La storica legge nazionale per la mobilità ciclistica

La storica legge nazionale per la mobilità ciclistica

La prima legge nazionale organica in materia di bicicletta è del 1998, certamente molto in ritardo rispetto a provvedimenti analoghi, spesso ben più corposi, in quasi tutta Europa, ma promettente ed indicativa di una nuova sensibilità anche nel nostro paese e negli stessi”palazzi del potere”.

L’opera della Fiab in campo legislativo era iniziata vari anni prima, nel 1995, con l’elaborazione di una proposta di legge finalizzata ad una svolta nelle politiche della mobilità. E’ proprio da lì che nascono ed arrivano all’approvazione le “Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica” (Legge 366/98). Il titolo stesso suggerisce che si cerca di intervenire sull’aspetto economico, con un apposito fondo nazionale, affidando poi agli enti locali la realizzazione delle opere.

La cronistoria, le aspettative e le prime perplessità si rispecchiano bene negli articoli e nella documentazione del 98-99.

Le speranze suscitate furono grandi, i risultati, visti oggi, ed anche a distanza di pochi mesi o anni dall’approvazione, certamente non all’altezza delle aspettive. Il fondo previsto dalla legge non mai stato rifinanziato, ed anche le realizzazioni apparse in questi anni a macchia di leopardo in varie città italiane si sono rivelate valide solo in alcune città dotate di competenze e sensibilità già sviluppate.

La storia continua.

Un esempio concreto.

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