RIME: l’allarme di oltre 40 organizzazioni. «Codice fuori strada. Servono modifiche»

RIME: l’allarme di oltre 40 organizzazioni. «Codice fuori strada. Servono modifiche»

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Ieri, martedì 13 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha adottato in via preliminare il nuovo Codice della Strada. RIME, la Rete Italiana Mobilità Equa di cui FIAB fa parte, lancia l’allarme, sulla base del testo sottoposto a consultazione e delle modifiche anticipate dal MIT e dalla stampa.

Nuovo Codice della Strada: i rischi denunciati da RIME

Di seguito il primo commento della Rete, che unisce oltre 40 organizzazioni che si occupano di mobilità sostenibile, sicurezza stradale, vittime sulla strada, trasporto e spazio pubblico in Italia, e ha partecipato alla consultazione.

«Dopo trent’anni, il Governo ha l’occasione di cambiare e rendere più sicura ed efficiente la mobilità degli italiani, come nel resto d’Europa – spiega RIME nel suo comunicato stampa-. La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni. Un codice che, se non cambia nell’iter dei prossimi mesi, rischia di portarci fuori strada e di produrre più insicurezza, inquinamento e traffico a danno anche di chi guida».

RIME attende ora di leggere il testo definitivo e nel frattempo chiede al MIT di chiarire quali proposte della società civile nella consultazione pubblica siano state accolte e le motivazioni di quelle rigettate. Le associazioni non hanno mai smesso di scendere in piazza nelle città, da ultimo dopo la morte di Nicolò, ucciso a sette anni a Torino mentre pedalava per andare a scuola, e ora chiedono a Governo, Parlamento, Regioni e ANCI di lavorare a modifiche profonde, per una riforma che protegga le vite delle persone e per strade più sicure e giuste.

Foto di copertina di Valerio Elia