Guerrilla bike lane: a Providence la ciclabile “protetta” con sturalavandini

Guerrilla bike lane: a Providence la ciclabile “protetta” con sturalavandini

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Cittadini che fanno da sé: la guerrilla bike lane, così la chiamano, è per alcuni l’estrema soluzione a strade e città poco sicure per i ciclisti. Complice poi la grande eco sui social con foto e video rilanciati sulle onde del web, la pratica può anche strappare dai comuni i risultati sperati: ciclabili intere o anche soltanto protezioni. A queste ultime mirava una delle ultime “azioni” negli Usa, a Providence, dove un ciclista abitudinario ha posizionato 72 sturalavandini per evitare che le auto parcheggiassero esondando sulla ciclabile adiacente.

Li ha posizionati in fila indiana su Fountain Street: 72 sturalavandini acquistati su internet, ciascuno con due strisce catarifrangenti ad abbracciare il manico. Jeffrey Leary il nome del ciclista di Providence, capitale dello stato di Rhode Island, che ha scelto quel tratto ciclabile per sollevare una questione di sicurezza. Le strisce dei parcheggi auto sulla via (in foto) sono infatti le stesse della pista come denunciato sulla stampa locale. Senza alcune protezione i cofani spesso sconfinavano sul percorso ciclabile, costringendo le biciclette a zig-zag pericolosi.

Altri prima di Providence avevano usato l’ironia degli sturalavandini per segnalare un problema di sicurezza sulle ciclabili. Ne appiccicò diversi, qualche anno fa, su un tratto ciclabile sempre negli Stati Uniti, a Wichita, un ciclista abitudinario che ottenne col suo gesto l’acquisto (1000 dollari, quasi 900 euro) e l’installazione di una serie di spartitraffico da parte dell’amministrazione.

Chi come Fiab da anni organizza campagne, fa pressione e dialoga con gli amministratori è consapevole di quanto sia difficile ottenere risultati. Ed è vero che di fronte ad amministrazioni sorde alle esigenze dei ciclisti non sono mancate azioni fantasiose come a Verona, spontanee a Mestre. Fino a quelle provocatorie come è successo a Modena. Testimonianze, queste, di vivacità e di sincero interesse da parte delle associazioni sul territorio riguardo alla ciclabilità dei loro comuni.

D’altra parte non è mai mancato l’impegno politico per convincere sindaci e assessori della bontà di certe battaglie. “Capisco l’esasperazione di chi vorrebbe andare a scuola o al lavoro pedalando in tranquillità – ha commentato la Presidente Fiab Giulietta Pagliaccio non vorrei però che con la guerrilla bike lane passasse l’idea che chiunque possa far da sé. Bene battersi per città più a misura di pedoni e di ciclisti: ecco perché Fiab da sempre punta sul dialogo e sul confronto coi sindaci”.