Treno+bici lungo la ciclovia del Brenta. La risposta della Provincia di Trento

Treno+bici lungo la ciclovia del Brenta. La risposta della Provincia di Trento

Condividi!

Dopo la protesta degli albergatori di Bassano per i pochi posti bici sui treni e i turisti lasciati a terra, risponde Roberto Andreatta, dirigente del Servizio Trasporti Pubblici della Provincia Autonoma di Trento, raccontandoci l’impegno dell’ufficio che rappresenta per garantire il servizio.

“Bassano. In treno solo due bici. Decine di turisti a terra e protesta degli albergatori” abbiamo già raccontato nel sito FIAB i fatti esposti dal Giornale di Vicenza il 25 maggio 2016. La vicenda “treni+bici” lungo la ciclovia del Brenta (Valsugana) e, più in generale, nell’area del Triveneto, è in costante e positiva evoluzione (le regioni del nord-est sono ormai mete cicloturistiche internazionali di successo, con ciclovie sempre più “affollate”, non solo a luglio ed agosto). In un prossimo articolo sul sito vi daremo conto di alcune novità.

Nel frattempo FIAB-Veneto ha contattato Roberto Andreatta, dirigente del Servizio Trasporti Pubblici della Provincia Autonoma di Trento, che ci ha rilasciato la seguente intervista.

Dott. Andreatta, diversi anni fa la Provincia Autonoma di Trento e Trenitalia trovarono la soluzione per il trasporto di 30 bici sul treno da Bassano a Trento, tanto da essere citati come esempio a livello nazionale.

Nel corso degli anni la ciclopista del Brenta è sempre più frequentata (e questo, tra l’altro, ha contribuito a destinare nuove risorse  per il completamento del percorso fino a Bassano da parte  della Regione Veneto).

Sempre più spesso FIAB riceve telefonate e lamentele sull’impossibilità  di trasportare la bici sui vostri treni fatto salvo per due posti. E’ possibile in tempi brevi trovare una soluzione duratura  al problema, considerato che il cicloturismo è diventata un’opportunità economica da non sottovalutare?

Registro subito che dell’opportunità economica per i territori ancora una volta se ne fa uno slogan e i diretti interessati, qui ci sono state proteste degli albergatori vicentini, non supportano un progetto strutturato per il cicloturismo. Quanti albergatori sono organizzati per dare ai clienti servizi shuttle con bus e carrello per le loro escursioni?

E’ pur vero, però, che i treni sono strategici e da noi ancora non riescono a dare un servizio di livello europeo. Gli albergatori di Bassano chiedono un intervento della politica e quindi, evidentemente, si rivolgono alla Regione Veneto, che ha puntato molto sul cicloturismo creando evidentemente aspettative tra gli operatori economici.

La tratta ferroviaria da Trento a Bassano è esercita da Trenitalia e Trentino Trasporti ed è pagata integralmente dalla provincia di Trento senza contributo alcuno della Regione Veneto.

Il tema della salita delle biciclette sui treni è risalente,  ma non è vero che siamo all’anno zero.

Innanzitutto i materiali:  sono minuetto Alstom del 2005, che di standard prevedono due posti bici (d’altro canto la trattativa di acquisto risale agli anni 90, un’era fa).

Ben sapendo che la ciclabile della Valsugana è un’importante via turistica sia per gli utenti trentini, che per quelli veneti, che per i turisti stranieri, già 6 anni fa abbiamo progettato (noi e Trenitalia Trento insieme con Alstom)  il disallestimento delle carrozze, primi in Italia su rete nazionale (come già avveniva  sulla Trento Malè), per consentire la salita di 32 biciclette per ognuna delle 40 corse che esercita giornalmente nei mesi di luglio e agosto.

Il disallestimento dei sedili non è evidentemente possibile al di fuori del periodo estivo per la ragione che si  sottrarrebbero posti a sedere per l’utenza pendolare e quindi l’operazione di disallestimento avviene alla fine delle scuole al 10 di giugno via via per tutti e 15 i materiali minuetto in esercizio sulla Valsugana.

Ma ormai è evidente che la stagione cicloturistica non si limita a luglio e agosto

Infatti, consci che questo non è sufficiente e che la stagione del cicloturismo si è allargata e di molto, due anni fa abbiamo attivato per tutti i fine settimana da aprile a giugno un servizio Bicibus tra Trento e Bassano, costoso,  che però non ha trovato il gradimento degli utenti che lo utilizzavano in scarsissima misura.

Come misura ulteriore abbiamo quest’anno ordinato ad Alstom di realizzare in pianta stabile sui Minuetto almeno 6 posti bici in luogo di due attuali (sono tutti i progetti che passano al vaglio di ANSF, autorità per la sicurezza, ma che ci è stato approvato anche in questo caso).

Siamo consapevoli che questo non è ancora sufficiente:  infatti a Trenitalia, nell’ambito dell’ultimo contratto di servizio, abbiamo chiesto che entro fine giugno modifichino il sistema software delle self service di tutta Italia e dei programmi di biglietteria prevedendo che la vendita del biglietto bici per la Valsugana avvenga o a mezzo prenotazione o a cura del capotreno:  in questo modo l’utente non può  riporre affidamento nel biglietto acquistato,  ma verificherà di persona con il capotreno quali siano i posti residui possibili.

È chiaro che se le condizioni meteo e lo sviluppo del cicloturismo proseguiranno bene ci saranno situazioni di criticità nonostante questi accorgimenti, criticità che anche altrove hanno (ricordo che sulla Merano-Malles la bici non viene caricata sul treno in certe stazioni ed  in certi orari, e  solo si trova, e non per tutti i treni, un corrispondente servizio shuttle garantito da un’impresa privata che affianca il treno e non remunerato dalla provincia di Bolzano, con inibizione a salire sul treno stesso).

Quindi ci sta dicendo che, luglio e agosto a parte, il servizio treno+bici non vedrà uno sviluppo ulteriore ma che, sostanzialmente, ci si organizza a gestirne il “numero chiuso”?

Riteniamo che da un lato potrebbe svilupparsi, come già si è sviluppato per altri versi, un servizio di taxi noleggio per comitive,  e che dall’altro l’accorgimento della vendita a cura del capotreno (insieme alla stabilizzazione dei 6 posti per ognuno dei convogli) possa certamente contribuire a migliorare la situazione o, quantomeno, a non ingenerare equivoci nell’utente (che oggi dopo  l’acquisto del biglietto ritiene di poter poi trovare legittimamente  corrispondente posto).

A luglio e agosto poi nessun problema con 32 posti bici per ogni corsa, come pure radi problemi sulla Brennero (a margine confermo che a partire dal prossimo 12 giugno in costanza della chiusura della Valsugana per lavori tra Borgo e Bassano provvederemo nei fine settimana fino alla riapertura del 8 luglio a garantire sei corse bus con carrello bici che effettueranno l’intera tratta Trento Bassano e viceversa).

“Ringraziamo il Dott. Andreatta, prendendo atto dell’impegno dell’ufficio che rappresenta, costruttivo e pragmatico.” risponde Luciano Renier, coordinatore FIAB del Veneto.

“Se vogliamo risolvere il problema dell’intermodalità treno+bici serve però una soluzione “politica” della questione. Anche alla luce di questa esperienza, ribadiamo che non si può continuare ad affidarsi alla “buona volontà” degli Enti Locali (molto apprezzabile, quando c’è, come in questo caso, ma che spesso non c’è).

Infatti qualsiasi Ente Regionale che voglia potenziare il servizio, come dimostra di voler fare la Provincia Autonoma di Trento, si trova poi a gestire materiale ferroviario inadeguato, da riconvertire o “disallestire” e a dover inventare espedienti.

E’ evidente che fino a quando non verranno forniti “di default” convogli con materiale adeguato in composizione stabile, come quelli che noi cicloturisti “giramondo” vediamo ogni volta che viaggiamo in Europa, la questione resterà irrisolta e “complicata”.

Ricordiamo, a tal proposito, che FIAB, con altre associazioni, ha chiesto al governo nuovi regolamenti che dispongano in composizione stabile di tutti i treni materiale adeguato a trasportare un minimo di biciclette ed inoltre vagoni appositi nelle tratte di maggior domanda (in particolar modo per il trasporto regionale ma non solo).