La bicicletta? È la via per la rinascita europea. Così Timmermans a ECF

La bicicletta? È la via per la rinascita europea. Così Timmermans a ECF

Venerdi 30 ottobre i leader europei di tutto il continente hanno invitato le autorità europee e nazionali a investire nella rivoluzione del ciclismo. La Federazione europea dei ciclisti (ECF) e l’associazione delle industrie ciclistiche in Europa (CIE) hanno pubblicato una guida per aiutare le città ad accedere ai fondi di recupero e resilienza (Recovery e Resilience Funds).

Lo ha annunciato ECF in un’articolo di Niccolò Panozzo pubblicato sul sito web della Federazione.

Frans Timmermans, primo vice-presidente della Commissione Europea, ha affermato, durante l’evento online organizzato venerdì 30 ottobre 2020 dalla European Cyclists ‘Federation (ECF) e Cycling Industries Europe (CIE) che “la bicicletta è, per definizione, il modo miglore per risolvere il problema dell’inquinamento nelle città. Investire in reti di infrastrutture ciclabili sicure e separate, come parte dei piani nazionali di recupero e resilienza, sarebbe un gioco da ragazzi e non porterebbe a nessun rimpianto“.

In quel contesto diversi leader europei si sono uniti al vicepresidente della Commissione europea in una discussione entusiasmante e stimolante sul tema #MoreCyling (più ciclabilità) per una ripresa verde (Green Recovery) in Europa.

I leader dell’UE hanno colto l’occasione per invitare Frans Timmermans a un cambiamento più duraturo verso una maggiore mobilità ciclistica, che andrà a vantaggio del clima, della salute pubblica e contribuirà a raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Green Deal dell’UE. La discussione ha evidenziato l’impegno e il desiderio dei sindaci dell’UE di investire sulla mobilità ciclistica nelle loro città. Solo in Europa l’economia legata alla bicicletta vale 200 miliardi di euro e impegna più di 70mila lavoratori. Inoltre, come spiega l’Oms, l’utilizzo della bicicletta fa risparmiare 110 miliardi di euro in spesa sanitaria e tre miliardi in riduzione dell’inquinamento. Dopo lo scoppio della pandemia le Nazioni Unite hanno ribadito l’importanza della mobilità ciclistica per la ripresa.

Per consentire una rivoluzione basata sulla mobilità ciclistica, come chiesto da Timmermans, occorre però integrare in modo efficiente l’utilizzo della bicicletta nei piani d’azione nazionali. ECF e CIE hanno creato una serie di raccomandazioni per i piani nazionali di recupero e resilienza. Qualsiasi città, regione o governo europeo è incoraggiato a implementarle, concentrandosi sulle infrastrutture e sull’accessibilità all’utilizzo delle biciclette come mezzo di trasporto e non solo come strumento per il tempo libero e lo sport.

Il vice sindaco di Parigi e Presidende di ECF, Christophe Najdovski, ha affermato:

«L’aumento della mobilità ciclistica deve essere al centro di tutti i piani europei. In primo luogo, dobbiamo investire in infrastrutture, per garantire luoghi accessibili a tutti i cittadini, di tutte le età, garantendo la sicurezza dello spostarsi in bicicletta, per l’intera durata del loro viaggio. In tutta l’UE prevediamo che sarò necessario un minimo di 10 miliardi di euro per consentire a più città dell’UE di mettersi al passo con le misure attuate da marzo di quest’anno in città come Parigi».

Per l’Italia Alessandro Tursi, Presidente FIAB e Vicepresidente ECF, ha sottolineato:

«La bici si conferma sempre più uno strumento fondamentale per affrontare la pandemia sul doppio fronte della salute e della ripresa economica, e un pilastro della transizione verde che ci impegnerà da qui ai prossimi decenni. Come Vicepresidente ECF sono orgoglioso del lavoro svolto dal gruppo advocacy nel coinvolgere il Vicepresidente della Commissione UE Timm, come Presidente FIAB sono fiero del lavoro svolto da noi tutti in Italia: il video ECF-CIC evidenzia come il nostro paese sia oggi tra i protagonisti assoluti della Rivoluzione Bici in Europa, siamone fieri e continuiamo a impegnarci al massimo in questo momento unico di svolta».

Facciamo "massa critica".

I soci FIAB sono 20 mila ma se fossero 100, 150 mila, ci sarebbero più possibilità di portare a termine i tanti progetti per chi va in bici, da Bicitalia ad AIDA, da Comuni Ciclabili a CIAB. Diventare socio/a FIAB è utile anche a questo, pensaci.

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