Accordo FIAB-ANBI: potenziare il cicloturismo lungo 200mila km di canali

Accordo FIAB-ANBI: potenziare il cicloturismo lungo 200mila km di canali

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In Italia i canali irrigui e di bonifica gestiti dai Consorzi si sviluppano in una rete da 200mila km. Patrimonio prezioso per il territorio, che grazie soprattutto al cicloturismo e alla mobilità ciclistica può essere custodito e valorizzato. In quest’ottica la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha stretto un accordo con ANBI (Associazione Nazionale degli Enti di Bonifica e Irrigazione), CIREM-Centro Interuniversitario di Ricerche Economiche e di Mobilità dell’Università di Cagliari e Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design. L’obiettivo è seguire le best practice europee, dalla Francia all’Olanda: tutti i paesi più sviluppati dal punto di vista bike friendly sono dotati di infrastrutture diffuse lungo i canali e i corsi d’acqua.

«Troppo spesso in Italia si ragiona per reti separate, con infrastrutture da creare sempre ex novo – ha dichiarato il Presidente FIAB, Alessandro Tursi – invece è pratica diffusa in molti paesi europei l’integrazione. Infrastrutture leggere come le ciclabili sono spesso create su alzaie e argini dei corsi d’acqua, così come su ponti ferroviari o lungo le fasce di rispetto di grandi assi stradali. L’integrazione fa risparmiare tempo e denaro nel necessario processo di riconversione della mobilità e, con essa, anche del turismo. FIAB, anche su questo fronte, ha assunto un ruolo attivo e propositivo, coinvolgendo come partner strategico ANBI, assieme a partner autorevoli come il Politecnico di Tornino e l’Università di Cagliari, per trasformare in meglio, e al più presto, il nostro paese».

In un momento storico decisivo per il rilancio dell’economia, FIAB guarda ancor di più al cicloturismo, suggerendolo alla politica e alle istituzioni come asset chiave. Dalle ferrovie dismesse ai corsi d’acqua tanto può essere fatto. A sostegno delle conversione bike friendly dei canali, la legge n.2/2018 “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta” prevede proprio il recupero a fini ciclabili, con destinazione a uso pubblico, delle strade arginali di fiumi, torrenti, laghi e canali, comprese le opere di bonifica, gli acquedotti, le reti energetiche, le condotte fognarie, i ponti dismessi e gli altri manufatti stradali.

In Italia il fatturato dell’intero settore cicloturismo vale 7,6 miliardi di euro (dato 2019). Di tanti progetti in cantiere legati alle vie d’acqua in Italia ricordiamo la ciclovia lungo il Canale Cavour (che collega Torino a Milano) e VenTo (che lungo il Po corre da Torino fino a Venezia)  La situazione legata ai canali che hanno disegnato e modellato il territorio nazionale sconta però difformità nelle norme e, spesso, scarsa visione. Con la firma dell’accordo, FIAB, ANBI, CIREM e il Politecnico di Torino si impegnano dunque a definire i presupposti per un quadro normativo nazionale che, superando le attuali difficoltà, faciliti lo sviluppo di una rete ciclabile nazionale.