Cicloturismo, FIAB alla BIT 2026: ecco perché i territori e le città ne hanno bisogno

Cicloturismo, FIAB alla BIT 2026: ecco perché i territori e le città ne hanno bisogno

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FIAB promuove e valorizza da decenni l’asset strategico del cicloturismo come motore di sviluppo per i territori e le città. Ed è un periodo di tempo sufficiente per capire che molte cose sono cambiate in meglio in Italia grazie anche al nostro lavoro di advocacy. Su tanti fronti: ciclovie, infrastrutture, miglioramento della cultura dell’accoglienza bike friendly da parte delle strutture. Alla BIT 2026 in corso a Milano abbiamo parlato di questi temi non tanto per celebrare i successi, ma per spiegare quanto ancora si deve fare per imitare e raggiungere il livello dei campioni europei del settore.

Cicloturisti: lenti, ma non invisibili

“Siamo molto felici perché vediamo che le cose stanno cambiando. Quando parlano di noi utilizzano termini come mobilità dolce, mobilità lenta. Non sono parole negative, ma rendono bene l’idea di quanto poco vengono percepiti i cicloturisti. Eppure siamo quelli che spendono di più sui territori”. Susanna Maggioni, vicepresidente FIAB e referente dell’area cicloturismo, è intervenuta in un panel dedicato allo slow tourism in cui si è discusso di intermodalità, di cammini a piedi e di patrimoni da valorizzare. “Dobbiamo copiare quello che viene fatto bene nel resto d’Europa”.

Susanna Maggioni, vicepresidente FIAB

Essere a BIT 2026 è stata l’occasione per ribadire il ruolo chiave di FIAB a livello nazionale (ed europeo) nel settore del cicloturismo. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è infatti Centro di coordinamento EuroVelo, la rete di percorsi che attraversa tutto il vecchio continente e che lungo la penisola si snoda in quattro ciclovie. “Ci interfacciamo con gli stakeholder perché tali percorsi vengano valorizzati e comunicati – ha spiegato Maggioni – e presto porteremo questi temi a Velo-city, il summit mondiale della ciclabilità in programma dal 16 al 19 a Rimini”. FIAB, lo ricordiamo, è Programme Director dell’evento internazionale.

A Rimini, dal 16 al 19 giugno, è in programma Velo.city 2026. Fonte: profilo Facebook Comune di Rimini

Nel corso dell’evento c’è stato spazio anche per parlare di come le ciclovie si intersechino con altre infrastrutture che rappresentano un patrimonio turistico, come i cammini. Pochi mesi fa FIAB è stata all’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) proprio per rimarcare l’importanza di questo dialogo. “EuroVelo 5 – ha detto Maggioni – segue appunto la Francigena e abbiamo scoperto che il 12% dei pellegrini pedala”.

Cicloturismo, per crescere servono dati

Di infrastrutture si è parlato anche per quanto riguarda le ferrovie dismesse, che in alcuni casi sono state riqualificate per essere trasformate in ciclabili, anche grazie alla spinta visionaria di FIAB sui territori. Un altro tema chiave per FIAB è anche quello dei dati: per costruire un’offerta turistica sarà sempre più importante raccogliere informazioni grazie alle tecnologie per interventi mirati e per conoscere i flussi più importanti.

Antonio Dalla Venezia, responsabile progetto Bicitalia

A Milano è intervenuto anche Antonio Dalla Venezia, responsabile del progetto Bicitalia e membro della giuria dell’Italian Green Road Award, l’Oscar del Cicloturismo che quest’anno raggiungerà l’11esima edizione con l’evento di premiazione in giugno. “In tutti questi anni la quantità e la qualità delle proposte sono aumentate”, ha ricordato spiegando che ogni Regione può candidare fino a due percorsi per questo riconoscimento. “All’inizio mancava il Sud, mentre oggi grazie anche a FIAB le cose stanno migliorando”. Una delle tante occasioni per conoscere le attività di FIAB su questo fronte è già in programma: dal 19 al 21 giugno ci saranno le Giornate Nazionali del Cicloturismo.

Life Ride Bike: cantieri al sud

Alla BIT nello lo spazio espositivo della Regione Campania si è tenuta la presentazione ufficiale di Life Ride Bike, l’ambizioso progetto di infrastruttura cicloturistica che punta a ridefinire il concetto di viaggio sostenibile nel sud Italia, un’iniziativa nata grazie alla visione e all’impegno di FIAB Camerota.

Antonio Dalla Venezia alla presentazione di Life Ride Bike

Life Ride Bike si sviluppa su 1.300 km totali con un percorso che attraversa territori eterogenei tra Campania e Basilicata, collegando fra loro territori che vanno dai laghi Laceno e Sirino fino alle scogliere del Cilento. “Questo progetto – hanno fatto sapere i promotori – unisce sport, cultura e lifestyle italiano in un’offerta versatile. Dalla logistica che connette borghi e siti UNESCO, alla possibilità di pacchettizzare singoli anelli per soggiorni brevi, Life Ride Bike è la risposta concreta alla domanda di turismo attivo e di qualità”.