La bici dove la metto? L’importanza dei ciclo parcheggi nelle nostre città

La bici dove la metto? L’importanza dei ciclo parcheggi nelle nostre città

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La primavera inizia, pur con qualche difficoltà, a farsi sentire, e molti di quelli che avevano lasciato le biciclette in garage a causa del freddo e del cattivo tempo, ora sono più invogliati a tirar fuori le due ruote a pedali anche per recarsi a lavoro o a scuola. E l’aumento, fisiologico in questo periodo, dei ciclisti sulle strada, in molte città trova la novità dell’aumento dei percorsi ciclabili, siano essi su nuove piste o sulle corsie ciclabili, previste dalle ultime novità normative dettate dalla pandemia.

Più sicurezza, quindi, per le migliaia di pedalatori che tornano ad affollare gli spazi urbani che, però, si scontrano con un problema mai realmente affrontato dalle nostre amministrazioni: la bicicletta, dove la parcheggio? Infatti se il parcheggio auto è l’assillo di ogni sindaco e assessore, non altrettanto sembra preoccupare il reperimento di spazi per la sosta, di breve o lunga durata, delle biciclette. E così molti si arrangiano legando il proprio velocipede al primo palo che incontrano, assicurando telaio e ruote con robuste catene e lucchetti, anche per evitare il rischio furto, sempre presente.

Ma è davvero così difficile prevedere stalli di sosta, attrezzati con rastrelliere idonee (non del tipo, cosidetto, a “scolapiatti”, ma che permettano di legare il telaio)?

Qualche comune, in realtà, il problema se l’è posto e sta cercando anche di risolverlo. Milano, ad esempio, dà la possibilità ai privati di fare richiesta per poter installare sul suolo comunale rastrelliere per biciclette a uso pubblico e gratuito, facendo una semplice domanda e attenendosi ad uno specifico regolamento; Roma ha previsto diversi box per il ricovero delle biciclette nelle stazioni della metropolitana; altri hanno specifici piani per individuare le aree dove installare cicloparcheggi e ciclostazioni, ma, per un ciclista, sono ancora poche le possibilità di poter lasciare il proprio mezzo, in sicurezza, quando gira per la città per far compere o per altre incombenze.

Basterebbe poco, anche solo riservare un posto auto ogni dieci, considerato che in uno stallo per automobili possono trovare posto ben dieci biciclette, come evidenziato da un’iconica rastrelliera prodotta dalla britannica “Cyclehoop“, dove il profilo di un’autovettura delimita il parcheggio dei velocipedi. E si potrebbe iniziare con l’attrezzare i luoghi di maggiore interesse, come scuole, uffici pubblici, biblioteche, fermate del trasporto pubblico locale, stazioni ferroviarie, con appositi spazi di parcheggio per le biciclette.

D’altra parte anche la legge n. 2 del 2018 prevede che i Comuni prevedano in prossimità di aeroporti, di stazioni ferroviarie, di autostazioni, di stazioni metropolitane e di stazioni di mezzi di trasporto marittimi, fluviali e lacustri, ove presenti, la realizzazione di velostazioni, ossia di centri per il deposito custodito di biciclette, l’assistenza tecnica e l’eventuale servizio di noleggio.

E sempre la stessa legge prevede che i Comuni inseriscano, nei regolamenti edilizi, misure finalizzate alla realizzazione di spazi comuni e attrezzati per il deposito di biciclette negli edifici adibiti a residenza e ad attività terziarie o produttive e nelle strutture pubbliche e che, in sede di attuazione degli strumenti urbanistici, stabiliscano i parametri di dotazione di stalli per le biciclette destinati ad uso pubblico e ad uso pertinenziale.

Quindi occorre prevedere, e realizzare, parcheggi per le biciclette, affinché i sempre più numerosi ciclisti non abbiano più timore di lasciare incustoditi, anche per pochi minuti, i propri mezzi, e le nostre città si arricchiscano di un servizio fondamentale per cittadini e turisti.