Proposta di legge quadro sulla mobilità ciclistica
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Il 14 febbraio 2014  a Roma, a Montecitorio, nell’ambito di un seminario nazionale FIAB organizzato in collaborazione con il Gruppo interparlamentare per la Mobilità Ciclistica coordinato dall’on. Paolo Gandolfi (Comunicato Stampa) è stato presentato il testo di una nuova proposta di legge nazionale sulla ciclabilità nel nostro Paese dal suo primo firmatario, l’allora deputato della Camera Antonio Decaro, dimessosi subito poco dopo perché eletto sindaco di Bari.

 

Una proposta di legge “quadro” sulla mobilità ciclistica era stata tra le prime richieste che la FIAB aveva formulato, all’indomani delle elezioni politiche del 2013, all’intergruppo dei parlamentari per la mobilità nuova e ciclistica, ricostituito per iniziativa del precedente presidente FIAB, Antonio Dalla Venezia. La pdl recante “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta  e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica”, è stata poi presentata alla Camera dei Deputati il 16 aprile con il n. 2305 e assegnata alla Commissione Trasporti  il successivo 11 giugno, come risulta dal sito http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/TR0205.Pdf .

 

Il disegno di legge riprende alcune proposte di legge già presentate alla Camera in precedenza dai parlamentari Dussin (2126) e Motta (2759). Riprende diffusamente i contenuti della legge regionale della Puglia n. 1/2013 sulla mobilità ciclistica, specie per quanto riguarda le competenze degli enti locali, l’intermodalità bici e TPL e la classificazione delle ciclovie. Ma soprattutto risulta arricchita dai contributi essenziali e specialistici della FIAB che già aveva contribuito significativamente, una quindicina di anni prima, alla redazione della bozza della proposta di legge sulla mobilità ciclistica presentata dall’allora on. Galletti e divenuta legge n. 366/98.

 

Di fatto la pdl integra la vigente legge 366/98, inapplicata da una decina di anni per mancato rifinanziamento e la arricchisce con tutti i contenuti che negli ultimi 10-15 anni hanno rappresentato punti cardine della battaglie FIAB: la rete nazionale Bicitaliadefinita come una rete infrastrutturale di livello strategico nazionale; il Piano nazionale della mobilità ciclistica; il Piano Generale della Mobilità Ciclistica; il coinvolgimento pieno del Ministero Infrastrutture e Trasporti, piuttosto che altri Ministeri, con l’istituzione di un apposito Dipartimento per la Mobilità Ciclistica, senza oneri a carico del MIT, grazie alla riorganizzazione del suo personale e delle sue competenze; la segnaletica di direzione/indicazione; la ridefinizione delle strada ciclabili e tanto altro ancora.

 

Ora è partito l’iter parlamentare con la discussione in Commissione Trasporti della Camera (che però risulta privo dei 4 allegati che pure facevano parte integrante ed essenziale del testo sottoscritto dai parlamentari proponenti).

 

ALLEGATI in PDF