L’evento del coordinamento regionale FIAB del Veneto di domenica 24 maggio da Valdobbiadene a Vittorio Veneto ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di soci delle associazioni del territorio. La giornata ha affrontato in sella due temi di tipo “politico”.
Il ponte di Vidor sul Piave avrà una ciclabile in sede propria?
Si trattava anzitutto di dare appoggio a un gruppo di associazioni locali che si batte da tempo affinché, in occasione del completo rifacimento del centenario ponte di Vidor sul fiume Piave, tra i comuni di Valdobbiadene e Pederobba, il nuovo ponte venga finalmente munito di un percorso ciclopedonale in sede propria e protetta.

Per questo il gruppo dei partecipanti, partito in bicicletta dalla frazione Bigolino di Valdobbiadene in prossimità del ponte, lo ha attraversato in massa per poi pedalare nel parco “Ae Barche” dove ha incontrato il vicesindaco di Pederobba (e vicepresidente della Provincia di Treviso) Fabio Maggio, che ha personalmente sposato la richiesta di sicurezza garantendo che, grazie alla pressione esercitata dal basso, il progetto esecutivo del nuovo ponte – a differenza del progetto preliminare – prevederà effettivamente la creazione di un’adeguata sede propria per la mobilità attiva.

Ciclovia Monaco-Venezia: come migliorare la sicurezza
Il secondo tema della giornata riguardava poi la ciclovia Monaco-Venezia, uno dei più apprezzati itinerari cicloturistici europei. In effetti l’attuale tracciato ufficiale, che dai 490 m di quota del Fadalto nell’Alpago bellunese scende in circa 10 km ai 140 m di Vittorio Veneto lungo la val Lapisina, non è adeguato al transito dei ciclisti perché chi lo percorre deve restare sulla strada statale 51 Alemagna, pericolosa per il traffico veloce di auto e moto. Questo problema rischia seriamente di portare i gestori della ciclovia a valutare di cambiare il tracciato ufficiale scegliendo un itinerario alternativo. Scelta che di fatto escluderebbe tutto il trevigiano oltre allo stesso Alpago.

Il cicloturismo contro lo spopolamento
Pertanto è urgente munire la val Lapisina di un percorso ciclabile più sicuro che resti fuori dalla statale Alemagna, dando nel contempo alla valle – attualmente soggetta a spopolamento – un’occasione di rinascita grazie al cicloturismo, fenomeno già visto in altri contesti. L’incontro finale della giornata a Vittorio Veneto è stato dunque col vicesindaco Marco Dus, impegnato da tempo su quest’operazione non facile ma necessaria. Dus ha assicurato il suo costante lavoro e ha ribadito la volontà di organizzare col coordinamento FIAB regionale una conferenza sul tema per la metà di settembre.
