Il ruolo delle Regioni per la Mobilità Ciclistica. Decalogo con linee guida di FIAB

Il ruolo delle Regioni per la Mobilità Ciclistica. Decalogo con linee guida di FIAB

Consiglio Nazionale FIAB 15 e 16 ottobre 2016 – Milano

IL RUOLO DELLE REGIONI PER LA MOBILITA’ CICLISTICA

In questi anni la mobilità ciclistica, già matura ed ottimamente sviluppata in Europa, sta entrando nell’agenda della Politica e delle Amministrazioni italiane oltre che nelle abitudini e negli stili di vita di molte persone.

In alcune Regioni c’è una forte attività sul tema della mobilità ciclistica con produzioni di leggi regionali, manualistica tecnica, realizzazioni di piste e percorsi ciclabili urbani ed extraurbani, con l’attivazione di politiche di marketing per la mobilità urbana e cicloturistica, con la realizzazione di cartografie e piani di segnalamento dedicati al cicloturismo. In molte occasioni a causa della frammentazione delle competenze regionali distribuite tra più uffici: pianificazione, infrastrutture, turismo, ambiente questo crescere talvolta vorticoso è avvenuto disordinatamente senza una Cabina di Regia, con situazioni disomogenee, non coerenti e scoordinate a scapito di un disegno complessivo che potrebbe funzionare molto meglio con le medesime risorse.

Per questa ragione FIAB sente il bisogno di promuovere, in ogni Regione, un Ufficio Regionale per la Mobilità Ciclistica e che provveda a gestire più aree di attenzione: i finanziamenti, l’omogeneità realizzativa, la valorizzazione dei territori più vocati, nuovi club di prodotto dedicati, segnaletica cicloturistica, pubblicazioni, cartografie e intermodalità con il treno il tutto come più esplicitamente elencato nel decalogo che segue.

Il decalogo è il risultato di un questionario che nel 2014 Fiab assieme all’Università di Verona ha sviluppato per i Coordinatori Regionali per raccoglie le attività svolte dalle varie Regioni sulla mobilità ciclistica.

Decalogo dei temi che gli uffici Regionali per la mobilità ciclistica dovrebbero sviluppare per una corretta politica regionale.

FIAB riconosce che è sempre più sentito il bisogno di attivare , in ogni Regione, un Ufficio Regionale per la Mobilità Ciclistica che provveda a gestire le aree di attenzione sotto indicate.

Il Consiglio Nazionale FIAB riunitosi a Milano nei giorni 15 e 16 ottobre 2016 ritiene che i principali propulsori di detti Uffici Regionali devono essere i Coordinamenti Regionali FIAB i quali, al fine di sviluppare per una corretta politica regionale FIAB, dovrebbero tenere il decalogo come linea guida ed elenco dei temi da proporre agli uffici regionali per la mobilità ciclistica (o alle regioni in assenza dell’ufficio) ed a tal proposito stilare un piano di lavoro pluriennale di stimolo e proposta.

  1. Normativa. Approvare una legge che inquadri tutti i temi e garantisca contributi continui e adeguati
  2. Pianificazione. Coordinare i desideri e le azioni dei territori in una pianificazione territoriale e finanziaria pluriennale, che raccolga anche dati su incidenti e incremento della mobilità ciclistica, gestisca il SIT Sistema Informativo Territoriale della mobilità ciclistica e sicurezza e che coordini gli interventi progettuali – esecutivi e i finanziamenti
  3. Ciclabilità urbana. Promuovere le zone 30, le reti ciclabili e finanziare opere conformi a manuali e Bici Plan locali
  4. Salute e prevenzione. Promuovere stili di vita attivi, sicurezza stradale, benessere delle persone e ridurre la spesa sanitaria
  5. Assistenza agli Uffici mobilità ciclistica di ambito comunale, intercomunale, GAL, partenariati, operatori privati e pubblici
  6. Cicloturismo. Coordinare lo sviluppo della rete cicloturistica regionale e locale, la numerazione degli itinerari e la redazione delle cartografie dedicate
  7. Promozione dei territori verso i mercati e i clienti nazionali e internazionali: banche date sui flussi cicloturistici, marketing coordinato e prodotti turistici
  8. Servizi materiali e immateriali: intermodalità e trasporto bagagli, siti web, marchi, brand, reti di impresa, club di prodotto
  9. Intermodalità: trasporto bici sui treni, accessibilità alle stazioni ferroviarie, ciclo- stazioni, bike sharing sovra comunali
  10. Formazione per tecnici, operatori economici, politici e decisori
Un esempio concreto.

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