Legge quadro sulla mobilità ciclistica: a che punto siamo?

Legge quadro sulla mobilità ciclistica: a che punto siamo?


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La buona notizia è che la legislatura potrebbe davvero arrivare a scadenza naturale nel febbraio 2018. Quasi un anno di tempo perché la legge quadro sulla mobilità ciclistica veda la luce, passando prima in Commissione e poi in Aula per il voto, dopo il brusco stop dell’ottobre scorso quando, per l’assenza del parere tecnico della Commissione bilancio sulle coperture finanziarie della legge, si è temuto il peggio. Una condanna all’oblio, come ammoniva Fiab a inizio anno, per la legge quadro sulla mobilità ciclistica?

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa col relatore Paolo Gandolfi, che nel corso della legislatura ha ricevuto il testimone dal primo firmatario della legge, l’ex deputato Antonio Decaro oggi sindaco di Bari. “Sulla possibilità che si arrivi al voto in aula sono più sereno. Soprattutto perché aumentano le probabilità che il governo Gentiloni arrivi a scadenza naturale“. Sulla legge quadro della mobilità ciclistica, ribadisce il parlamentare, non aveva ricevuto un parere negativo sulla fattibilità economica. E la proposta rimane identica con la sola modifica dell’articolo che riguarda il finanziamento.

Giulietta Pagliaccio ne ha discusso proprio con Antonio Decaro a Bari, città eletta quest’anno tra le “capitali” della diciottesima edizione di Bimbimbici in agenda il 14 maggio in tantissimi comuni italiani. Una manifestazione che per il 2017 ha scelto il tema dei supereroi: bambini e bambine in sella per riappropriarsi delle città e, soprattutto, dei centri storici soffocati dal traffico e non sempre sicuri per chi pedala ogni giorno. In attesa dunque che la legge quadro riprenda il cammino parlamentare, Fiab ha richiamato l’attenzione anche sulla Giornata della bicicletta, oggi sparita dal calendario, e che andrebbe riproposta proprio come data simbolo per l’annuncio tanto atteso. Del tipo: habemus legem!