“Dare strada alle biciclette”: il vademecum del Centro Studi FIAB per i comuni

“Dare strada alle biciclette”: il vademecum del Centro Studi FIAB per i comuni

In occasione dell’evento di oggi, martedì 24 marzo, insieme a tantissimi comuni della rete ComuniCiclabili, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha presentato il vademecum “Dare strada alle biciclette. I nuovi provvedimenti del Codice della Strada per favorire la sicurezza ciclabile”, realizzato dal Centro Studi FIAB per far sì che i comuni possano avere uno strumento in più – aggiornato alle ultime novità normative nel Codice della Strada – nei loro investimenti bike friendly. «Il lavoro di FIAB sul territorio ha pagato: molti amministratori sono diventati alfieri di questa visione», ha dichiarato il Presidente FIAB, Alessandro Tursi, in apertura del webinar a cui hanno partecipato anche 80 associazioni FIAB. Il documento è già disponibile sul sito ComuniCiclabili. A un anno dallo scoppio della pandemia, gli investimenti nella mobilità ciclistica sono prioritari per la rivoluzione bici di cui l’Italia ha bisogno, senza per forza grandi investimenti come ha spiegato di recente il presidente Tursi a GEO su Rai 3.

Nel corso del webinar Giuseppe Catalano, coordinatore della struttura tecnica di missione presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha parlato delle strategie del dicastero guidato da Enrico Giovannini. Tra le tante iniziative sottolineiamo l’impegno di finanziamenti nelle città universitarie per realizzare collegamenti ciclabili tra le stazioni ferroviarie e i vari atenei. Bike to school e bike to work sono da sempre pratiche su cui FIAB punta per cambiare il volto delle città. Catalano ha poi ribadito l’intenzione del ministro Giovannini di rafforzare i rapporti con FIAB e tutta le rete di ComuniCiclabili. «Le nuove norme del Codice della Strada in materia di mobilità ciclistica – ha aggiunto Catalano – sono applicabili in modo immediato in quanto inserite in provvedimenti di legge urgenti e non è dunque necessario attendere altri regolamenti. I comuni sono chiamati ad agire con celerità, per rispondere alle nuove esigenze di mobilità, ma garantendo la massima sicurezza a chi si muove in bicicletta».

Uno strumento in più per dare strada alle biciclette

«Con questo manuale – ha dichiara Alessandro Tursi, che ricopre anche il ruolo di Vicepresidente della European Cyclists’ Federation di cui FIAB fa parte – forniamo un concreto aiuto alle amministrazioni che intendono riconvertire la mobilità e lo spazio pubblico verso una reale sostenibilità. Oggi abbiamo finalmente nuove norme, mutuate da quelle dei paesi europei più avanzati, per creare infrastrutture e spazi ciclabili di rapida e economica realizzazione: occorre conoscerle e saperle interpretare per applicarle nel modo migliore».

Al webinar è intervenuto anche l’assessore alla Mobilità di Milano, Marco Granelli, che ricopre anche il ruolo di Coordinatore degli assessori alla mobilità dell’ ANCI. «La ciclabilità non deve separare – ha commentato – serve sì la pista ciclabile strutturata, ma serve anche fare in modo che nelle nostre città ci sia uno schema di ciclabilità diffusa e semplice, dove grazie a segnaletica, zone 30 e doppio senso ciclabile la pista non sia l’unico strumento».

Il vademecum è articolato in 6 schede tecniche e invita le pubbliche amministrazioni a conoscere e capire gli ambiti di applicazione dei cambiamenti del Codice della Strada introdotti con i recenti “Decreto Rilancio” e “Decreto Semplificazioni”. Le sei novità sono: corsia ciclabile, corsia ciclabile per il doppio senso ciclabile, casa avanzata, uso ciclabile di corsie preferenziali, zona scolastica, strada urbana ciclabile E-bis.

La transizione ecologica (in bici)

Per presentare il vademecum “Dare strada alle biciclette”, il webinar ha coinvolto anche il Centro Studi FIAB, con gli interventi di Marco Passigato, Enrico Chiarini e Valerio Montieri. L’organo della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è uno dei punti di riferimento per le associazioni FIAB che, negli anni, hanno potuto migliorare le politiche di promozione della mobilità ciclistica sui territori. «La pandemia ci ha spinto ad accelerare i cambiamenti nei trasporti, adottando un approccio sistemico», ha commentato Chiarini.

È stato anche sottolineato come “alcune nuove modalità di ‘dare strada alle biciclette’ con semplici interventi di segnaletica orizzontale e verticale devono perseguire l’obiettivo di realizzare una rete ciclabile continua e funzionale che colleghi i principali poli di interesse delle città, avendo l’attenzione a inserire i singoli interventi in un quadro di pianificazione generale come ad esempio il Bici Plan”. Infine i nuovi provvedimenti vanno ad integrare le precedenti modalità di realizzazione delle piste ciclabili e rappresentano ulteriori possibilità – individuate dalla norma – in analogia con le soluzioni più diffuse ed efficaci attuate in gran parte d’Europa.

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