“Non si può morire così”: a Milano il ricordo del ciclista Franco Rindone

“Non si può morire così”: a Milano il ricordo del ciclista Franco Rindone

Condividi!

L’appuntamento è per domani, lunedì 10 luglio, alle ore 19 in Piazza Resistenza Partigiana a Milano, dove venerdì scorso ha perso la vita Franco Rindone, avvocato 52enne investito da un mezzo pesante mentre stava pedalando. Il luogo dell’incidente, in pieno centro a pochi passi dall’Università Cattolica, è interessato dai lavori per la realizzazione della nuova linea metropolitana con cantieri che anche in questa piccola piazza hanno ristretto carreggiata e corsie.

Dolore e cordoglio sono stati espressi da Fiab Milano Ciclobby e dalla Federazione Nazionale. Soci, ciclisti e cittadini si sono già dati appuntamento per domani con l’evento su Facebook che ha raccolto finora  quasi 500 partecipanti. In ricordo di Franco Rindone verrà parcheggiata una ghost bike, la due ruote tinteggiata completamente di bianco, come si era scelto in precedenza a Milano e altrove per commemorare i ciclisti vittime della strada. Una bici bianca, l’ennesima, che testimonia l’urgenza e la necessità di città più sicure per gli utenti deboli del traffico. Battaglia che Fiab porta avanti da mesi con la campagna #CodiceDiSicurezza.

Nel comunicato, che pubblichiamo in allegato in fondo all’articolo, Fiab Milano Ciclobby ha puntato il dito contro una viabilità urbana stravolta dai cantieri della M4. Con rischi e pericoli quotidiani soprattutto per i ciclisti costretti in certi tratti a procedere sulla pavimentazione in pietra, il pavé, che l’amministrazione ha ora annunciato di voler sostituire per le strade più trafficate. Comune di Milano  che, da parte sua, ha poi dichiarato tramite l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza la necessità di selezionare «dove non è il caso di far passare i ciclisti», ovvero in presenza di cantieri con un frequente passaggio di mezzi pesanti.

Dopo aver assicurato la ghost bike in memoria di Franco Rindone, domani i ciclisti pedaleranno fino a Palazzo Marino, la sede del Comune. Lì gli organizzatori hanno previsto un flash mob di protesta per il secondo ciclista morto da inizio anno a Milano. «Angolo cieco o no, distrazione o meno, poco importa, ora», il commento di Guia Biscaro, presidente Fiab Milano Ciclobby. «Non è ammissibile che a Milano, lungo il bordo del centro storico» pedoni, ciclisti e trasporto pubblico «possano condividere lo spazio» con camion e cantieri.