Nuova legislatura, nuove proposte per la mobilità ciclistica

Nuova legislatura, nuove proposte per la mobilità ciclistica

La legislatura appena iniziata, la diciassettesima per la precisione, ha di fronte sicuramente molti scogli da superare, ma se dobbiamo giudicare dai primi segnali che ci arrivano, parte sotto buoni auspici per quanto concerne le politiche della mobilità. Sarà comunque difficile peggiorare quanto prodotto nella disgraziata sedicesima legislatura nella quale, a fronte di un grande lavoro di una sparuta pattuglia di parlamentari molto attivi, tra i quali vanno citati gli ex parlamentari Carmen Motta e Mario Cavallaro, la produzione parlamentare è stata pressoché nulla. Il lavoro prodotto, però è depositato agli atti e le nuove iniziative mostrano che non si sta partendo da zero, ma anzi da un corpo di proposte strutturate.

Il primo evento da salutare è la formazione di un intergruppo “per la mobilità nuova” in continua crescita e che conta già la presenza di oltre 60 tra deputati e senatori. L’intergruppo, appena costituito, con la presenza tra l’altro di Paolo Gandolfi (animatore degli Stato Generali di Reggio Emilia dell’ottobre scorso), Alessandro Bratti (già attivo nella passata legislatura) e dei neo-eletti 5 Stelle Diego De Lorenzis e Roberto Cotti (attivi ciclisti FIAB da molto tempo), procede in continuità con l’intergruppo Amici della Bicicletta della XVI legislatura.

Le commissioni parlamentari si sono appena insediate, in particolare le commissioni trasporti, presiedute alla Camera dall’on. Michele Meta (PD) ed al Senato dall’on. Altero Matteoli (PdL).

Alla Camera vicepresidenti sono i deputati Deborah Bergamini del Pdl e Ivan Catalano del movimento Cinque stelle, segretari Luca Squeri del Pdl e Diego De Lorenzis, sempre del movimento capeggiato da Beppe Grillo.

A Palazzo Madama, oltre al Presidente, sono risultati eletti vice presidenti i senatori Stefano Esposito del Pd e Massimo Cervellini di Sel, segretari i senatori Laura Cantini del Pd e Marco Scibona del movimento Cinque stelle.

Già nei primi giorni sono pertanto arrivate alcune proposte di Legge. Segnaliamo tra queste due proposte in tema di mobilità ciclistica assegnate a inizio maggio all’esame della commissione Trasporti.

La prima porta la firma di  Alessandro Bratti (PD), Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di tutela dell’utenza debole e per il miglioramento della sicurezza della mobilità ciclistica e pedonale. La proposta di legge si propone di colmare il divario che separa il nostro Paese dagli altri Paesi europei in materia di cultura della mobilità, restituendo a quella che viene definita “utenza debole” della strada una pari dignità rispetto all’utenza motorizzata. I ciclisti e i pedoni – sostiene Bratti – devono essere riconosciuti come utenti della strada alla stregua di tutti gli altri e non essere considerati – come troppo spesso avviene – un “intralcio”alla scorrevolezza del traffico.

La seconda vede come primo firmatario  Ermete Realacci (PD e Presidente Commissione Ambiente camera) ed ha per titolo “Introduzione del titolo V-bis del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante disposizioni per la tutela e lo sviluppo della mobilità ciclistica”. Il testo promosso da Realacci ha lo scopo di recepire nella nostra legislazione le richieste formulate nell’appello “Salviamo i ciclisti”, ma attinge in modo rilevante alle proposte presentate da FIAB nella passata legislatura. L’appello, partito dalla campagna “Cities fit for cycling” del Times a sostegno della sicurezza dei ciclisti ha fatto nascere un movimento in Italia che ha una notevole vitalità.

Per quanto concerne il Senato è stato presentato sempre a inizio maggio un disegno di legge da parte del Sen. Antonio De Poli di Scelta civica e assegnato al vaglio della commissione Lavori pubblici dal titolo “Disposizioni per la predisposizione del Programma nazionale per la mobilità ciclistica nonché per la realizzazione della rete degli itinerari ciclabili d’Italia”. Tra gli obiettivi di fondo: l’aumento del livello di utilizzazione della bicicletta, dando per assodati i benefici — individuali e collettivi — dell’uso di tale mezzo; la riduzione del numero di incidenti che interessano la mobilità ciclistica e quindi del livello di rischio associato; il miglioramento del sistema di viabilità e di trasporto esistente; la promozione di nuove iniziative di natura socio-economica legate alla mobilità ciclistica.

Sempre alla commissione Lavori pubblici del Senato è stata assegnato il disegno di legge per il miglioramento della sicurezza stradale e la prevenzione degli incidenti con veicoli e delega al Governo per il riordino della segnaletica stradale, promosso dal Sen. Marco Filippi del Pd.

Da segnalare infine il commento del neo Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando con relazione alla giornata di Domenica 12 maggio, Giornata nazionale della bicicletta, giunta alla quarta edizione in concomitanza con Bimbimbici (14° edizione). “La bici – ha sottolineato il ministro dell’Ambiente -, è il simbolo della mobilità sostenibile e intelligente, fa bene all’ambiente e alla salute. Lo straordinario successo che sta vivendo questo mezzo negli ultimi anni è il segnale che è finalmente passata nell’opinione pubblica la convinzione che la bicicletta sia un’alternativa valida per il trasporto delle persone e non solo uno strumento utile per lo sport e il tempo libero”.

Il ministero dell’Ambiente, infine, ha bandito il Concorso Bicity 2013, rivolto ai Comuni che hanno realizzato, nell’anno passato, la maggiore estensione di percorsi ciclabili in rapportato alla popolazione residente. Lo si apprende dal sito del dicastero. Obiettivo dell’iniziativa: promuovere la mobilità sostenibile nelle città, riservando esclusivamente alle biciclette, strade, piazze, luoghi di pregio ambientale, artistico, storico e architettonico per sottolineare come la bicicletta sia il mezzo di locomozione più pulito e a impatto zero.

Un esempio concreto.

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