La situazione della rete cicloturistica italiana (2° parte – Centro Italia)

La situazione della rete cicloturistica italiana (2° parte – Centro Italia)

 NORD ITALIA – CENTRO ITALIASUD ITALIA ED ISOLE – UNO SGUARDO GENERALE

Qual è la situazione della rete cicloturistica italiana? Abbiamo chiesto ai Coordinamenti Regionali della FIAB di farci il punto della situazione a livello regionale. Poi chiederemo ad Antonio Dalla Venezia, responsabile area cicloturismo della FIAB, di commentare le risposte ed un sunto sullo stato dello sviluppo dei collegamenti interregionali, nazionali ed europei.

Le domande rivolte ai Coordinamenti, parlando di reti cicloturistiche e ciclovie, sono le seguenti.

1) A che punto siamo? Esiste un progetto di rete regionale?

2) Cosa è in fase di realizzazione e cosa è già stato realizzato? Eventuali pregi e criticità.

3) Cosa ci sarebbe ancora da realizzare? Priorità, proposte, iniziative e “battaglie” FIAB.

Vediamo la situazione suddividendo l’Italia tra nord, centro e sud Italia ed isole (con l’avvertenza che per alcune Regioni ci si è limitati a mettere il link alla pagina della Regione che illustra il Piano, invece di ripetere notizie ufficiali).

Questa è la seconda puntata sul Centro Italia. La situazione illustrata è aggiornata a marzo/aprile 2016. Pertanto seguiranno eventualmente integrazioni e novità.

CENTRO ITALIA

 

ABRUZZO

A cura di Raffaele Di Marcello (delegato dal Coordinatore Giancarlo Odoardi)

 

In Abruzzo non esiste una rete ciclabile regionale, benchè l’art. 1, comma 1, della legge regionale n. 8/2013, lo preveda espressamente (si veda la legge qui)

E’ in corso di realizzazione il progetto bike to coast, relativo al tratto abruzzese della ciclovia adriatica (ne scrivemmo anche sul sito FIAB)

Attualmente, partendo da nord, sono partiti i cantieri a Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Pineto, Pescara, Montesilvano, Francavilla al Mare… mancano Roseto degli Abruzzi (non affidato ancora l’appalto), e Silvi (lavori non ancora partiti ma appaltati)… il tratto sud, dove i lavori sono più corposi, e cioè l’ex tracciato ferroviario in provincia di Chieti, ha un progetto completato, una gara d’appalto bandita, ma non si ha notizia sull’affidamento lavori…

Criticità del progetto: mancanza di unitarietà del progetto e dei lavori (praticamente ogni comune ha provveduto alla progettazione e affidamento lavori del suo tratto); segnaletica non pensata nè prevista; tratti realizzati non a norma con il DM 557/1999; non previsti punti di sosta/ristoro (bicigrill); tratto chietino (via verde costa teatina) con problemi di dissesto idrogeologico.

Criticità generale: la mobiltà ciclistica, in Regione, non è pianificata, e si va avanti per interventi “spot”, spesso slegati fra loro, più legati ad esigenze di visibilità politica in un determinato territorio che per reali esigenze infrastrutturali.

Obiettivi dopo il completamento della ciclabile costiera: realizzare collegamenti verso l’interno, in particolare lungo le aste fluviali. Già finanziati, in parte, la ciclabile della Val Vibrata (1.350.000 euro) che però, per ritardi nella progettazione, rischia di perdere il finanziamento, e la ciclabile lungo il fiume Arielli. Da progettare, e realizzare, le ciclabili lungo i maggiori corsi d’acqua della Regione (Salinello, Tordino, Vomano, Pescara, Val Fino, ecc.)

Battaglie FIAB: applicazione della LR 8/2013: piano regionale mobilità ciclistica e rete ciclabile regionale, con approfondimenti in ambiti provinciali e comunali; intermodalità bici+treno; rafforzamento corridoio adriatico con accordi con regione Marche (già stipulato protocollo di intesa per la realizzazione del ponte ciclopedonale tra Marche e Abruzzo) e Molise, Ufficio regionale mobilità ciclistica.

LAZIO

non esiste un Coordinamento FIAB in Lazio

 

 

 

MARCHE

A cura di Enrico Tosi (Coordinatore Regionale Marche)

A che punto siamo? Esiste un progetto di rete regionale?

Legge regionale Marche n. 38 del 3/12/2012 per la mobilità ciclistica.

Relazione programmatica 2015-2020, pag. 21 della Giunta Regione Marche.

Impegno sindaci Fano, Mondolfo e Senigallia per ciclo via adriatica.

Cosa è in fase di realizzazione (precisare in che fase) e cosa è gia stato realizzato? Eventuali pregi e criticità.

 

La Bicipolitana di Pesaro, circa 80 km urbani che saranno portati a 100

La ciclabile in sede propria Fano Pesaro di 12 km

La ciclabile della Vallesina, in parte già percorribile

Cfr http://www.qdmnotizie.it/jesi-nasce-verdesino-18-comuni-impegnati-nel-progetto-74-km-di-pista-ciclabile/

Il tragitto Scheggia – Fano, su strade a basso traffico e in parte sull’antica via Flaminia

Cfr http://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/itinerari/scheda/11838.html

Cosa ci sarebbe ancora da realizzare? Priorità, proposte, inziative e “battaglie” FIAB (relative alla rete o a singoli percorsi, o aspetti vari).

 

Il progetto, condiviso da Regione Marche e da quasi tutti i Comuni interessati, della trasformazione in pista ciclopedonale della ex ferrovia Fano Urbino; spero che entro l’anno si concluda l’iter in Regione

Cfr http://www.lavalledelmetauro.it/contenuti/opere-specialistiche/scheda/10774.html

 

TOSCANA

A cura di Rosanna Betti (Coordinatore FIAB Toscana) con la supervisione di Giovanni Cardinali

 

A che punto siamo? Esiste un progetto di rete regionale?

In Toscana il progetto di rete regionale proposto da FIAB è stato inserito nel Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità, in attuazione alla legge regionale n. 27/2012 che incentiva la mobilità ciclistica con quote finanziarie in proporzione agli importi complessivi previsti per le infrastrutture di trasporto.

La rete regionale riportata dal PRIIM comprende:

  1. Ciclopista dell’Arno e Sentiero della bonifica (componente della EV 7 nell’itinerario da Firenze a Chiusi)
  2. EV5 Ciclovia Francigena
  3. BI 16 Ciclovia Tirrenica
  4. BI 18 Ciclovia Grosseto-Siena-Arezzo
  5. Itinerario toscano della EV7 nell’Itinerario da Bologna a Firenze
  6. Ciclovia Romea in Valtiberina
  7. Collegamento tra BI 16 tirrenica, EV5 francigena e EV7 ciclopista del sole, tramite la ciclovia dell’Arno da Firenze a Pisa.

Inoltre il PRIIM ha localizzato le stazioni ferroviarie che necessitano di sistemi intermodali bici/treno/bus (ciclostazioni, accessibilità ai binari, segnaletica dedicata).

Gli itinerari 1-4 sono stati mappati su incarico della Regione Toscana nel 2013: Arno, Francigena e GR-SI-AR da Fiab, Tirrenica da Festambiente con la collaborazione di Fiab.

Sul tracciato della Francigena ci sono state finora forti criticità in alcune zone della Lunigiana e in Maremma, criticità che finalmente sembrano in via di superamento, anche grazie all’intervento diretto dei tecnici di Fiab onlus.

Nel 2013 sembrava che fosse imminente anche l’apposizione della segnaletica, ma ancora non s’è fatto niente. La Francigena in bici appare molto indietro rispetto all’itinerario per viandanti, e per il coordinamento toscano è diventata al momento la priorità.

L’unica ciclovia per cui si è già cominciato a realizzare progetti è quella dell’Arno: grazie al PRIIM e ai relativi bandi nel 2015 i comuni hanno avuto co-finanziamenti per progetti a diversi stadi, anche esecutivi. Sono partiti anche i primi appalti di lavori: alcuni tratti della ciclovia sono cantierati e si stanno realizzando, sia in provincia di Arezzo che di Firenze che di Pisa. Purtroppo la mancanza di una regia unica si fa sentire, e alcune esecuzioni rischiano di deviare dai progetti presentati.

Per la Tirrenica (BI 16) siamo poco più che nel campo delle buone intenzioni, anche se qualcosa si sta muovendo: proprio in questi giorni la Regione ha firmato un protocollo d’intesa con la Provincia di Grosseto e i Comuni di Grosseto, Follonica, Scarlino, Castiglione della Pescaia, Magliano in Toscana, Orbetello, Monte Argentario e Capalbio e l’Ente Parco regionale della Maremma per creare un coordinamento nelle azioni e nel reperimento dei fondi per la realizzazione del tratto locale. Secondo notizie di fonte affidabile protocolli simili stanno per seguire anche con le altre province costiere.

La GR-SI-AR (BI 18) al momento è ferma allo studio di fattibilità.

Sulla FI-BO c’è il forte interessamento del MIBAC e si sta organizzando un evento a Porretta Terme per il 28-29 maggio.

Cosa è in fase di realizzazione (precisare in che fase) e cosa è gia stato realizzato? Eventuali pregi e criticità.

Come già detto, la CPA è praticamente tutta ai vari livelli di progettazione e in parte realizzata o in via di realizzazione, specie nelle province di Arezzo e Pisa (Comune di Pisa, ultimi 20 km).

Purtroppo le amministrazioni comunali, specie quelle più piccole, sono difficilmente controllabili: in provincia di Pisa, quattro piccoli comuni hanno avuto il finanziamento regionale per il progetto definitivo di un pezzo di ciclopista lungo l’asta del fiume e pare stiano realizzando un ponte che lo attraversi…

Cosa ci sarebbe ancora da realizzare? Priorità, proposte, iniziative e “battaglie” FIAB (relative alla rete o a singoli percorsi, o aspetti vari).

Per arrivare a realizzazioni soddisfacenti, occorrerebbe una regia unica regionale. Al momento non è stata definita neanche una segnaletica omogenea e il coordinamento regionale ha come primo e principale obiettivo la costituzione di un Ufficio per la mobilità ciclistica regionale che accorpi tutte le funzioni (infrastrutture, turismo, ambiente, cultura ecc.) e che sia referente unico. Nello stesso tempo vogliamo anche un Osservatorio regionale del quale facciano parte le associazioni e tutti gli stakeholder, ovvero un organismo che la Regione consulti periodicamente sui progetti e le realizzazioni relativi alla mobilità ciclistica.

 

UMBRIA

A cura di Massimo Boni (Responsabile in Regione della rete – Socio Fiab Umbria)

 

A che punto siamo? Esiste un progetto di rete regionale?

La rete ciclabile regionale è stata istituita con un atto di giunta (DGR 1558/2011), che attribuisce alla mobilità ciclistica il ruolo di vero e proprio sistema di mobilità sia per le necessità di spostamento quotidiano che di esplorazione e vistita del territorio; la sua estensione è di circa 700 km di tratti a facile percorribilità in quanto si sviluppano su fondovalle o lungo i tracciati di ex ferrovie; lo stato di attuazione è il seguente:

146 km in esercizio (Trasimeno nord, Tevere Castello-San Giustino, Ciclovia Spoleto-Assisi, Ex ferrovia Spoleto-Norcia)

140 km in corso di realizzazione

400 km da progettare e realizzare

La rete regionale è strutturata a partire dai grandi itinerari nazionali di bicitalia/eurovelo, che sono;

– Ciclopista del Sole/Eurovelo 7 tratto Chiusi-Orvieto-Orte

– Ciclovia romea, che in Umbria segue la valle del Tevere da San Giustino a Perugia e Orvieto, da dove prosegue insieme alla Ciclopista del Sole

– Cliclovia dei due mari che segue la ferrovia dell’appennino centrale

a cui si collegano i tratti regionali, quali:

Ciclovia Spoleto-Assisi

Ex ferrovia Spoleto-Norcia

Anello ciclabile del Trasimeno

Antica via Flaminia

a cui si aggiungono gli ulteriori tratti di connessione funzionale:

Assisi-Perugia

Perugia Trasimeno

Chiusi-Trasimeno

Cosa è in fase di realizzazione (precisare in che fase) e cosa è gia stato realizzato? Eventuali pregi e criticità

Lo stato di attuazione è sommariamente descritto:

Ciclopista del sole:

tratto Chiusi-Orvieto: lunghezza 47 km, è in corso l’apposizione della segnaletica che individua un percorso promiscuo su strade comunali e di bonifica con bassissima intensità di traffico tra Chiusi e Fabro Scalo, per poi proseguire lungo la SR 71 (SR 71 che nel tratto presenta carichi massimi di traffico di circa 700 veicoli giorno) fino a Ciconia e Orvieto scalo;

Per il completamento del tratto umbro (Fabro scalo fino a Otricoli, antico porto fluviale romano), che presenta criticitààsia in quanto a pendenze (ficulle) e tratti molto trafficati esiste una scheda di fattibilità per la realizzazione di un percorso ciclabile misto (sede propria e tratti a bassa intensità di traffico), per un costo di circa 6 M€, da reperire

Ciclovia dei due mari:

Si sviluppa lungo la ferrovia dell’appennino centrale (FAC) Arezzo Fossato di Vico e allo stato attuale c’è già un progetto preliminare per il recupero dell’intero tratto, prevalentemente in sede propria, da Umbertide a Gubbio a Fossato di Vico, per un importo di circa 8-10 M€ da reperire

Ciclovia Romea/Tevere

è in esercizio il tratto in sede propria San Giustino-Città di Castello ed è in costruzione quello Città di castello-Umbertide, sempre in sede propria. Il percorso proseguiva fino a Perugia utilizzando il tratto urbano da Ponte Pattoli a Ponte San Giovanni, che attualmente è interdetto in quanto ci sono stati danneggiamenti della sede lungo il fiume; è attualmente in corso la progettazione per la sistemazione dei tratti danneggiati e per il miglioramento del percorso in sede propria e per la sua connessone alla stazione RFI di Ponte San Giovanni.

Per il completamento del tratto da Umbertide a ponte Pattoli e Ponte san Giovanni a a Orvieto vi è una scheda di fattibilità di un percorso sviluppato su viabilità minore a bassa intensità di traffico e tratti in sede propria, per un importo di circa 5 M€, da reperire.

Anello del Trasimeno

sono in corso i lavori di completamento dell’anello nel tratto ovest e il collegamento con Perugia, che saranno completati probabilmente entro la fine del 2017; manca invece il collegamento tra l’anello e Chiusi Scalo per la connessione con Ciclopista del Sole, il cui costo è di circa 1.3 M€ da reperire

Riguardo al sistema ciclovia Spoleto-Assisi ed ex ferrovia Spoleto-Norcia è stato appena completato il raccordo ciclabile urbano di Spoleto che le mette in comunicazione, e sono stati finanziati i lavori per il consolidamento di alcuni dissesti franosi nel tratto della ex ferrovia in comune di Cerreto di Spoleto dove la sede era stata già sistemata ma sono sopravvenuti fenomeni franosi (lavori da completare entro l’estate 2016), permettendo di avere in esercizio circa 45 km in sede propria interrotti però per un tratto di 7 km in loc. Casale Volpetti-Serravalle di Norcia per il quale è stata avviata la progettazione che prevede un impegno economico di circa 3 M€ da reperire ; il completamento di questo tratto rappresenta una priorità assoluta in quanto ne inficia la una adeguata fruibilità; l’ulteriore tratto strategico è rappresentato dalla connessione con il percorso del Tevere con il tratto Assisi Ponte San Giovanni il cui costo è stato quantificato in circa 800 mila euro da reperire

Antica Via Flaminia

Percorso ciclabile lungo l’antica consolare che permetterebbe sviluppata dall’antico porto di Otricoli sul Tevere con Narni, Bevagna, Foligno, Nocera Umbra fino a Fossato di Vico (connessione con la ciclovia dei due mari), fino al confine nord dell’Umbria dove potrebbe costituire un ulteriore corridoio di collegamento verso l’Adriatico.

Cosa ci sarebbe ancora da realizzare? Priorità, proposte, inziative e “battaglie” FIAB (relative alla rete o a singoli percorsi, o aspetti vari).

Le priorità sono state elencate nei singoli itinerari, ma in testa a tutti ci sarebbe il completamento dei due assi Ciclovia Romea/Ciclopista del sole per giungere fino a Roma; attualmente lo sviluppo del tratto laziale è piuttosto incerto in quanto se pure sollecitato dalle regioni Umbria e Toscana, che hanno già approvato uno specifico protocollo d’intesa a tre, non è ancora giunta l’approvazione promessa dalla regione Lazio; certamente la meta di Roma in questi due grandi itinerari ne rafforzerebbe l’importanza e l’attrattività. Sarebbe utile provare a far pressione alla Regione Lazio per far ratificare il protocollo e dare avvio ai lavori.

Per il sistema Assisi-Spoleto-Norcia è senz’altro indispensabile completare il tratto mancante da Volpetti a Serravalle e la connessione con l’asta del Tevere

Così come sarebbe rilevante la realizzazione del tratto della F.A.C. da Umbertide a Fossato di Vico.

Un aspetto che stenta a decollare è l’allestimento dei servizio nei nodi di scambio modale almeno delle principali stazioni RFI, oggi generalmente non adeguate a favorire la mobilità ciclistica: velostazioni, abbattimento barriere achitettoniche, tratti di connessione con la rete ciclabile extraurbana;

Altro tema ancora non centrale nelle politiche di mobilità è l’adeguamento dei centri urbani per garantire gli spostamenti in sicurezza di pedoni e ciclisti nella aree urbane, da attuare attraverso semplici interventi di moderazione del traffico; a tale proposito sarebbe utile mettere in campo azioni per sensibilizzare le amministrazioni comunali e la regione verso questo tipo di soluzione, che invece sembra orientata verso una generalizzata di bike sharing tra l’altro non sostenuto da adeguati dati sulla domanda di mobilità

Sullo sfondo c’è inoltre l’opportunità di riutilizzo della rete stradale minore (quelle a bassa intensità di traffico) per il completamento della rete ciclabile di visita dei centri, che si irradia dagli itinerari principali, spesso lontano dai punti di interesse.

Questa opportunità va colta sia per le aree di pianura che per quelle montane, dove è localizzato l’altro “corpo identitario” dell’Umbria, quello della cultura appenninica; in tale senso c’è la B11 e la Conero-Argentario che potrebbero innervare la rete d’altura.

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