Non vai in bicicletta? Allora iscriviti a FIAB!

Non vai in bicicletta? Allora iscriviti a FIAB!

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Ma come, mi direte, che senso ha iscriversi alla FIAB se non si va mai in bicicletta?

Già, vi sembrerà strano, ma ci sono delle ottime ragioni per farlo. Ragioni per cui FIAB può rivolgere l’invito ad iscriversi anche ai non-ciclisti, a coloro che semplicemente ne condividono le finalità, pur non usando la bicicletta (oppure usandola occasionalmente).

Innanzitutto sgombriamo il campo da un equivoco. FIAB non è uno dei tanti club di appassionati, di cicloamatori, ai quali ci si iscrive, giustamente, solo se interessati a partecipare all’attività ciclistica associativa.

Fiab è un’associazione ambientalista che propone una nuova politica della mobilità, una mobilità sostenibile indirizzata a diminuire e moderare l’uso dei veicoli a motore, a rendere più vivibili e meno inquinate le nostre città, a muoversi tutti meglio e più velocemente, a mantenersi in salute ed in forma, a promuovere un turismo a basso impatto ambientale (ma ad alto riscontro economico), ecc.

Nell’ambito delle politiche generali per la mobilità sostenibile, che ovviamente non sono basate soltanto sulla bici (e che FIAB, statutariamente, si impegna a sostenere), la nostra Federazione si è specializzata in mobilità ciclistica.

E’ chiaro, certo, che a far nascere FIAB e le sue associazioni sono stati dei ciclisti. Però non un genere ben definito: ciclisti urbani, cioè persone che usano la bici per i propri spostamenti quotidiani, oppure ciclisti nel tempo libero, con modalità anche molto diverse, dal tranquillo ciclo-escursionista domenicale, al cicloturista o ciclo-viaggiatore (che si impegna in tour più o meno distanti, più o meno avventurosi), fino a coloro che spingono “duro” sul pedale con attività amatoriali o agonistiche. Altri, addirittura, hanno fatto della bicicletta la loro professione e trasportano merci in città, oppure guidano turisti in campagna.

Insomma, l’avrete capito, a pedalare ce n’è per tutti i gusti, e va anche ricordato che se alcuni appartengono ad una di queste categorie, altri invece contemporaneamente a due o tre.

Queste sono le persone che, avendo capito le potenzialità rivoluzionarie della bicicletta, ne hanno fatto una bandiera, si sono unite in FIAB, ne promuovono l’uso e propongono politiche per la mobilità ciclistica (che in molti Paesi europei, più ciclistici del nostro, non sono poi così nuove).

Però, così come ci sono molti modi di andare in bicicletta, ci sono anche tante ragioni che possono portare a non usarla, oppure occasionalmente; motivi di natura fisica, di malattia, di impegni personali e familiari, di professione, di distanza lavorativa, di paura del traffico o di quel che volete voi. Questa è una scelta personale, che può tuttavia essere indipendente dalla condivisione o meno delle nostre idee e battaglie. Succede, cioè, che anche molti “non-ciclisti” possono convincersi che le proposte e le iniziative di FIAB siano necessarie ed utili per migliorare le città, l’ambiente e quindi, in definitiva, anche la loro vita. Magari possono pensare, chissà, che un domani pedaleranno anche loro, o che vorrebbero vederlo fare in sicurezza i loro figli o i loro cari.

Da un’analisi dei nostri soci, specialmente di quelli delle associazioni più numerose, riscontriamo che solo una parte partecipa alle attività. Certo, magari hanno altro da fare, o vanno in bici per conto loro (il che va benissimo). Però, in realtà, noi di FIAB non conosciamo se vanno in bici e, se ci vanno, quanto lo facciano. Sappiamo bene, invece, che si iscrivono a FIAB perché condividono le nostre proposte e le nostre battaglie.

Allora, cari amici non ciclisti, se anche voi volete città più vivibili e una mobilità diversa, cosa aspettate ad iscrivervi a FIAB?

Stefano Gerosa

ps: ovviamente, se in bicicletta ci vai, hai molte ragioni in più per farlo!