Pericoli fittizi e reali
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di Valerio Parigi, responsabile “ciclabilità urbana”, consigliere nazionale Fiab

 

La locandina di Repubblica esposta il 31 gennaio 2014 nelle edicole fiorentina probabilmente ha sparso il terrore: bici contromano con l’ok ministeriale, oddio oddio … Non sembra avere invece toccato gli animi l’altra locandina, quella de La Nazione, dove compare “Mamma e figlio investiti davanti a scuola“. Sarà colpa di Amanda e Sollecito?

 

I titoli e l’articolo nella cronaca di Firenze di Repubblica dell’amica giornalista Ilaria Ciuti (vedi qui) mettono insieme una serie di fatti e notizie: la più vecchia è la possibilità per le bici di transitare legittimamente in molti sensi unici, già nota ed ampiamente applicata in tutta Europa e in alcune città italiane. Sembra inoltre che anche l’Amministrazione fiorentina si stia attivando a sostegno delle proposte ANCI per facilitare, incentivare e rendere più sicura la mobilità in bicicletta. dal sito Fiab Firenzeinbici L’associazione Fiab Firenzeinbici, molto attiva nei difficili negoziati con la Direzione Mobilità, ne da notizia sul suo sito, ironizzando bonariamente sulla missione dell’assessore (vedi schermata accanto).
 
Una banale notizia di cronaca è quella del quotidiano La Nazione (vedi qui), con un bambino di 8 anni e la mamma travolti da uno scooter sulle strisce davanti a scuola. L’indifferenza per la notizia è forse da far risalire al fatto che questo genere di incidenti sono decisamente frequenti, anche con conseguenze assai più tragiche della frattura di una gamba e di uno shock.
 
Almeno a noi marziani della ciclabilità sorge spontanea la domanda: chi mette in pericolo chi, manda bambini all’ospedale (o peggio), chi causa 4000 morti l’anno, schiere di feriti, invalidità permanenti? 
 

Considerazione filosofica

La bicicletta sta accelerando la pedalata e vede conversioni tendenti al miracoloso sulla strada di Damasco;  figure che non si erano distinte per il sostegno e l’impegno a favore della ciclabilità ora innalzano le insegne delle due ruote con eroico sprezzo del pericolo. E’ un sommovimento che osserviamo negli ultimi tempi in molti ambienti, anche i più vari, in ambito locale, regionale o nazionale, nella politica e nel commercio, nei media ed altro ancora. Che abbiano sentito anche loro il vento, e vogliano prendersene qualche folata per farsi gonfiare le vele?

Cinicamente possiamo esserne in ogni caso soddisfatti, qualcosa si muove, anche in ambiente refrattari. Ricordandosi sempre che senza rompere le scatole, senza fiato sul collo, quanto necessario e non di più, non si faranno passi avanti.

E se ora si passasse ai fatti?

 
 


Riferimenti: 

sensi unici eccetto bici, Italia ed Europa