I rischi dello smog: secondo uno studio è neurotossico

I rischi dello smog: secondo uno studio è neurotossico

Nuovo studio conferma: l’inquinamento da traffico è neuro-tossico. Quali le soluzioni? Anche in questo caso la bicicletta funziona.

Uno studio pubblicato sulla rivista americana NeuroToxicology, dal titolo “Neurotoxicity of traffic-related air pollution”. In particolare l’articolo evidenzia come l’inquinamento atmosferico possa contribuire a disordini neurologici e neurodegenerativi. L’inquinamento atmosferico comprende diversi componenti, tra cui il particolato (PM) e il particolato ultrafine (UFPM), i gas, i composti organici e i metalli. Una importante fonte ambientale di PM e UFPM è rappresentata dall’inquinamento atmosferico dovuto al traffico, e in particolare agli scarichi diesel.

Studi epidemiologici sull’uomo e studi controllati su animali hanno dimostrato che l’esposizione all’inquinamento atsmoferico e, in particolare, a quello dovuto al traffico, possono condurre a neurotossicità, ponendosi come possibile fattore eziologico nei disordini dello sviluppo neurologico (ad esempio disturbi dello spettro autistico) e neurodegenerativi (ad esempio il morbo di Alzheimer). Gli effetti più importanti causati dall’inquinamento dell’aria negli uomini e negli animali sono lo stress ossidativo e la neuroinfiammazione.

Quali le soluzioni? Di certo la ventilata eliminazione dei motori diesel entro il 2020 (da parte di alcune case automobilistiche) e di quelli a benzina entro il 2040 (tra più di vent’anni!!!) a favore dei motori elettrici, non sembra una soluzione a breve termine e, semmai verrà attuata, non contribuirà al decongestionamento del traffico veicolare nelle nostre città (e ad eliminare l’incidentalità). L’unica soluzione, immediatamente applicabile, è un nuovo sistema di mobilità, che metta al vertice della piramide degli spostamenti i pedoni e i ciclisti, passando poi ai mezzi pubblici collettivi, posizionando l’auto privata alla fine, per i soli utilizzi non coperti dagli altri mezzi. Soluzione immediata che, però, necessita di una forte presa di coscienza della politica, in generale, delle amministrazioni locali e dei cittadini.

Facciamo "massa critica".

I soci FIAB sono 20 mila ma se fossero 100, 150 mila, ci sarebbero più possibilità di portare a termine i tanti progetti per chi va in bici, da Bicitalia ad AIDA, da Comuni Ciclabili a CIAB. Diventare socio/a FIAB è utile anche a questo, pensaci.

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