Il porta-ombrelli diventa obbligatorio per i ciclisti

2 aprile 2016

Questo articolo è stato pubblicato il 1 Aprile. Noi  ci siamo fatti molte risate. E voi? L’avevate capito che era un “pesce”, vero?

Beh, se qualcuno ci fosse cascato è perchè, purtroppo, non sarebbe la prima volta che qualche Parlamentare, di cui non abbiamo mai sentito parlare e che non ha mai ascoltato la nostra voce, tira fuori proposte ed idee inutili se non molto dannose ai ciclisti. Per la  tutela e l’incentivazione della mobilità ciclistica servono politiche serie, non improvvisazione, sentito dire e studi farlocchi.

L’autore, Stefano Gerosa, si scusa per aver tirato in ballo alcune persone ed organizzazioni, con dichiarazioni ovviamente di pura fantasia, ma fa parte dello scherzo … nessuno si offenda.

All’on. Paolo Gandolfi, che noi tutti stimiamo, ho messo in bocca l’unica frase seria. Grazie a lui nella riforma del Codice della Strada sono state introdotte alcune regole importanti per la mobilità ciclistica e, in generale, per migliorare l’uso delle strade. La riforma però è ferma da tempo e noi chiediamo che venga approvata al più presto.

 

Questa mattina in Commissione referente per le modifiche del Codice Stradale approvato, a sorpresa, l’emendamento “bipartisan” presentato dagli onorevoli Wanda Triglia (PD) e Giulio Daprili (Lega Nord) che introduce l’obbligo del porta-ombrelli per i velocipedi.

 

I due proponenti hanno fatto riferimento alla recente ricerca “Il traffico urbano nei giorni di maltempo”, commissionata dall’ACI di Caltanisetta all’Università di Trondheim. Wanda Triglia afferma “Lo studio dimostra che, quando piove, il 25% degli incidenti vengono causati dai ciclisti con l’ombrello, che guidano con una mano sola”.

 

Ha votato contro la proposta il deputato del M5S Sandro Ittico “E’ il solito modo di procedere del PD. Per evitare l’approvazione della nostra proposta di piste ciclabili coperte. E c’è anche un conflitto d’interessi: vogliono far vendere più ombrelli!”.

 

A favorevole del provvedimento, effettivamente, si schiera la FPO. (Federazione Produttori Ombrelli), mentre si registra il comunicato di protesta da parte dei produttori di capi in Goratex che, sostengono “il provvedimento configura un vero e proprio attentato alla libera concorrenza”.

 

Non è mancata, ovviamente, neppure la reazione dei ciclisti.

Per la FIAB, la Presidente Giulietta Pagliaccio, dichiara “Se lo scopo è incentivare l’uso della bicicletta anche nei giorni di pioggia, questo non può che vederci favorevoli. Però si sarebbe potuto evitare di introdurre un ulteriore obbligo, che rischia di mettere in difficoltà i ciclisti già muniti di impermeabile”.

Piu tecnica l’osservazione di Edoardo Galatola, responsabile sicurezza di FIAB “I normali portaombrelli in commercio sono omologati per una portanza di 9,81 kg/p. Considerati alcuni modelli in commercio, di notevoli peso e dimensione, il rischio di rottura ad una velocità di 18 km/h con pioggia alla velocità media di 20pg/u*6 è notevole. Insomma, è evidente a tutti che questo provvedimento non aumenta la sicurezza, anzi!”.

 

Dura presa di posizione del movimento Salvaiciclisti “Quattro gocce di pioggia? Noi ciclisti urbani non abbiamo paura di bagnarci. E, poi, gli incidenti non sono causati da chi guida la bici con una mano sola, ma da chi guida le auto con i piedi!”.

 

Interviene infine anche l’on. Paolo Gandolfi, relatore per la modifica del Codice e rappresentante dell’Intergruppo Parlamentare Mobilità Nuova e Ciclistica, che conclude “Ombrello o non ombrello, non può piovere per sempre! … ma quando le approviamo queste benedette modifiche al Codice? “