Utrecht, per chi ci ha pedalato, è nel 3000. La città olandese detta gli standard mondiali per quanto riguarda la mobilità urbana, i parcheggi per le biciclette, le piste ciclabili, i servizi offerti alle persone che decidono di spostarsi a piedi e in sella. Lo hanno sperimentato in prima persona i partecipanti dell’EuroVelo & Cycling Tourism Conference 2026, tenutasi la scorsa settimana e alla quale ha preso parte anche FIAB. Ma perfino il paradiso della mobilità attiva ha bisogno di interventi per migliorarsi. Ne abbiamo parlato con Alessandra Tormene, responsabile FIAB di EuroVelo, presente a Utrecht insieme a una delegazione della Federazione.
Foto dall’EuroVelo & Cycling Tourism Conference 2026
EuroVelo: l’Italia che pedala sa farsi notare
«Come Italia, cominciamo a fare la nostra bella figura – ha puntualizzato Tormene -. Negli ultimi due anni abbiamo portato a casa Velo-city 2026 a Rimini e l’EuroVelo & Cycling Conference 2027 a Trieste. Queste iniziative ci distinguono per intraprendenza». La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è Centro di Coordinamento EuroVelo (NECC) e tiene molto a questo ruolo di responsabilità per promuovere e far crescere nella penisola la rete EuroVelo, il più grande network di ciclovie al mondo (oltre 90mila chilometri quando verrà completato).

Durante i giorni di conferenza a Utrecht l’Italia è stata più volte citata per buone pratiche da speaker internazionali. E, come sottolineato da Tormene, su alcune cose il Paese ha preso la giusta direzione come per l’intermodalità bici + treno. E alcune ciclovie, come noto, sono di livello internazionale. «Ciclovie come quelle di Calabria, la Treviso-Ostiglia e l’Alpe Adria non sono da meno rispetto a quelle olandesi». Su tante altre cose, d’altra parte, dobbiamo continuare a imparare da quel che viene fatto in Europa.
La conferenza di Utrecht è un appuntamento cruciale per quanto riguarda il cicloturismo e, come Velo-city, ha rappresentato un’occasione preziosa per gli stakeholder per fare il punto sul mercato delle vacanze in bici. In Europa il problema è che rispetto ai dati il comparto ha informazioni a dir poco datate. Come si è ribadito in Olanda, l’ultima stima ufficiale del Parlamento europeo, pubblicata nel 2012, ha registrato il numero annuale di viaggi in bicicletta nell’UE a 2,3 miliardi per un valore economico di circa 44 miliardi di euro.
A distanza di quasi 15 anni da allora come siamo messi? Secondo quanto abbiamo appreso il prossimo report da parte dell’Unione Europea verrà pubblicato entro fine anno.

FIAB e l’asset del cicloturismo
Lato Italia molte cose sono state fatte e il cicloturismo, come dimostrato anche nell’ultima Bicistaffetta lungo EuroVelo 5, da Lucca a Como, è un asset su cui puntare per lo sviluppo dei territori e delle città. «Non dobbiamo fermarci – ha aggiunto Tormene – serve allargare la rete delle Regioni che vorranno aderire al NECC. Quelle che hanno deciso di entrarvi sono Friuli Venezia Giulia, Calabria ed Emilia Romagna e stanno ottenendo ottimi risultati grazie anche alla nostra professionalità. In questa fase vogliamo presentarci a molte Regioni con un documento da sottoporre. Pensiamo di avere ottime referenze».
L’appuntamento è dunque a Trieste, dal 29 settembre al primo ottobre 2027 per la nuova edizione della conferenza di EuroVelo. L’Italia – a poco più di un anno da Velo-city – avrà accolto un altro evento dedicato alla mobilità attiva, tra i più importanti a livello globale. «EuroVelo è una fucina di idee e riflessioni – ha concluso Tormene -. Ci portiamo a casa la consapevolezza che come Italia non siamo gli ultimi, ma ci mancano le risorse. Il NECC in molti stati d’Europa è gestito dai governi e non da ONG. Dovrebbe farci riflettere per convincere i decisori politici a dare più spazio al cicloturismo e alla ciclabilità».






