Successo Fiab: Il consigliere Alessandro Tursi eletto vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation

Successo Fiab: Il consigliere Alessandro Tursi eletto vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation

Una grande vittoria per Fiab e per le competenze che ha coltivato in tutti questi anni. È di pochi giorni fa l’elezione a vicepresidente dell’European Cyclists’ Federation di Alessandro Tursi, vicepresidente della Federazione che ha raccolto 55 voti sui 60 disponibili all’Annual General Meeting tenutosi a Milano. In occasione di questo appuntamento, che ha visto Fiab presente e attiva nell’organizzazione, è stato rinnovato parte del board dell’organizzazione bike friendly con sede a Bruxelles.

Dopo il mandato di Manfred Neun è stato infatti eletto presidente dell’Ecf il francese Christophe Najdovski, attuale Assessore ai Trasporti della Città di Parigi. «Ci siamo conosciuti all’AGM di Milano, ma mi ha subito trasmesso l’idea di essere un visionario concreto», ha detto il nuovo volto Fiab in Ecf Tursi. Alla sua prima esperienza nella realtà europea che raggruppa le tante associazioni bike friendly del continente, il vicepresidente Fiab era stato presentato dalla Federazione come candidato per il rinnovo del board.

A pesare sulla scelta di Tursi come vicepresidente dell’Ecf ha giocato un ruolo anche la neonata esperienza dei Comuni Ciclabili lanciata pochi mesi fa e che sta raccogliendo grandi riscontri in molte città italiane. «Da giugno inizierò a formarmi con i corsi di Ecf – ha aggiunto Tursi – ma quello che ho in testa come primo progetto è proporre uno standard europeo di ciclabilità urbana». Il tutto partendo dal modello che Fiab ha realizzato per produrre una valutazione (non un premio) da assegnare a tutte quelle amministrazioni locali interessate al tema della mobilità ciclistica.

Ma qual è l’immagine di Fiab all’estero? Secondo Tursi «l’AGM di Milano ci ha dato il riscontro di quanto contiamo a livello europeo, di quanto siamo apprezzati nonostante alcune lacune del nostro paese». Con l’elezione di un francese (di origine macedone) e di un italiano ai vertici dell’Ecf si è voluto anche dare un maggior incentivo per i paesi che ancora non vivono in un Olimpo ciclabile. «In effetti può sembrare demotivante prendere sempre ad esempio Copenaghen o Amsterdam, città per molti comuni ancora inarrivabili. Dare responsabilità di guida a persone che vengono dalla Francia e dall’Italia dimostra che i cambiamenti sono possibili».

«Ho sentito davvero la presenza e il lavoro di Fiab in questi giorni – ha concluso Tursi – contano eccome gli sforzi del nostro Direttore Francesco Baroncini che dietro le quinte ha sempre lavorato per far conoscere la nostra Federazione. A lui e all’event manager di Fiab Saskia Wahlberg va tutto il mio riconoscimento». Di vero e proprio successo per Fiab ha parlato proprio il Direttore della Federazione. «Ci è stato riconosciuto il cambiamento maturato in tutti questi anni» ha detto Baroncini (in foto in evidenza insieme alla Wahlberg), che ha accolto a Milano 70 delegati provenienti da 40 paesi per discutere di idee e progetti sulla mobilità attiva. «Da qui parte quella che chiamerei la “Carta di Milano”, la vision 2030 che Ecf ha approvato come stella polare per il futuro». A completare il quadro dei giudizi positivi raccolti da Fiab all’AGM c’è la Ciclovia Adriatica su cui la Federazione ha investito con campagne e attività politica fino alla penultima Bicistaffetta che ha testato tutte le potenzialità di un’infrastruttura che dall’estero guardano con un occhio di riguardo per lo sviluppo del cicloturismo e non solo.

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