Giulietta Pagliaccio: «I miei anni in Fiab. Sogno i Comuni Ciclabili europei»

Giulietta Pagliaccio: «I miei anni in Fiab. Sogno i Comuni Ciclabili europei»

«Alla prossima Presidenza lascio una Fiab con tanti soci e associazioni in più. Ma c’è ancora molto spazio per crescere». Giulietta Pagliaccio parla a poche ore dalla conclusione del suo terzo e ultimo mandato di Presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Sei anni di campagne politiche, presenza costante sul territorio e incontri con le istituzioni e i cittadini per rappresentare e presentare un’Italia che vede nella bicicletta un mezzo di trasporto in grado di migliorare la quotidianità delle persone, l’economia, le città e i territori.

Gli ultimi due anni sono stati fondamentali per la mobilità ciclistica, a cominciare dall’approvazione in Parlamento della Legge quadro, passaggio storico per il mondo bike friendly a cui anche Fiab ha dato un contribuito. L’impegno di Giulietta Pagliaccio si è espresso poi durante l’ultima campagna elettorale per le Politiche 2018, quando ha richiesto l’incontro a tutti i candidati premier per discutere di quali misure mettere in campo per sostenere la mobilità attiva in Italia. Senza guardare al colore politico, dando spazio soltanto ai contenuti. Da Verona, dove i delegati Fiab voteranno la nuova Presidenza e il nuovo Consiglio Nazionale, Giulietta Pagliaccio ha tracciato con noi il suo bilancio.

Quali sono i risultati migliori del tuo mandato?
Fiab è cresciuta tanto negli ultimi anni, sia in termini di soci iscritti, sia con nuove associazioni fondate da Nord a Sud. Ed è proprio al Centro-Sud dove la Federazione continua a espandersi, anche grazie alla nuova sede a Roma. C’è poi un altro risultato fondamentale: abbiamo aumentato la presenza femminile nell’associazione.

Uno dei temi su cui ti sei più battuta è la Riforma del Codice della Strada. A che punto siamo?
Drammaticamente fermi. Notiamo che la politica fa fatica a comprendere l’urgenza della sicurezza stradale soprattutto per pedoni e ciclisti. La questione va affrontata con norme nuove che ribaltino l’attenzione: dalle automobili ci si deve concentrare sulle persone. C’è da dire però che la Federazione ha già dato un grande contributo. Grazie infatti ai Comuni Ciclabili, più di 100 valutati da Fiab in tutta Italia, moltissime amministrazioni si stanno impegnando per rendere più sicure, vivibili e bike friendly vie, piazze e centri storici.

Sei candidata nel Consiglio Nazionale. Qual è il tuo programma?
Continuerò a mantenere alta l’attenzione rispetto all’attività di lobbying politica sfruttando anche la presenza Fiab a Roma.

Quali sono le prossime sfide?
La Federazione ha guadagnato un ruolo importante soprattutto in Europa. All’Assemblea di Verona è già venuto a trovarci Christophe Najdovski, vicesindaco di Parigi e presidente dell’European Cyclists’ Federation, che ci ha raccontato come si affrontano certe sfide in una grande metropoli. Fiab guarda e si ispira ai migliori esempi europei. Ma anche l’Europa guarda a noi: l’esperienza dei Comuni Ciclabili ha guadagnato molto interesse all’estero. Perché non esportarli?

Socio/a FIAB? Assicurato.

I soci FIAB hanno la copertura RC Bici, la responsabilità civile per ogni danno che si causa circolando in bicicletta in qualsiasi paese europeo. É uno dei tanti buoni motivi per diventare socio/a FIAB.

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