenibili in Italia. L’attenzione da parte del Ministero dei Trasporti lo scorso anno è stata principalmente sulla realizzazione del Ponte di Messina, infrastruttura che richiederà miliardi e che solleva non pochi dubbi. Nel frattempo le urgenze rispetto a treni, bus, metro, tram aumentano nelle città e sui territori per pendolari, studenti e turisti. Dalla pandemia in poi sono aumentati i costi dei biglietti e in alcuni casi le corse sono state ridotte.

Fonte: profilo Facebook Comune di Rimini

Nel 2026 il Fondo Nazionale Trasporti vale, il 38% in meno rispetto al 2009 tenendo conto dell’inflazione. Quest’anno ci sarà modo di capire come si costruiscono città diverse prendendo spunto dalle migliori esperienze internazionali: lo faremo, in qualità di Programme Director, a Velo-city a Rimini in programma dal 16 al 19 giugno. In quell’occasione ascolteremo esperti e addetti ai lavori per fare scattare la scintilla del cambiamento e abbattere lo status quo.