Green Deal: quella proposta sui parcheggi bici per l’efficientamento energetico degli edifici

Green Deal: quella proposta sui parcheggi bici per l’efficientamento energetico degli edifici

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Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha proposto di allineare le norme sulla prestazione energetica degli edifici al Green Deal europeo e “decarbonizzare” il parco immobiliare dell’UE entro il 2050. Tra le tante indicazioni, tese a rendere gli edifici, pubblici e privati, più efficienti dal punto di vista energetico, c’è quella di dotare tutti i nuovi edifici residenziali e non residenziali nell’UE, nonché quelli sottoposti a importanti lavori di ristrutturazione, di spazi obbligatori per il parcheggio delle biciclette. 

La proposta riconosce che la mobilità sostenibile, e in particolare l’uso della bicicletta, può svolgere un ruolo importante nella riduzione del consumo energetico complessivo delle famiglie, tesi portata avanti, da anni, anche dalla ECF – European Cyclists’ Federation – di cui la FIAB è membro.

Philip Amaral, Direttore per le politiche e lo sviluppo della ECF ha affermato: “Poiché la maggior parte dei viaggi inizia e finisce in un qualche tipo di edificio, ha senso non trattare questi due settori separatamente. ECF è lieta di vedere che la bicicletta, la modalità di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico, ha trovato il suo meritato posto all’interno della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia”. 

Le indicazioni di revisione della Direttiva sul rendimento energetico degli edifici (EPBD) fanno parte della Renovation Wave Strategy della Commissione e aiuterà a raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Green Deal europeo, di cui la promozione della mobilità verde è una parte fondamentale. La proposta riconosce, giustamente, che la mancanza di parcheggi per le biciclette è troppo spesso un ostacolo importante per il loro utilizzo quotidiano e che il parcheggio obbligatorio delle biciclette è un modo per promuovere la ciclabilità come “elemento centrale della mobilità sostenibile a zero emissioni”. 

Secondo la ricerca ECF, solo sei Stati membri dell’UE hanno attualmente in vigore norme che stabiliscono quantità minime di parcheggi per le biciclette. 

ECF accoglie in particolare la proposta di dotare gli edifici, entro il 2027, di:

-un minimo di due posti bici per ogni abitazione, negli edifici residenziali nuovi e ristrutturati con più di tre posti auto;

-un minimo di un posto bici per ogni posto auto, negli edifici non residenziali nuovi e ristrutturati con più di cinque posti auto;

-un minimo di un parcheggio per biciclette per ogni posto auto in tutti gli edifici non residenziali esistenti con più di 20 posti auto.

-nonchè l’invito della Commissione, agli Stati membri dell’UE, a garantire la coerenza delle politiche per l’edilizia, la mobilità dolce e verde e la pianificazione urbana. 

Dichiara Fabian Küster, Advocacy e EU Affairs Director della European Cyclists’ Federation: “Due parcheggi per biciclette per ogni abitazione in edifici residenziali nuovi e ristrutturati sono un potenziale punto di svolta che rimuove una delle principali barriere al ciclismo quotidiano, in particolare per i residenti dei condomini, ovvero la mancanza di parcheggi per biciclette accessibili e sicuri. Tra qualche anno, l’uso della bicicletta potrebbe diventare molto più facile per milioni di europei”. 

Nel complesso, l’ECF riconosce che la proposta di revisione dell’EPBD è un passo importante nella giusta direzione, anche se si rammarica che i requisiti per il parcheggio delle biciclette dipendano dal parcheggio delle auto, il che significa che gli edifici senza parcheggio non saranno tenuti a fornire spazi per le biciclette. 

Un’altra lacuna è l’assenza di punti di ricarica obbligatori per le e-bike. 

In Italia non esistono norme che obblighino a realizzare parcheggi per biciclette all’interno degli edifici o nelle loro pertinenze, fatta eccezione per alcuni Regolamenti Edilizi Comunali che hanno introdotto, con differenze anche sostanziali da Comune a Comune. 

Anche l’adozione del Regolamento Edilizio Tipo (RET), prevista dall’Intesa raggiunta il 20/10/2016 tra Stato, Regioni e ANCI (G.U. n. 268 del 16/11/16) e successivamente recepito dalle singole Regioni, non contiene indicazioni precise sulla dotazione di parcheggi per biciclette negli edifici richiamando il generico rispetto di requisiti prestazionali volti ad assicurare la compatibilità ambientale, l’efficienza energetica e il confort abitativo.

Dichiara Alessandro Tursi, presidente nazionale FIAB: “Si spera che l’Italia, al di là delle indicazioni temporali della Commissione, recepisca, immediatamente, il contenuto della proposta del Consiglio Europeo adeguando il Regolamento Edilizio Tipo nazionale e le norme edilizie, per dotare gli edifici, pubblici e privati, di parcheggi per biciclette, oltre a modificare la propria normativa sugli standard urbanistici prevedendo, almeno, dieci parcheggi per biciclette (che occupano lo spazio di un parcheggio auto) ogni dieci parcheggi per le autovetture, all’interno dei parcheggi pubblici o di uso pubblico.”