Dove eravamo rimasti? Prosegue il nostro viaggio nella rubrica “Com’è pedalare a…” per conoscere le città in cui FIAB è attiva, capire a che punto sono le infrastrutture ciclabili, quali sono le criticità e i cantieri aperti. Dopo Pescara ci spostiamo lungo la Ciclovia Adriatica, scendendo fino a Brindisi. Qui abbiamo incontrato Monica Fontanive, consigliera nazionale di FIAB e residente da molti anni nel comune pugliese.

Non si incontrano soci Fiab iscritti a più associazioni. Ci racconti di te ?
Ho sempre apprezzato chi dedica tempo agli altri, alla cura delle persone e del territorio. Il primo segnale di riconoscimento concreto che voglio dare ai promotori delle associazioni è sostenerle diventandone socia. Poiché per motivi familiari spesso mi ritrovo a vivere per breve tempo in città diverse, è successo a Brindisi con Fiab Brindisi e Fiab Mesagne quando ho abitato in Puglia. E ora mi trasferisco proprio per la mia missione di sviluppo della mobilità ciclistica. A Treviso con Fiab Treviso e a Venezia, la mia città d’origine, con Fiab Mestre. Decido un budget annuale che destino alle associazioni che trattano temi che sento vicini al mio pensiero. Questo mi permette di esplorare meglio territori diversi, fare nuove amicizie e soddisfare la mia curiosità in luoghi in cui rimango con un tempo a “scadenza”. Grazie anche al mio lavoro di mental coach, non soggetto a orari o diktat aziendali, con lo zainetto in spalla viaggio per l’Italia ogni qualvolta ci sia occasione. Trovo molta soddisfazione a promuovere la mobilità attiva in meridione. Territorio spesso soggetto a narrazioni stereotipate o soggette a pregiudizi. Dove la bellezza naturale lascia senza fiato, ma le difficoltà sono tante e per conoscerle bisogna viverle.
Come si pedala a Brindisi ?
Brindisi è la città ideale per pedalare. Per i cittadini, i cui quartieri periferici distano a tre chilometri dal centro, tutti facilmente raggiungibili a piedi e in bici. Il mare e la costa sono a meno di sette chilometri. Per i turisti, che riconoscono la città di Brundisium, porto naturale ricco di storia. Dagli antichi greci ai romani con le colonne simbolo del passaggio della Via Appia. Porta d’oriente per le crociate verso Gerusalemme. In piazza Duomo, nella biblioteca Arcivescovile De Leo, la più antica biblioteca del Salento, si conservano le lettere di Federico II. Brindisi destinazione della Compagnia delle Indie. Capitale d’Italia nella fuga di Vittorio Emanuele III.

Uno degli obiettivi chiave di Fiab è puntare sul mezzogiorno per far crescere una cultura bike friendly in città e territori a che punto siamo ?
Dal periodo post Covid si registra una crescita progressiva delle proposte cicloturistiche. La presenza dell’aeroporto Bike Friendly permette l’aumento di strutture orientate al cicloturismo e numerosa è la presenza di turisti stranieri. Verso la riserva naturale Torre Guaceto oasi naturale, area marina protetta, nota per la sua biodiversità, meta preferita per le FIAB locali. Con la regione Puglia, FIAB Italia è protagonista nella definizione della Ciclovia Adriatica (da Monaco di Baviera a Santa Maria di Leuca), facente parte della rete Eurovelo (sistema di itinerari ciclabili a lunga percorrenza che attraversa l’intera Europa).
Rimaniamo in Puglia: quali sono i punti deboli della ciclabilità a Brindisi ?
I punti deboli sono la mancanza di zone 30 e piste ciclabili o bike line. In città, nelle scuole e nelle case di quartiere, non ci sono rastrelliere adeguate o box che incentivano l’uso della bicicletta. Non esiste il bike sharing. La città è diventata famosa in tv e sulla carta stampata per aver smantellato una pista ciclabile. Esiste un’unica pista ciclabile in essere che collega diversi quartieri della città, sino al grande Parco della città, il Cillarese. Attualmente la pista è in dissesto e perennemente in manutenzione. Lavori bloccati dal Ministero dell’ambiente per necessaria bonifica dei terreni. La speranza futura è l’aggiornamento del Pums che il Comune sta avviando attraverso il progetto, di cui è capofila, interreg Parsmo (Parking Policies for Shared Mobility). FIAB Brindisi negli scorsi anni ha avviato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole con progetti di mobilità ciclistica. Le FIAB locali hanno saputo fare rete nel movimento Brindisi Pedala & Cammina, il cui fine è accrescere la consapevolezza delle persone verso tematiche e attività di promozione della mobilità sostenibile. L’interesse dei più giovani verso la mobilità attiva, seppur a fatica, sta crescendo.

Sei anche socia Fiab in Veneto, una regione su molti fronti avanti. Ci sono best pratice secondo te replicabili al sud ?
Un dato importante a mio avviso sono le competenze in materia. Comune di Venezia, a partire dal dirigente tecnico del settore pianificazione mobilità e gestione viabilità Roberto di Bussolo, ha uno staff qualificato, e per la maggior parte sono Esperti Promotori in Mobilità Ciclistica certificati presso l’Università di Verona, master promosso in collaborazione con Fiab Italia. Pur provenendo da studi diversi hanno acquisito un metodo e un unico metro di comunicazione. In tutta la Puglia gli Epmc sono meno di quindici. A Brindisi due, tre con me. Altra best practice, la partecipazione della cittadinanza (vedi il progetto a Mestre per le strade scolastiche con coinvolgimento delle scuole ) e il coinvolgimento delle associazioni. Di recente con FIAB Mestre e la casa editrice Storiedichi Edizioni stiamo promovendo incontri per il Comune di Venezia nelle scuole con l’obiettivo di far percorrere a sempre più famiglie le piste ciclabili (200 km in tutto) e la partecipazione alla 25esima edizione di Bimbimbici al Parco Albanese.

Qual è la cosa di cui il sud ha più bisogno quando si tratta di ciclabilità urbana ?
Il coraggio delle scelte di chi amministra il bene pubblico. Al sud arrivano molto finanziamenti per la mobilità sostenibile, esistono sempre più professionisti competenti che purtroppo sono costretti a proporre progetti altrove per una sordità politica. La domanda più frequente è quanti parcheggi si tolgono? Mancano campagne di sensibilizzazione della cittadinanza. La vera protagonista del cambiamento culturale necessario per fare un cambio di passo nel mio amato sud.
