La FIAB sotto l’albero. Gli auguri della Presidente
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È il mio primo Natale da presidente FIAB: sono passati non molti mesi dalla mia elezione ma a volte ho la sensazione che sia trascorso qualche anno.

 

Tante cose stanno cambiando per la bicicletta, fuori e dentro l’associazione.

 

Ci soffermiamo spesso – e mi vien da dire anche troppo – sulle cose che non vanno e talvolta, ascoltando i discorsi di molti, sembra si sia ancora fermi all’anno zero per la mobilità ciclistica.

 

Io invece ritengo che molto sia cambiato nelle nostre città in favore della mobilità ciclistica: da alcune parti di più da altre molto meno, ma non possiamo negare che c’è del nuovo sotto questo cielo.

 

Facevo questa riflessione perché il prossimo anno festeggeremo 25 anni di onorata attività: un quarto di secolo che impone un bilancio, oltre ai festeggiamenti di rito.

 

Ho provato a tornare indietro con la memoria e ricordo che, ad esempio, lo strumento del Biciplan era una cosa per pochi amministratori illuminati; parlare di cicloturismo era roba da pionieri e le amministrazioni pubbliche facevano fatica anche solo a pensare di dover dare delle risposte a richieste assurde come mettere una bicicletta su un treno.

 

A distanza di 25 anni sempre più comuni si sono dotati di strumenti di programmazione come Biciplan o Piani Urbani di Mobilità e un crescente numero di Regioni (cito solo la Toscana e il Veneto ma so di far torto a molte altre) ha compreso che il cicloturismo è un elemento importante per il rilancio economico dei loro territori.

 

Insomma, l’Italia è cambiata in questi 25 anni e molto è merito del nostro lavoro: siamo una nazione sicuramente molto più “bike friendly” di come l’abbiamo ereditata dai nostri genitori ma questo non significa che possa essere adeguata per i nostri figli.

 

E siccome per i nostri figli vogliamo sempre il meglio, non possiamo certo fermarci qui: c’è ancora tanto da fare e abbiamo bisogno di un’associazione forte, sempre più autorevole e riconosciuta.

 

Il lavoro degli ultimi mesi è andato in questa direzione e qualche riscontro positivo lo abbiamo incassato: avrete notato anche voi una maggiore attenzione da parte dei media e di ECF, oltre ad un aumento esponenziale di richieste di collaborazioni per le iniziative più varie.

 

Solo per citare la più recente: una nota azienda farmaceutica ci ha contattato per un’attività di promozione della mobilità ciclistica con i loro dipendenti. Ve la immaginate un’azienda farmaceutica 25 anni fa che propone un’attività del genere ai propri dipendenti?

 

In questi ultimi mesi, grazie anche al successo della campagna contro il furto, il nome FIAB emerge sempre con maggior forza e riconoscibilità: ne abbiamo avuto un riscontro anche attraverso la rassegna stampa che stiamo ricevendo per monitorare il seguito della campagna contro il furto.
Proprio leggendo i molti articoli dove si parla di noi, mi sono resa conto che sempre più spesso le associazioni vengono identificate come Fiab Vasto, Fiab Genova, Fiab….. la necessità della semplificazione giornalistica forse ci sta aiutando a quella svolta verso una denominazione comune sempre più spesso sentita come necessità dalla maggior parte delle nostre associazioni.

 

Il 2014 sarà un anno di grandi novità: dalla costituzione di una società di servizi Fiab, adeguata alle nuove esigenze di mercato, a una modernizzazione della nostra immagine, più fresca, più vicina alla quotidianità del ciclista urbano e soprattutto unica e ben riconoscibile ovunque. Un marchio che ogni italiano potrà associare immediatamente a “quella Federazione che sostiene i diritti dei cittadini in bicicletta”.
Sarà un percorso non semplice, che ha bisogno della condivisione e del sostegno di tutti.

 

So che non sarà facile perché spesso c’è un po’ di diffidenza per il “nuovo”, ma, col tempo, anche i più resistenti si renderanno conto che siamo in una nuova era e c’è bisogno di una nuova FIAB 2.0: sta a noi tutti affrontare questa nuova sfida perché fra 25 anni i nostri figli possano festeggiare il 50° della Federazione insieme a centinaia di migliaia di soci e migliaia di associazioni FIAB sul territorio…..e le uniche rivendicazioni saranno il colore della ciclabile che si abbina meglio con il telaio della bicicletta più in voga.

 

E allora, sognamo e lavoriamo insieme per una FIAB più grande, perché più grandi saranno le vostre associazioni!

 

A voi tutti e a tutti quelli cui volete bene, auguri!

 

Giulietta