Le responsabilità verso chi va in bicicletta

“Puntare il dito sui ciclisti perché causa di incidenti è come sgridare chi ha versato un bicchiere d’acqua mentre un’onda anomala sta travolgendo la città”.
Così conclude la sua lettera al Mattino di Padova l’on. Barbara Degani, già Presidente della Provincia di Padova ed attualmente Sottosegretario all’Ambiente. Partendo da giuste considerazioni sulle responsabilità della politica che deve “portare la mano al codice della strada, aiutare i ciclisti a trovare una dimensione più sicura ed educare gli automobilisti a una civile convivenza”. Insomma una lettera piena di buon senso che ci fa sperare che, abbandonata ogni faziosità, si possa tornare a discutere serenemente su come migliorare le nostre città, anche incentivando e tutelando la mobilità ciclistica.

 

 

 

 

Ecco la lettera dell’on. Barbara Degani, pubblicata su il Mattino di Padova, domenica 16 novembre:

Il report della polizia municipale di Padova punta il dito sulle biciclette. Il dato che emerge dal rapporto è l’aumento degli incidenti causati dai ciclisti.

 

Una riflessione si impone su questo fenomeno destinato ad assumere dimensioni sempre più rilevanti. La bicicletta è un mezzo da privilegiare soprattutto negli spostamenti urbani di pochi chilometri, perché non inquina e ci mantiene in forma. Dunque, difenderò sempre e comunque la bicicletta, ma mai i maleducati. Gli italiani hanno un rapporto strano e controverso con il Codice della Strada: superano i limiti di velocità nei centri urbani, attraversano al di fuori delle strisce pedonali, e utilizzano i marciapiedi come piste ciclabili.

C’è da dire però che rispetto alla bicicletta, abbiamo tutti molte responsabilità. Quella della politica è prevenire i fenomeni regolamentandoli. Padova, la città in cui vivo, ad esempio è ad alta densità ciclistica: così può capitare che pochi ciclisti abbiano atteggiamenti incivili o riprovevoli che non sono tipici dei ciclisti in quanto tali, ma di cittadini maleducati, qualsiasi mezzo guidino e che i loro comportamenti siano causa di incidenti.

 

Come biasimare però su una strada con le auto parcheggiate a destra colui che pedala più centrale per non rischiare di essere colpito e gettato a terra da uno sportello che si apre o chi su una strada a scorrimento veloce pedala sul marciapiede per salvarsi la pelle in assenza di una corsia ciclabile?
In Italia poi non esistono le “case avanzate per ciclisti” come in tutta Europa, dunque il buon senso mi porta a pensare che sia più prudente ai semafori farsi vedere e mettersi davanti alle auto incolonnate.
Che dire di un’altra pratica che ci metterebbe al passo con l’Europa “il senso unico eccetto bici” che in molte delle nostre città regolarizzerebbe certe abitudini mal digerite?
Allora bisogna porre mano al codice della strada, aiutare i ciclisti a trovare una dimensione più sicura ed educare gli automobilisti a una civile convivenza. Com’è stato per il fumo gli italiani si abitueranno anche a questo. Una volta stabilite delle regole precise a quel punto non ci saranno più alibi. Pedalare non equivale a vivere all’interno di una bolla di impunità, anche i ciclisti a quel punto potranno essere multati e sanzionati.

Detto questo però bisogna ristabilire un giusto equilibrio: puntare il dito sui ciclisti dicendo che sono diventati rilevanti perché causa di incidenti è come sgridare chi ha versato un bicchiere d’acqua mentre un’onda anomala sta travolgendo la città.

 

Barbara Degani
Sottosegretario all’Ambiente
 

Molte delle considerazioni dell’on. Degani sono le stesse che trovate qui nel sito FIAB nel recente articolo a puntate “Maleducazione sui pedali? No, grazie” (in particolare nella 4° puntata).

Ci fa molto piacere, ovviamente, questa sintonia con un amministratore e politico d’esperienza e qualità come l’on. Barbara Degani.

Tra l’altro noi di FIAB la conosciamo bene, sempre in prima fila per il completamento della ciclabile dell’Ostiglia e per altre inziative a favore della mobilità ciclistica quotidiana e turistica.

 

Nella foto a lato l’on. Degani indossa un giubbino Fiab e stringe la mano a Luciano Renier, coordinatore FIAB Veneto, con alcuni dei dirigenti e soci presenti alla manifestazione di FIAB Veneto pro Ostiglia Ciclabile del 21 settembre 2014.

 

Segnaliamo il bel servizio pubblicato su Cycle Magazine nel marzo 2014: La bicicletta al governo: nelle mani di Barbara Degani. Con un interlocutore così, che ragiona proprio come noi, possiamo ben sperare.

Buon lavoro Sottosegretario!

 

 

Allegato: file pdf scansione lettera al Mattino di Padova – pubblicata il 16 novembre 2014