Ferrovia e mobilità ciclistica. Il sostegno Fiab alla soluzione “dolce” per il ponte sul Po

Ferrovia e mobilità ciclistica. Il sostegno Fiab alla soluzione “dolce” per il ponte sul Po

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In attesa della diagnosi tecnica sulla sicurezza del ponte di Po che collega Colorno a Casalmaggiore, tra la provincia di Parma e di Cremona, anche la Fiab – con il coordinamento regionale della Lombardia e le associazioni locali – si è mossa insieme ad altre sigle ambientaliste per la soluzione in merito all’infrastruttura chiusa al traffico automobilistico dal 7 settembre. In linea con politiche a sostegno della mobilità attiva, i suggerimenti guardano a un investimento sulla vicina linea ferroviaria, già esistente e in funzione. Elettrificandola e aumentando le corse.

Lungo il ponte danneggiato che nella Bassa collega le due sponde del Po, tra Lombardia ed Emilia, la soluzione alla mobilità quotidiana può venire anche da politiche alternative all’automobile. 14mila quelle in transito fino a poche settimane fa ogni giorno sul ponte, e fra queste 2mila mezzi pesanti. «L’emergenza ponte – scrivono le associazioni – è la nostra grande occasione per chiedere una linea ferroviaria moderna ed efficiente», più vicino alle esigenze quotidiane e con un maggior rispetto dell’ambiente.

«I ponti sono fondamentali per il cicloturismo» rilancia Piercarlo Bertolotti, coordinatore regionale Fiab per la Lombardia che ne sta affrontando le problematiche dovute ai danni tra Cremona e Parma. «Parliamo di un’infrastruttura che collega sponda destra e sponda sinistra del Po». Ciclabili europee che attraggono anche turisti stranieri. «Chiuso il ponte, oggi le deviazioni sono di parecchi chilometri in più per oltrepassare il fiume». La discussione fra mobilità ciclistica e su rotaia va dunque a braccetto nella soluzione sostenibile messa sul tavolo dalle associazioni.

«La nostra proposta guarda all’utilizzo dell’altro ponte, quello ferroviario che non è danneggiato» spiega Cesare Vacchelli, il referente dei comitati e delle associazioni ambientaliste del piadenese-casalasco-viadanese. Richiamandosi ai modelli europei si è raccolta l’adesione di diverse realtà sensibili al tema della sostenibilità ambientale e di quella che Fiab chiama democrazia dello spazio (in città e fuori). L’elettrificazione della linea, con servizi su rotaia all’altezza, magari arricchiti con stazioni di bike sharing nelle varie stazioni toccate, alleggerirebbe le strade dal traffico automobilistico.