Misure anti-smog del Ministero dell’Ambiente. La bicicletta si vede poco.

Misure anti-smog del Ministero dell’Ambiente. La bicicletta si vede poco.

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Stanziati oltre 11 milioni di euro per Comuni e Città metropolitane (con popolazione superiore a 100.000 abitanti) e Regioni che, a seguito del protocollo anti-smog del 30 dicembre 2015, hanno attivato misure d’emergenza per la qualità dell’aria nell’ambito del trasporto pubblico locale e della mobilità condivisa.

Lo stabilisce un decreto del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, registrato dalla Corte dei Conti l’11 gennaio scorso e pubblicato sul sito del ministero, che disciplina il programma di cofinanziamento degli interventi che si sono resi necessari nelle città a gestire le situazioni critiche derivate da superamenti continuativi dei valori limite di Pm10.

Gli 11 milioni e 253 mila 468 euro andranno agli enti che ne faranno richiesta, avendo superato per almeno cinque giorni consecutivi il valore limite giornaliero, e cofinanzieranno una parte delle spese sostenute (dal 60% all’80% del totale). La lista degli interventi finanziabili è contenuta nell’allegato I del decreto: applicazione di tariffe agevolate per il noleggio e l’utilizzo delle auto elettriche; promozione del “taxi condiviso”; promozione del trasporto pubblico locale attraverso il finanziamento di corse aggiuntive rispetto a quelle previste dai contratti di servizio; promozione del trasporto pubblico locale attraverso il finanziamento dell’ampliamento delle linee; azioni a favore dello spostamento sistematico casa-lavoro e casa-scuola, attraverso la promozione del “pedibus” o dell’uso delle navette; fornitura, a titolo gratuito o agevolato, del servizio di “bike sharing” e “car sharing”; fornitura di tariffe gratuite o agevolate per i parcheggi di interscambio; fornitura, a titolo gratuito o agevolato, di biglietti per il trasporto pubblico locale; promozione dell’utilizzo del telelavoro.

Peccato che, tra gli interventi, la bicicletta si veda poco, eccezion fatta per il “bike sharing” che, però, come esperienza insegna, se non inserito in una strategia generale di mobilità, diventa poco utile. Non viene neanche considerato il “bicibus” come strumento di spostamento casa-scuola e/o casa-lavoro, in contraddizione con il “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro” che lo stesso Ministero ha finanziato con 35 milioni di euro per il 2016, che prevede un casistica di interventi più ampia a favore dell’utilizzo della bicicletta.

Tale contraddizione dimostra, purtroppo, che anche se animato dalle buone intenzioni, lo stesso Ministero dell’Ambiente non riesce a coordinare, con una visione strategica chiara, le azioni a favore della mobilità sostenibile.