La guerra in corso in Iran e le tensioni internazionali stanno producendo conseguenze profonde e destabilizzanti a livello locale e globale.
Una di queste, che si ripercuote anche nel nostro Paese, è l’aumento del prezzo dei carburanti e questo genera una preoccupazione nelle persone e nelle famiglie. Non esistono soluzioni facili, ma circostanze di questo tipo suggeriscono che le scelte individuali e collettive possono compensare, per quanto possibile, il danno sul portafoglio. In attesa che la politica agisca per lasciare un impatto concreto e sposi una visione diversa di sviluppo urbano.

Serve un endorsement alla bici
Nei giorni scorsi ha fatto notizia la serie di consigli pubblicati dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) per azioni immediate contro il caro petrolio. Pur non comparendo un endorsement esplicito alla mobilità ciclistica – un’assenza che fa rumore – l’Agenzia ha suggerito un minore ricorso all’auto privata e ai viaggi in aereo là dove non necessario. Ha caldeggiato poi un maggiore utilizzo del trasporto pubblico e una riduzione dei limiti di velocità.
Sulla stampa si è tornati a scrivere di austerity, ma FIAB evidenzia quanto sia ormai controproducente associare un termine negativo a pratiche che fanno solo bene alle città e agli spazi pubblici. Nei suggerimenti che l’Aie ha espresso ritroviamo due delle tematiche che la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta porta avanti da oltre 30 anni di storia: più trasporto pubblico e riduzione del limite di velocità nelle città. Oggi le città 30 sono in tutta Europa un modello che convince.

Caro carburante: cosa possiamo fare nel quotidiano
«Il momento storico che stiamo vivendo in questi giorni non va subìto, ma può essere considerato come un potente catalizzatore e opportunità di cambiamento sulle scelte di consumo, di trasformazione e innovazione – ha commentato il presidente di FIAB Italia Luigi Menna -. Scegliere la bicicletta non significa solo attenuare gli effetti negativi del caro carburante, ma impostare il proprio stile di vita in maniera attiva e partecipe alla crescita sociale. E rappresenta anche un tassello imprescindibile della urgente ed epocale transizione ecologica, con benefici per la nostra sicurezza energetica»
La mobilità ciclistica, purtroppo, non viene vista a livello istituzionale come ingrediente fondamentale per una mobilità libera dal fossile, non solo in caso di emergenza, ma come soluzione strutturale alternativa in una società troppo dipendente dalle auto, intossicata dallo smog delle città e che investe poco su infrastrutture bike friendly e trasporto pubblico.

La European Cyclists’ Federation (ECF), di cui FIAB fa parte, ha pubblicato alcuni anni fa un documento dal titolo “Cycling towards energy independence” in collaborazione con Cycling Industries Europe (CIE) e Confederation of the European Bicycle Industry (CONEBI). «Andare in bicicletta – si legge – può anche aiutarci a ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili nel settore dei trasporti, che genera circa il 20-25% delle emissioni totali di CO2 in Europa».
In un momento storico in cui le persone sono preoccupate dall’inflazione che dalla pompa di benzina rischia di peggiorare altri conti come quello del carrello della spesa, la bicicletta può essere un’alternativa per diversi spostamenti quotidiani e va inserita tra le politiche economiche e sociali, ancor di più in questo periodo storico. Non è certo la panacea e come FIAB manteniamo una posizione realista, ma irremovibile sul tema: non possiamo più permetterci di banalizzare questo mezzo di trasporto. Ecco perché l’ECF chiedeva già anni fa di supportare la mobilità ciclistica, per renderla più attrattiva.

Si può cambiare
Il mondo di oggi è complesso e imprevedibile. Alla politica chiediamo quindi una visione condivisa sulle soluzioni nel medio lungo periodo: investire su infrastrutture che cambino le città e le rendano più sicure per le persone. Spazi pubblici bike friendly favoriscono un cambio di abitudini ma chiediamo che dalle nostre istituzioni, locali e nazionali, arrivi un incentivo e un messaggio chiaro alle persone: dare un’opportunità alla mobilità in bicicletta è un’azione che fa bene al portafoglio, all’ambiente e alla salute. Scegliere la bici ci rende cittadine e cittadini più attivi e consapevoli, un piccolo gesto individuale in risposta a una grande responsabilità collettiva di fronte alle crisi energetica e climatica.
L’Olanda tempo fa è stata definita come il Paese preferito da chi usa l’auto: con tante persone in bici in giro le strade sono più libere anzitutto per chi non può fare a meno di un mezzo a motore. Negli ultimi anni si è discusso di una autonomia strategica dell’Europa su vari fronti, da quello tecnologico a quello energetico. FIAB punta a un’autonomia non meno importante: quella di persone che grazie a investimenti lungimiranti avranno sempre di più in futuro la libertà di poter scegliere se spostarsi a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. Rinunciando all’auto perché poco conveniente.
