Ricerca UK: i ciclisti “respirano” la metà dello smog rispetto agli automobilisti

Ricerca UK: i ciclisti “respirano” la metà dello smog rispetto agli automobilisti

Non solo impiegano meno tempo per recarsi a scuola o al lavoro. Tra tutti i pendolari, dagli automobilisti ai pedoni, i ciclisti sono anche quelli che respirano meno smog. Secondo una recente ricerca dell’Università inglese di Leeds, città dove in giugno è stato condotto lo studio, chi pedala è nelle condizioni migliori per proteggersi dall’inquinamento, molto di più di chi sta in un abitacolo. Per dimostrarlo, i ricercatori hanno dato ad automobilisti, pendolari del trasporto pubblico, pedoni e ciclisti rilevatori di inquinamento da portare con sé in un tragitto di 4 km (uguale per tutti) da percorrere durante l’orario di punta.

La mobilità ciclistica a Leeds – ma il risultato potrebbe essere analogo in tante altre città – è quella che respira meno smog (come si vede nel nostro grafico): 12 milioni di particelle di smog contro le 20 milioni inalate da chi magari si pensa più al sicuro dalle marmitte all’interno di un’automobile. Gli altri utenti della mobilità attiva – pedoni e chi usa i mezzi pubblici – se la passano infine meno bene rispetto ai ciclisti: secondo lo studio dell’università britannica i pendolari del trasporto locale respirano 19 milioni di particelle, i pedoni 55 milioni.

“Fate più ciclabili”, è una delle conclusioni a cui è giunta la ricerca a Leeds, dove le infrastrutture ciclabili possono contribuire non soltanto a incentivare le persone a mettere da parte l’auto per un mezzo meno inquinante, ma anche a migliorare la salute delle persone esponendole a livelli di smog sempre più contenuti. Lo studio infatti sembra aver confermato l’idea che i veicoli siano in realtà “scatole che raccolgono gas tossici”, come si legge anche sul sito del Guardian.

Tornando al capitolo “più ciclabili”, il coordinatore della ricerca James Tate ha fornito un dato in più a sostegno di questa soluzione: piste protette e separate, magari un metro o due dalle corsie per auto, taglierebbero di un quarto la quantità di smog respirata dai ciclisti. Il motivo infine per cui sono soprattutto i pedoni i più esposti all’inquinamento è legato alla durata del tragitto scelto dallo studio: se i ciclisti ci impiegavano 12 minuti a fare 4 km, ai pedoni era richiesta più di mezz’ora (35 minuti) per arrivare a destinazione.

Un esempio concreto.

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