Ostuni, la Città Bianca tra mare e cielo. Il diario di un Biciviaggio FIAB in Puglia

Ostuni, la Città Bianca tra mare e cielo. Il diario di un Biciviaggio FIAB in Puglia

Condividi!

Pubblichiamo il resoconto di Michele Mutterle, la guida FIAB che ha accompagnato i cicloturisti in questo Biciviaggio, la scorsa primavera. Frequenta Ostuni e i suoi dintorni da trent’anni e ha condiviso con il gruppo le sue “strade del cuore”.

Scopri tutti i Biciviaggi con le iscrizioni ancora aperti e parti con FIAB!

Foto di Michele Mutterle

FIAB, nella primavera 2026, ha proposto ai propri soci un Biciviaggio con caratteristiche insolite per tre motivi principali: la scelta di rimanere in Italia anziché puntare su mete cicloturistiche europee; l’idea di utilizzare come base una piccola città d’arte del Sud; e l’adozione di appartamenti in stile albergo diffuso, distribuiti nei vari quartieri del centro storico, invece di un unico grande hotel.

Vieni a pedalare in Puglia

La proposta avrebbe potuto sembrare una scommessa azzardata, poiché i cicloviaggiatori prediligono spesso soluzioni più comode o itinerari più “esotici”. In realtà la scommessa è stata pienamente vinta: i 25 partecipanti hanno potuto godere dell’ospitalità del territorio, scoprendo ogni giorno aspetti inattesi e sorprendenti.

I percorsi sono stati equamente suddivisi tra la marina e la selva attorno alla Città Bianca, regina degli ulivi. I soci FIAB hanno apprezzato la quiete delle campagne, il blu intenso del mare, la bellezza dei borghi storici e la maestosità degli ulivi millenari. Le cinque giornate in bici, tutte diverse tra loro, grazie anche al supporto del treno e del trasporto bici in furgone, hanno permesso di raggiungere luoghi difficilmente visitabili in una sola giornata di pedalata da Ostuni, come Alberobello, Brindisi e Polignano a Mare.

Foto di Nadia Marchiori

5 maggio – Ostuni e la marina

La prima giornata è iniziata con una visita guidata di Ostuni, che ha permesso ai partecipanti di comprendere meglio i risvolti storici e artistici della città che li avrebbe ospitati per l’intera settimana. Nel pomeriggio il gruppo ha pedalato in discesa verso il mare, attraversando carrarecce e stradine sterrate tra ulivi e carrubi secolari.

Dopo la visita a un agriturismo biologico con antico frantoio ipogeo, il gruppo ha raggiunto il dolmen di Montalbano, struttura preistorica risalente ad almeno 4.000 anni fa, un vero gioiello di pietra incastonato nella terra rossa. Prima del rientro, i partecipanti hanno percorso la ciclabile di Costa Merlata, caratterizzata da scogli frastagliati e tratti ancora selvaggi.

Foto di Nadia Marchiori

6 maggio – Valle d’Itria e Ciclovia dell’Acquedotto

La seconda giornata è stata dedicata alla Valle d’Itria e alla Ciclovia dell’Acquedotto, uno degli itinerari più celebri del Sud Italia. Nella sua progettualità originaria la ciclovia dovrebbe attraversare la Puglia per 500 km, da Capo Sele a Santa Maria di Leuca, seguendo la strada di servizio dell’Acquedotto Pugliese.

Prima di imboccare la ciclovia, il gruppo ha passeggiato a Cisternino, uno dei borghi più affascinanti della valle, con vicoli tortuosi e frasi poetiche sui muri imbiancati. Pedalare sul percorso, ricoperto di ghiaino bianco che nelle giornate di sole diventa quasi abbagliante, ha dato l’impressione di entrare in un mondo sospeso, dove la bicicletta sembra scivolare sopra la campagna. Prima del rientro a Ostuni, c’è stato il tempo per una sosta a Ceglie Messapica, borgo dell’alta Murgia dalle strade lastricate di lisce chianche.

Foto di Italo Bertocchi

7 maggio – Torre Guaceto e Brindisi

Il terzo giorno il gruppo è tornato verso il mare, attraversando l’area umida dell’oasi WWF di Torre Guaceto e proseguendo lungo la costa fino a Brindisi. Per raggiungere l’oasi si è pedalato su una lunga strada sterrata che costeggia scogli e dune ricoperte di mirti e altre essenze mediterranee. La torre di avvistamento domina l’intera area protetta, dove si trova anche il centro recupero delle tartarughe marine. La balneazione è regolamentata per tutelare le zone di nidificazione e l’importante patrimonio faunistico e botanico.

Lasciata l’oasi, il gruppo ha proseguito lungo una costa quasi priva di traffico, priva di insediamenti balneari e urbanizzazioni. Il percorso ha costeggiato l’aeroporto lungo una strada semi-deserta tra le piste, e proprio durante il passaggio è atterrato un aereo a pochi metri dai ciclisti. Prima di entrare a Brindisi, è stata visitata la chiesa di Santa Maria in Casale, monumento nazionale risalente al XIV secolo. L’itinerario si è concluso sul lungomare, di fronte alle colonne romane, punto terminale della via Appia. Il rientro a Ostuni è avvenuto in treno; le biciclette sono state trasportate in furgone, come previsto anche per la giornata successiva.

Foto di Franco De Grandis

8 maggio – Locorotondo, Alberobello e Polignano a Mare

La quarta giornata, la più lunga con circa 70 km, è stata purtroppo segnata dal maltempo: pioggia e persino un po’ di nebbia, evento raro a queste latitudini nel mese di maggio. Nonostante ciò, il gruppo ha visitato borghi splendidi come Locorotondo e Alberobello, che con l’atmosfera insolita sono apparsi ancora più suggestivi.

La discesa verso Polignano a Mare, solitamente impreziosita dalla vista del mare oltre gli ulivi, è stata penalizzata dal meteo. Arrivati in città, la temperatura ha sconsigliato il celebre cono “panna sopra e panna sotto” del Supermago del Gelato: un motivo in più per tornare. Anche alla fine di questa tappa le biciclette sono state caricate su un furgone e il gruppo ha ripreso il treno per Ostuni.

Foto di Michele Mutterle

9 maggio – La Selva di Ostuni e Carovigno

L’ultima giornata è stata favorita dal ritorno del sole. Il percorso, breve ma intenso, si è snodato tra campagne e borghi della selva di Ostuni. Per oltre 40 km il gruppo ha pedalato quasi esclusivamente su stradine secondarie, attraversando trulli, lamie, uliveti, fichi e piccoli appezzamenti coltivati.

Tra i borghi incontrati c’è Pascarosa, dove tra gli anni ’20 e ’50 visse il celebre guaritore Seppe Li Sierri (Giuseppe Argentiero), che attirava persone da tutta Italia e curava gratuitamente tutti, tranne i fascisti. La sua fama fu tale che venne costruita una stazione ferroviaria appositamente per chi andava a consultarlo.

La meta finale è stata Carovigno, con la sua piazza, i vicoli imbiancati, la cattedrale e soprattutto il castello Dentice di Frasso, fortificazione normanna poi trasformata in residenza nobiliare nel XVIII secolo, visitato con una guida locale. Il rientro a Ostuni è avvenuto lungo l’antica strada di collegamento, tranquilla e panoramica, con splendidi scorci sul mare e sulla piana degli ulivi. La foto di gruppo e una cena tipica nel centro storico hanno concluso un tour che rimarrà impresso nei ricordi di tutti i partecipanti.