In arrivo le linee guida per i mobility manager scolastici

In arrivo le linee guida per i mobility manager scolastici

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Dopo le linee guida per i mobility manager aziendali, emanate con il D.M. n. 209 del 04/08/2021, sono in arrivo anche le analoghe linee guida per i manager della mobilità in ambito scolastico. Attese fin dall’emanazione della legge del 28 dicembre 2015, n. 221, che prevedeva la loro uscita entro i primi giorni del marzo 2016, l’8 novembre scorso la bozza è stata presentata dal Ministero dell’Istruzione  alle organizzazioni sindacali.

Gli obiettivi dei mobility manager scolastici

L’istituzione della figura del mobility manager scolastico, secondo la bozza presentata dall’Amministrazione, è finalizzata a promuovere nelle scuole la mobilità sostenibile per fare in modo che anche l’agire quotidiano della comunità scolastica possa contribuire a raggiungere gli obiettivi enunciati dall’art. 5, comma 6, della legge 28 dicembre 2015, n. 221, quali:

  • assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;
  • la riduzione dei consumi energetici;
  • l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale;
  • la riduzione al minimo dell’uso individuale dell’automobile privata e il contenimento del traffico.

Dovrà occuparsene un docente individuato dal dirigente scolastico che, attraverso una piattaforma messa a disposizione del Ministero, potrà:

  • consultare i servizi pubblici nella propria area di riferimento;
  • individuare delle diverse modalità per compiere il percorso casa-scuola-casa e la possibilità di ricevere le notifiche automatiche sugli eventi in grado di incidere sulla configurazione corrente del piano di spostamenti;
  • elaborare nuove linee di trasporto scolastico attraverso il supporto di grafici che rappresentano i tragitti casa-scuola, secondo la modalità di spostamento scelta (a piedi, in bicicletta, mezzi di trasporto pubblici o auto privata);
  • individuare punti di ritrovo dei percorsi di mobilità casa-scuola-casa (capolinea e fermate) sui quali far convergere gli studenti;
  • elaborare spostamenti attraverso simulazioni offerte dalla piattaforma stessa.

Il tutto senza riduzione di orario per il docente rispetto al proprio orario di servizio e, analogamente a quanto previsto per i dipendenti pubblici dalla linee guida per i mobility manager aziendali, senza che tale incarico possa essere retribuito.

Il decreto, infatti, prevede espressamente che l’attuazione di tale figura deve avvenire senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, criticità, questa, già evidente per le analoghe figure presenti negli uffici pubblici stante la complessità degli adempimenti di competenza e la necessità di una formazione specialistica e multidisciplinare.

Il commento di FIAB

«Un altro passo avanti nella direzione giusta  – commenta Alessandro Tursi, Presidente di FIAB -, perché si va componendo gradualmente il mosaico del mobility management, che ha un ruolo fondamentale. Permane ancora la lacuna del costo zero, perché è impensabile che un insegnante svolga questo ruolo gratuitamente, magari nel tempo libero. Il mobility management non è un hobby. Al tavolo tecnico Ministero Istruzione-FIAB istituito con la recente firma del protocollo tra FIAB e Ministero porremo questa tra le questioni prioritarie».

Positiva comunque l’istituzione, da parte del Ministero, di una piattaforma digitale alla quale ciascun mobility manager scolastico potrà accedere, previa registrazione e accesso con le proprie credenziali SIDI (Sistema Informativo Dell’Istruzione) per consultare i servizi pubblici presenti sul territorio e individuare le diverse possibilità di compiere il percorso casa-scuola-casa, compresa l’elaborazione di grafici e simulazioni per le varie opzioni di scelta (a piedi, in bicicletta, mezzi di trasporto pubblici o auto privata) e per la definizione dei punti di ritrovo sui quali far convergere gli studenti.