Cargo bike: tutto quel che c’è da sapere su utilizzo e sicurezza

Cargo bike: tutto quel che c’è da sapere su utilizzo e sicurezza

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Sono una risorsa per la logistica e possono sostituire la seconda (o perché non la prima?) auto, garantendo un risparmio sul portafoglio e sulle emissioni. Le cargo bike restano una rarità sulle strade italiane, tanto che l’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) non ha un conteggio specifico di questi mezzi e nella valutazione del mercato bici, per ora, considera soltanto bici tradizionali ed e-bike. Se l’obiettivo dell’Unione Europea, dunque anche dell’Italia, è ridurre le emissioni con un Green New Deal da mille miliardi di euro, i trasporti bike friendly saranno una delle voci su cui lavorare di più.

Ponte tra il mondo dei commercianti e la mobilità ciclistica, la cargo bike ha ormai sfatato il falso mito che la bicicletta sia un freno per gli affari. A Londra si sono perfino inventati incentivi da 600 sterline per quelle aziende che lasciano in garage il furgone per fare consegne in sella; lungo le strade di Berlino la piattaforma Zalando ha testato una cargo bike con tettuccio per la consegna dell’ultimo miglio, fase tra le più delicate e inquinanti nella filiera della logistica; e in Olanda l’azienda DHL ha testato Cubicycle, una bici a quattro ruote che si pedala quasi come in poltrona per trasportare fino a 120 kg di merci.

FIAB è impegnata da 30 anni nella diffusione delle migliori pratiche per alleggerire il traffico urbano. Negli ultimi mesi il consigliere nazionale della Federazione Dario Zanette ha iniziato a registrare tutti quei rivenditori che offrono ai propri clienti anche cargo bike: l’elenco è in continuo aggiornamento e vuole essere soltanto uno strumento per conoscere un fenomeno che non riguarda soltanto i singoli cittadini, ma anche le imprese. Milano, stando alle nostre informazioni, sembra essere la città per ora più attrezzata con quattro negozi; la Lombardia è la regione con che più produttori e rivenditori di cargo bike. Seguono l’Emilia Romagna (a Bologna sono due punti di acquisto di cargo bike) e poi altre regioni come Friuli Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Lazio, Trentino Alto Adige e Abruzzo.

Gli esempi italiani, per quanto ridotti, sono in crescita. All’estero il fenomeno cargo bike riguarda non soltanto i singoli, ma anche le piattaforme e-commerce. Oltre ai big del commercio online si è mossa anche la politica e il mondo della mobilità ciclistica. Caterina Dada lavora nell’European Cyclists’ Federation e ha suggerito a FIAB alcuni documenti utili per capire come l’Unione Europea e la più grande federazione bike friendly del continente siano al lavoro per trasformare le città in cargobikeable city.

CityChangerCargoBikes è il nome del progetto in questione, rivolto alle famiglie, al mondo e-commerce e ai piccoli commercianti. La kindergarden guide to cargobike use è un semplice guida per chi vuole introdurre questo nuovo mezzo di trasporto nella vita di tutti i giorni, utile a chi vuole portare i propri figli in giro o andare a fare la spesa. Ai comuni è dedicato un altro documento, da mettere sulla scrivania dei sindaci che hanno intenzione di diffondere le cargo bike sul territorio urbano.

Le cargo bike diventano un valido strumento anche per il piccolo commercio urbano, dove il trasporto delle merci e la consegna in città può essere costosa (oltre che inquinante). In Italia sono diverse le attività che hanno acquistato una cargo per consegnare vino in bottiglia o libri. Il progetto CityChangerCargoBikes ha pensato anche ai commercianti mettendo a disposizione un documento dedicato.

L’opportunità di diffondere le cargo bike nelle città italiana si deve confrontare però con una necessaria riflessione sul tema della sicurezza e di infrastrutture non sempre adeguate. «Ai sensi del Codice della strada – ha spiegato Enrico Chiarini, consigliere nazionale e co-responsabile Centro studi FIAB – le cargo bike sono velocipedi e, come tutti i mezzi di questa categoria, non possono superare 1,30 metri di larghezza, 3 metri di lunghezza e 2,20 metri di altezza. In assenza di piste o percorsi idonei, devono transitare in carreggiata». Ma come si stabilisce l’idoneità di una ciclabile per questi mezzi? «Su piste monodirezionali larghe almeno un metro e mezzo possono circolare cargo bike larghe fino a 110 centimetri; i tratti ciclopedonali bidirezionali sono aperti alle cargo se sono larghi 3 metri».