Almeno 8 posti bici per treno: il Parlamento Europeo dà il primo sì alla proposta

Almeno 8 posti bici per treno: il Parlamento Europeo dà il primo sì alla proposta

Martedì 9 ottobre i membri del Comitato dei trasporti e del turismo (TRAN) del Parlamento europeo hanno votato a favore della proposta di introdurre un minimo di otto spazi per biciclette su tutti i treni europei, nuovi e ristrutturati. Se, come previsto, la proposta sarà anche sostenuta nella sessione plenaria del Parlamento nelle prossime settimane, diventerà presto la posizione ufficiale nelle discussioni con gli Stati membri.

La proposta della commissione TRAN adottata il 9 ottobre recita che “i passeggeri hanno il diritto di trasportare le biciclette a bordo del treno, compresi i servizi ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali. Tutti i materiali rotabili passeggeri nuovi o ricondizionati devono, al più tardi due anni dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, includere uno spazio appositamente indicato per il trasporto di biciclette assemblate, con un minimo di 8 spazi. Le imprese ferroviarie, i venditori di biglietti, gli operatori turistici e, se del caso, i gestori delle stazioni, informano i passeggeri, al più tardi al momento dell’acquisto del biglietto, delle condizioni per il trasporto di biciclette su tutti i servizi conformemente al regolamento (UE) n. 454/2011.”

L’ European Cyclists’ Federation (ECF) e i suoi membri come Fiab hanno da tempo avviato una campagna per una formulazione più rigorosa del regolamento UE relativo al trasporto di biciclette sui treni. L’attuale formulazione, che risale al 2007, stabilisce infatti soltanto le condizioni in cui possono essere trasportate le biciclette e non incoraggia le imprese ferroviarie ad attuare misure volte a combinare tali modalità. Di conseguenza ci sono numerosi collegamenti ferroviari in tutta Europa, dove non esiste alcuna disposizione per il trasporto di biciclette assemblate.

Alessandro Tursi, Vicepresidente ECF, oltre che Vicepresidente FIAB, ha rilasciato questa dichiarazione dopo il voto favorevole del TRAN alla proposta di almeno otto spazi bici sui treni. “L’alleanza bici+trasporto pubblico in generale, e in particolare quella bici+treno, sono la chiave per l’indispensabile riconversione del trasporto persone. L’imbattibile velocità del treno per andare dal centro di una città al centro di un’altra, unita alla competitività della bicicletta in ambito urbano, potranno in prospettiva ridimensionare il ruolo dell’auto  a  complementare e non più di dominio assoluto come accade oggi in diverse zone d’Europa, in particolare in Italia dove il numero di auto per abitante è abnorme”.

“Credo sia molto importante che si sia stabilito uno standard minimo a livello europeo – ha aggiunto Massimo Gaspardo Moro, consigliere nazionale Fiab con l’incarico all’intermodalità bici+treno – Coinvolgendo poi non soltanto i treni regionali, ma anche quelli ad alta velocità, la proposta di almeno 8 posti bici sui convogli appena approvata accoglie una delle battaglie Fiab. Ci vorrà tempo prima che dalla norma si passi alla sua applicazione a livello internazionale. Intanto è uno strumento in più per fare pressione sulle istituzioni perché attuino politiche bike friendly”.

Anche Ed Lancaster, Senior Policy Officer presso ECF, ha accolto con favore il sostegno del Parlamento: “Siamo consapevoli che ci sono ancora molti ostacoli da superare, ma questo è indubbiamente un passo importante verso l’aumento dei livelli di multimodalità in Europa. Era importante avere una posizione di forza sul trasporto di biciclette dal Parlamento europeo che porti alle discussioni sull’argomento con il Consiglio”.

L’eurodeputato che ha guidato la preparazione della posizione della commissione TRAN, il vicepresidente Bogusław Liberadski (S&D), ha così commentato: “Sono molto contento del risultato della votazione odierna, soprattutto per i cittadini europei che amano vivere in modo multimodale, poiché saranno presto in grado di salire a bordo di qualsiasi treno dell’Unione europea con le loro biciclette.” Dopo la riunione plenaria, il Parlamento europeo avvierà discussioni con il Consiglio dell’Unione europea (gli Stati membri) per concordare la formulazione finale del regolamento.

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