FIAB con Confesercenti e Cisl Funzione pubblica. “Diritto al bike to work e sostegno al bike to shop”

FIAB con Confesercenti e Cisl Funzione pubblica. “Diritto al bike to work e sostegno al bike to shop”

Un’occasione per parlare anche di mobilità ciclistica, bike to shop e bike to work. La terza Conferenza dei PUMS, tenutasi a Roma, ha visto FIAB dialogare con i segretari nazionali di Confesercenti e Cisl Funzione pubblica sul ruolo della bicicletta per il rilancio dei centri urbani attraverso il commercio e sul diritto dei lavoratori a poter scegliere la bici. Il presidente FIAB, Alessandro Tursi, è stato chiamato a organizzare e coordinare il tavolo di discussione in una due giorni che ha visto la bicicletta non come Cenerentola della mobilità, ma quale perno del sistema mobilità e strumento utile per il commercio e per i diritti dei lavoratori.

«Al tavolo con noi – ha spiegato il presidente FIAB – c’erano il segretario generale di Confersercenti, Marco Bussoni, e il segretario nazionale di Cisl funzione pubblica, Maurizio Petriccioli. Con loro c’è stata piena sintonia sui nostri temi». Il Primo Maggio La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta aveva ricordato che il bike to work dovrebbe essere inteso come un diritto di tutti i lavoratori, tanto che durante la terza Conferenza dei PUMS FIAB ha suggerito di inserirlo come punto all’interno delle contrattazioni lavorative.

«La mobilità ciclistica è una strategia cosiddetta win-win, per cui non ci sono soggetti che perdono quando si investe nella bicicletta». Come ha ricordato il presidente Tursi, Confesercenti ha condiviso l’idea di FIAB secondo cui la mobilità ciclistica è uno degli elementi a sostegno del commercio urbano. «Non vogliamo ragionare per contrapposizioni ideologiche in quanto le città, per essere vive e sicure, hanno bisogno delle attività commerciali e la mobilità in bicicletta è il migliore sistema per incentivare gli acquisti in città».

«L’Italia ha bisogno urgente di correggere un modello di mobilità troppo sbilanciato sull’auto privata, insostenibile sul piano economico prima ancora che ambientale – ha aggiunto il presidente FIAB – e sarà importante far capire alle varie categorie socio-economiche quali sono, caso per caso, gli specifici  vantaggi di questa auspicata svolta».

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