Legge di bilancio e mobilità ciclistica. Fiab: “Ci aspettavamo di più dal Governo del cambiamento”

Legge di bilancio e mobilità ciclistica. Fiab: “Ci aspettavamo di più dal Governo del cambiamento”

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«Ho la sensazione che ci siano più difficoltà rispetto al passato: va messa mano, per esempio, alla modifica del Codice della Strada, ma finora ho sentito soltanto la proposta di aumentare il limite di velocità a 150 km/h in autostrada. In questa legge di bilancio non ho poi trovato risorse in più per la mobilità ciclistica». Paolo Gandolfi, ex deputato del Pd nella scorsa legislatura e “padre” della legge quadro sulla mobilità ciclistica approvata all’unanimità, ha riassunto con questa dichiarazione i propri dubbi nel merito di quanto il Governo e il Parlamento stiano o meno facendo per la mobilità attiva, dal cicloturismo agli incentivi per gli spostamenti in bicicletta.

I testi degli emendamenti definitivi che Fiab ha ricevuto dal deputato del Movimento Cinque Stelle Diego De Lorenzis sembrano infatti trattare in modo residuale le grandi potenzialità della mobilità ciclistica per l’economia e lo sviluppo del Paese. Porta anche la firma del parlamentare grillino la proposta di emendamento della “Card buono mobilità”, assegnata “ai residenti del territorio nazionale” che si impegnano a rottamare autovetture “particolarmente inquinanti”. A questi verrebbe consegnata una carta elettronica “dell’importo nominale massimo di 500 euro per l’anno 2019”. La spesa destinata dallo Stato per questa misura, come recita l’emendamento, sarebbe di un milione di euro l’anno fino al 2021. A conti fatti, questo incentivo bike friendly potrebbe dunque riguardare poche migliaia di persone.

La proposta che la Federazione Italiana Amici della Bicicletta ha fatto alle forze politiche nell’ultima campagna elettorale riguarda la cosiddetta “Dieta del traffico”, una misura che punta sul diritto allo spazio pubblico delle persone a tutto vantaggio della mobilità attiva, vale a dire spostamenti a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Nonostante l’impegno di alcuni deputati di forze politiche differenti a seguire i consigli che Fiab e l’ECF rivolgono alla politica a tutti i livelli, la legge di bilancio sembra privilegiare sempre gli spostamenti su quattro ruote. Tra gli emendamenti che Fiab ha letto compare anche quello che incentiva l’acquisto di un’auto elettrica a chi rottama veicoli Euro 0, 1, 2 e 3. Senz’altro meno inquinante dei diesel, ma le e-car risolvono davvero il problema di vivibilità, di ingorghi e di qualità della vita nelle nostre città? Lo chiediamo di nuovo, dove sono finiti dunque i soldi per la mobilità ciclistica?

«Sinceramente ci attendevamo molto di più dal Governo del cambiamento – ha dichiarato la presidente Fiab Giulietta Pagliaccio – C’è la necessità di affrontare con coraggio e determinazione il tema dei cambiamenti climatici e la mobilità è uno dei settori su cui incidere profondamente. Ma tutto quello che registriamo è sicuramente un forte accento sulla mobilità elettrica e qualche briciola per la mobilità attiva. Di tutte le proposte che avevamo avanzato ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, come ad esempio incentivi per i Comuni che si impegnino in efficaci politiche per la mobilità attiva o incentivi fiscali per famiglie che scelgono di fare a meno dell’auto o per il biketowork non ne vediamo traccia. Possiamo sperare in qualcosa di meglio dal dibattito in Aula?».