La bici per la transizione ecologica. FIAB e le associazioni bike friendly scrivono a Draghi

La bici per la transizione ecologica. FIAB e le associazioni bike friendly scrivono a Draghi

“La forza della bicicletta è enorme, una forza finora sottovalutata. Non ci sarà transizione ecologica se la bicicletta non diventa il mezzo più usato nelle nostre città, non ci sarà benessere per i cittadini italiani se non si cambia radicalmente una mobilità urbana congestionata, antieconomica, pericolosa, inquinante e distruttiva dell’enorme potenziale di socialità e bellezza delle nostre città”. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e tantissime altre associazioni bike friendly italiane hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per chiedergli un cambio di passo sui temi della mobilità attiva e ciclistica.

Il neo premier Draghi ha usato parole chiare sui cambiamenti climatici e sull’emergenza ambientale nel suo discorso in Parlamento. Ora occorre dunque una nuova politica nazionale a favore della ciclabilità, in cui lo Stato si assuma in pieno il compito di guidare il cambiamento, come indicato nella legge 2/2018 che prevedeva anche la definizione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica a cura del MIT, ad oggi ancora non disponibile.

Una delle novità del nuovo esecutivo è stato il cambio di nome del ministero dell’Ambiente, divenuto ministero della Transizione Ecologica sotto la guida di Roberto Cingolani, esperto di robotica ed ex direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

Sono cinque le proposte avanzate dal Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti:

1- Istituire una Direzione per la mobilità ciclistica all’interno del Dipartimento trasporti.

2- Attribuire a un Sottosegretario le deleghe per la ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica in combinazione con quelle relative al CdS e alla sicurezza stradale.

3- Confermare nella Segreteria tecnica del Ministro una persona dedicata alla ciclabilità e alla micromobilità elettrica con il compito di tenere il raccordo con le associazioni e tra queste e le varie direzioni del MIT.

4- Individuare la nuova figura del “Bike Manager” all’interno della struttura tecnica di missione, con l’obiettivo di sovrintendere all’attuazione della legge 2/2018 e più in generale verificare l’attuazione degli obiettivi del Ministro in questo settore.

5- Recuperare e completare il lavoro, ora sospeso, sul regolamento del Codice della Strada  per la moderazione del traffico.

Scarica la lettera spedita al premier Mario Draghi (PDF)

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