Le strade non sono solo per le auto!
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di Mario Burlando, Presidente di FIAB-Spinea (Ve)

 

Come  ciclista  cerco  di evitare di  condividere lo spazio della careggiata con  le auto e  mi tengo alla destra della striscia bianca di delimitazione della corsia. Ciò potrebbe darmi un po’ più di sicurezza se non dovessi scansare i tombini o non mi ritrovassi improvvisamente schiacciato contro il cordolo dei marciapiedi (foto 1 e 2).

 

Perché chi dipinge le strisce di delimitazione delle carreggiate  utilizza tutto lo spazio disponibile della careggiata per le auto e gli altri utenti …..  che vadano  nel fosso?  Che logica ha occupare 3 m o  3,25 m o addirittura 3,75 m per la corsia delle auto quando possono benissimo bastare 2,75 m e lasciare quello che resta agli altri utenti?

 

Perché i burosauri ministeriali (che vanno solo in autoblu) e che hanno steso le “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade del  C.N.R.13/11/1998 recepito dal DCM del 2001”, hanno stabilito così!  E non solo hanno fissato le dimensioni delle corsie ma hanno anche decretato che sulle Strade Extraurbane (strade esterne ai centri urbani e quindi, ad esempio, le provinciali che collegano una città ad un’altra) e le Urbane di Scorrimento i ciclisti non potrebbero circolare a meno che non ci sia una apposita pista ciclabile! (Tab 3.2.b  DCM 2001).

Ai voglia ad avere piste ciclabili su tutte le strade! Il principio è che non esistono solo le auto, anche gli altri utenti devo poter avere uno spazio in carreggiata!

 

A parte i trasporti eccezionali, che devono essere autorizzati e scortati l’articolo art. 61 del Codice della Strada prevede che “… le sagome limite di ogni veicolo devono avere larghezza massima 2,55m comprese le sporgenze….” quindi dentro ai 2,75m di corsia ci stanno benissimo anche gli autobus e i camion e tanto più le auto! La limitazione al minimo delle dimensioni della corsia rende anche meno sicuro l’automobilista e quindi tende a ridurre la velocità dei veicoli, ma non è  questo proprio quello che vogliamo? Le strade a 30km all’ora non è uno dei nostri obiettivi?

 

Quando si devono ridisegnare le corsie stradali, basterebbe prevederle di dimensione minime e  lo spazio rimanente potrebbe essere utilizzato  dai ciclisti, dai pedoni (quando mancano i marciapiedi), dalle carrozzine elettriche per handicappati,……  Se questa norma venisse applicata su tutte le strade non si potrà certo parlare di “piste ciclabili” ma almeno si è posto il principio che le strade non sono solo per le macchine e che anche gli altri utenti possono utilizzare la carreggiata. Quando poi c’è la possibilità economica e dimensioni adeguate invece di delimitare questo spazio solo con una striscia gialla e bianca si può far mettere una protezione fisica creando una pista ciclabile o, meglio, polivalente perché dobbiamo tener presente che, oltre ai ciclisti, ci sono categorie che anche loro hanno diritto di circolare con una maggiore sicurezza.

 

Ma con le leggi e le normative in Italia le cose non sono semplici e a volte assurde! Se anche fosse possibile usare lo spazio (allargato al massimo) a destra della riga bianca (spazio che in termine tecnico è denominato “banchina”) un vigile “pignolo” potrebbe appiopparti una multa.

In effetti non c’è un vero e proprio divieto espresso nel CdS, tuttavia la presenza di una linea bianca continua delimita il limite invalicabile della corsia; per questo motivo se ne trae un divieto di accesso veicolare, perché la bici (denominata in burocratese “Velocipide”) è un veicolo e quindi deve andare nella carreggiata! Peraltro la Provincia di Como, in molte sue strade, ha espressamente indicato le banchine come piste ciclabili monodirezionali, fugando quindi il dubbio sulla transitabilità, con buona pace dei dirigenti del Ministero dei Trasporti che vorrebbero vietare tutto, compreso questo. Ma, per rispetto delle norme,  ha introdotto la doppia linea bianca e gialla,  propria della delimitazione di pista ciclabile. 

 

Le normative in Italia sono molte, troppe e spesso applicate a discrezione. In effetti il DCM 2001 si riferisce alla “costruzione di strade”, e  “gli interventi su strade esistenti vanno eseguiti adeguando alle presenti norme, per quanto possibile” pertanto alcuni assessori e dirigenti del settore viabilità hanno assunto una visione più aperta e meno succube delle  norme e hanno  avuto ridotto  a 2,75m la corsia anche nelle strade “urbane di scorrimento” realizzando delle piste ciclabili più o meno protette (foto xx) 

 

Credo che sarebbe opportuno fare una campagna per mettere in risalto tutte le contraddizioni e le incongruità di certe normative, Codice della strada in testa,  in modo da distinguere i veicoli motorizzati dai veicoli “deboli” come le biciclette che hanno necessità ed esigenze diverse.

 

 

 

Striscia bianca a lato del marciapiede o  limitrofa al fossato – a chi serve lo spazio  che resta? 
esempio  Da San Stino di Livenza ad Annone Veneto  è stato lasciato uno spazio per gli altri utenti lenti Anche se non è protetto è già meglio che avere la striscia a lato del fossato
Esempio: via della Vittoria a Mirano spostando  la mezzeria e riducendo le dimensioni delle corsie a 2,75 hanno realizzato una corsia ciclabile bidirezionale