La Bicistaffetta FIAB: testimoni di Bicitalia e ciclo-viaggiatori

La Bicistaffetta FIAB: testimoni di Bicitalia e ciclo-viaggiatori

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L’annuale bicistaffetta FIAB non è una bicivacanza ma un’iniziativa politica per promuovere i percorsi di Bicitalia ed il cicloturismo. Chi partecipa non lo fa per divertimento, che spesso non manca, ma per essere testimone di queste proposte FIAB. Personalmente auspico di più, cioè che nei soci FIAB si faccia sempre più strada la mentalità e lo stile del viaggiatore, più che del turista.

Ringrazio tutti quanti, volontari e non, hanno contribuito alla bella riuscita, soprattutto politicamente parlando, della Bicistaffetta 2016 “Termoli-Rimini”, ad iniziare dal gran lavoro di “faro” della nostra ottima presidente.

Personalmente mi sono trovato benissimo:

–  in primis per la simpatia e cordialità dei compagni di viaggio; è proprio vero, i cicloturisti, specie quelli Fiab, hanno una marcia in piu’..

– poi per i bellissimi luoghi d’arte e scorci paesaggistici incontrati, spesso raccontati da guide o persone competenti e appassionate (da manuale la visita di Ascoli, grazie ai soci ascolani, ma interessanti anche quelle delle Sentine e Porto Cerrano).

– ancora per aver ascoltato progetti e idee da Amministratori illuminati, spesso sulla stessa nostra lunghezza d’onda (sono boccate d’ossigeno!).

– infine per il più che buono vitto e alloggio, tranne qualche inevitabile ma trascurabile sbavatura.

Mi sembra che qualche rara situazioni di disagio (lamentela?) sia giunta fino a Fiab.

Mi permetto al riguardo di suggerire che per prossimi simili eventi occorre sottolineare con più forza che:

1 – la Bicistaffetta non è una bicivacanza;

2 – i partecipanti sono prima di tutto dei “testimoni” presenti appunto a scopo politico-promozionale.. poi se si riesce a conciliare l’utile al dilettevole, ben venga!

Al riguardo, mi piacerebbe concludere con un auspicio: che nel socio FIAB si faccia sempre più strada la mentalità e lo stile, anziché del semplice turista, del viaggiatore, il quale, al di là della definizione, sia pur più nobile, tende a sposare una filosofia che, oltre allo scontato rispetto delle persone e dell’ambiente, è più incline all’avventura e all’accettazione di buon grado e con (auto) ironia di eventuali disguidi / disagi / contrattempi, tra cui anche quelli dovuti ad inevitabili errori organizzativi.